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  • 19 Jun


  • admin

Gesù di Nazareth
è culturalmente credibile oggi?

Analisi, interpretazioni, prospettive

Monografie – No 24 – Maggio 2019

A cura di
Ernesto Borghi – Gaia De Vecchi

Contributi di
Sergio De Carli – Michele Diegoli – Stefano Dolfini – Giorgio Jossa Roger Lenaers – Rolando Leo – Marco Moschetti – Paolo Minotti Damian Spataru – Antonella Salatino – Gilberto Squizzato

Introduzione

Non basta dire la verità.
A poco servirà al profilo di una persona
se non sarà credibile.
La verità è solo metà cammino,
l’altra metà si chiama credibilità.
Per questo, ci sono menzogne che passano per verità,
e verità che sono ritenute menzogne
(José Saramago)

Il senso di un discorso, l’obiettivo di un percorso
Gesù di Nazareth è culturalmente credibile oggi? La risposta a questa domanda è certamente complessa. Occorre anzitutto chiedersi che cosa significhi cultura e in che cosa consista la credibilità. Vocabolari molto autorevoli della lingua italiana2 alla voce cultura recitano così: è l’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e

autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio. La cultura costruisce l’esistenza in termini di apertura di mente e di cuore, insomma di vita. E, in questo quadro, appare credibile quanto risulta degno di fiducia non in astratto, ma nella concretezza di ogni giorno.
Parecchi milioni di donne e uomini manifestano ancora oggi di dare importanza significativa al Dio di Gesù Cristo, frequentando vari momenti di culto cristiani e praticando moltissime forme di attenzione agli altri, spesso in condizioni sociali, culturali ed economiche difficili o difficilissime, a livello locale, nazionale o internazionale. D’altra parte la disaffezione, anzitutto di tantissimi membri delle giovani generazioni euro-occidentali, verso il culto cristiano e le istituzioni ecclesiastiche è un dato di fatto sempre più evidente. E ciò avviene non soltanto perché altre paiono oggettivamente le logiche fondamentali dell’esistenza effettiva di oggi, dall’arricchimento economico fine a se stesso alla volontà di affer- marsi a livello politico, sociale e religioso nonostante gli altri e contro gli altri. Tutte prospettive che certamente con l’amore fraterno per il quale il Nazareno è vissuto, morto e risorto non hanno alcuna relazione…
Troppe volte si è preoccupatissimi nel comunicare parole, valori, insegnamenti, riferimenti secondo una logica di fedeltà “formale” a quello che i testi biblici e le altre fonti storico-religiose propongono, senza chie- dersi se ciò sia comprensibile nella vita e cultura di oggi e se i destinatari siano davvero interessati a quanto viene loro detto, cioè se la quotidianità loro, dei loro familiari e dei loro conoscenti sia intercettata in qualche modo e positivamente da tutto ciò. Si è formalmente, dottrinalmente rispettosi del passato religioso tradizionale,

ma non si è attenti a chie- dersi davvero se quello che si propone è culturalmente credibile oggi in particolare per giovani e adulti… E stupirsi del fatto che a tante iniziative religiose il numero dei partecipanti sia in calo verticale, per non parlare di quante vanno sostanzialmente deserte, è possibile soltanto ad una condizione: se si ha il cuore e la mente rivolti verso proposte formative che hanno avuto una grande fortuna nel passato, ma oggi – si pensi, per es. a tante celebrazioni liturgiche e educative in genere – non dicono né possono dire alcunché a tantissimi…
Di quale vita, di quali valori esistenziali si è occupato Gesù di Nazareth nella sua epoca? Che cosa del messaggio arrivato, sempre at- traverso delle interpretazioni, dal I al XXI secolo d.C., può essere capace di fare cultura oggi, nel sistema formativo scolastico-universitario, in quello dei massmedia5, nella società civile nel suo complesso, secondo l’apertura esistenziale che diamo al termine cultura? A queste domande cerca di fornire qualche frammento di risposta questo nostro saggio, il n. 24 della collana “Parola&parole – monografie”.
Puntiamo ad offrire a lettrici e lettori delle occasioni di riflessione e di approfondimento molteplici sulla credibilità culturale di Gesù di Nazareth, non per indottrinare qualcuno o per rassicurare qualcun altro. Riteniamo necessario – in particolare nel nostro tempo ricco di stimoli formativo-informativi e piuttosto povero di criteri di discernimento uma- nizzante – mirare a dare strumenti e chiavi di lettura.
[…]

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