IL SEMINATORE USCI’ A SEMINARE

IL SEMINATORE USCI’ A SEMINARE


Commento al Vangelo
di p. Alberto MAGGI OSM

Mt 13, 1-23

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.

Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!

Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che

ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

La parabola del seminatore, che troviamo nel capitolo 13 del vangelo di Matteo, non vuole essere tanto un invito a esaminare se stessi, quanto un incoraggiamento ai discepoli ad annunziare il vangelo. Se in tre terreni si fallisce, nel quarto il frutto abbondante ripaga di tutte le perdite. Perché? Gesù confida nella potenza della parola creatrice.

La parola di Gesù è la stessa parola di quel Dio che disse: “Sia la luce e la luce fu”. Quel Dio che nel profeta Isaia garantisce: “Così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”. Questa è la forza del messaggio di Gesù.

Quindi la sua parola contiene in sé un’energia, una potenza creatrice che, quando viene accolta, libera tutta quanta la sua potenza.

Allora Gesù esprime questo in parabole. Perché lo esprime in parabole? Ai discepoli che ha iniziato “ai misteri del regno dei cieli” … cosa sono i misteri?

I misteri sono una conoscenza segreta. E qual è la conoscenza segreta del regno dei cieli? Che l’amore di Dio è universale.

L’amore di Dio non ha un popolo preferito o una parte del mondo privilegiata. L’amore di Dio è universale. Ma questo al popolo non si può dire. Il popolo, imbevuto di una ideologia nazionalista, avrebbe rifiutato Gesù, come quando nel vangelo di Luca Gesù prova a proporre questo a Nazareth e sfugge per poco al linciaggio.

Quindi Gesù alla gente parla in parabole, in modo che chi è in sintonia può capire; per gli altri sarà un pensiero che poi dovranno maturare.

E Gesù propone questa parabola del seminatore ed è Gesù stesso che la commenta, quindi noi ci limiteremo a sottolineare il suo commento.

Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono”. Quindi qui c’è una parte del seme che, appena è caduta, subito viene portata via. Quindi una parte che non germoglia.

E Gesù stesso commenterà: “Ogni volta che uno ascolta la parola del regno e non la comprende…”, perché per comprendere questa parola c’è bisogno della conversione. Come nel brano del capitolo 6, versetti 9-10, che Gesù ha citato lungo questa parabola, quando il profeta Isaia si scontra con l’incomprensione del popolo, e terminava con “non comprendano con il cuore, non si convertano e io li guarisca”.

Per comprendere la parola del Signore c’è bisogno di una conversione e la conversione nel vangelo di Matteo è mettere il bene dell’uomo al primo posto come valore assoluto. Ebbene, dice Gesù, “Ogni volta che uno ascolta la parola del regno e non la comprende” – appunto perché manca la conversione – “viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato. Questo è il seme seminato lungo la strada”.

Il maligno è immagine del potere, dell’ambizione. Queste persone sono completamente refrattarie o ostili alla parola del Signore, la vedono addirittura come una minaccia ai propri interessi. Quindi fallimento totale; nella prima neanche germoglia.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata”.

L’effetto del sole sulla pianta è benefico, è ciò che la rafforza e la fa crescere. Qui invece fu bruciata. Ma la colpa non è del sole, la colpa è della pianta, anzi del terreno, perché essendo sassoso, la pianta non ha potuto mettere radici e si è seccata. Quindi nella prima non germoglia e nella seconda spunta, ma subito si secca.

Ed è Gesù stesso che commenta: “Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la parola e l’accoglie subito con gioia” – quindi gli entusiasti di questo messaggio, che

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Jean-François_Millet_(II)_013

Il seminatore

di Jean François Millet