{"id":11082,"date":"2018-03-12T21:44:43","date_gmt":"2018-03-12T20:44:43","guid":{"rendered":"http:\/\/absi.ch\/new\/?page_id=11082"},"modified":"2018-03-12T22:08:38","modified_gmt":"2018-03-12T21:08:38","slug":"presentazione-marco-nuova-trad_continuaz","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/presentazione-marco-nuova-trad_continuaz\/","title":{"rendered":"Presentazione Marco-nuova trad_continuaz"},"content":{"rendered":"<p>[layout][layout_group][one_fourth]essa \u00e8 chiara ed accessibile a tutti. Questo \u00e8 vero, purch\u00e9 non si prenda come alibi per non affrontarne uno studio approfondito, contrapponendolo con faciloneria e modalit\u00e0 donchisciottesca ad una lettura \u201cletterale\u201d. Questo modo di pensare \u00e8 \u201cfondamentalismo\u201d, ed \u00e8 diffuso sia tra i cattolici, sia tra i protestanti. Si pretende di escludere dal\u00adla lettura della Bibbia ogni analisi critica, condannata a priori come arroganza della ragione umana che vorrebbe farsi giudice della parola di Dio.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, questa tesi \u00e8 ingenua e semplicistica, anzi addirittura totalmente sbagliata. \u00c8 frutto del pregiudizio che la ragione umana danneggi od ostacoli la fede. La Chiesa cattolica invece insegna che il credente non solo non deve smettere di usare la ragione ma \u00e8 chiamato anzi ad essere pi\u00f9 ragionevole che \u00e8 possi\u00adbile. Il Concilio Vaticano II, nella <em>Dei Verbum<\/em>, dichiara che \u00abDio nella Sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini e alla maniera umana\u00bb (DV, n. 12). Poich\u00e9 \u00e8 opera di uomini e linguaggio umano, la Bibbia non \u00e8 dunque diret\u00adtamente ed esclusivamente \u201cparola di Dio\u201d; \u00e8 un prodotto storico, di una certa epoca e di una certa cultura, perci\u00f2 non pu\u00f2 sfuggi\u00adre a un esame critico. Il fondamentalismo rifiuta lo studio scientifico della Bibbia con l\u2019ingannevole pretesto che basta la fede \u201csemplice\u201d. Ma \u00e8 facile capire che la fede, quando \u00e8 separata e contrapposta alla ragione &#8211; come nel fondamentalismo &#8211; \u00e8 esposta al rischio di diventare incontrollabile, selvaggia o perlomeno ingenua credulit\u00e0. Una lettura \u201cdevota\u201d, ma non critica, della Bibbia rischia di tra\u00adsformarsi in una pura e semplice legittimazione delle proprie o\u00adpinioni: si trova nella Bibbia quel che gi\u00e0 si pensava!<\/p>\n<p>\u00c8 in questo orizzonte di considerazioni che si capisce l\u2019utilit\u00e0 di un <em>commento<\/em> al testo biblico. L\u2019esegesi scientifica rende un servizio utile a tutta la Chiesa e ai singoli credenti, cui \u00e8 destinata la Bibbia per essere compresa, custo\u00addita e fatta conoscere. Del resto la necessit\u00e0 di interpretare o spiegare sia la rivela\u00adzione che Dio ha fatto di s\u00e9, sia la testimonianza scritta della rivelazione che \u00e8 la Bibbia, \u00e8 documentata all\u2019interno della Bib\u00adbia stessa.<\/p>\n<p><strong>5. Considerazioni sul alcuni passaggi esemplificativi<\/strong><\/p>\n<p>Il commento proposto, pur nella sua sinteticit\u00e0, offre elementi che arricchiscono certamente il lettore. Indichiamo alcuni passaggi, come ad esempio, il commento a <em>Mc<\/em>14,12-25 e la preziosa riflessione sull\u2019inversione delle parole di Ges\u00f9 sul pane e sul calice: \u00abIl mio corpo \u00e8 questo\u2026 il mio sangue dell\u2019alleanza \u00e8 questo\u00bb. Un altro passo che segnalo per la freschezza del commento \u00e8 <em>Mc<\/em> 6,30-56, di cui leggo solo alcune righe che riprendono riassuntivamente il significato della prima moltiplicazione dei pani:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/one_fourth][one_fourth]\u00abChi possiede pani e pesci deve condividerli e servirli alla folla. In questo modo si rende visibile l\u2019amore e la grande generosit\u00e0 del Creatore, che si manifesta Provvidente per mezzo dei suoi. Il messaggio di Ges\u00f9 viene compreso soltanto quando i discepoli indossano il grembiule del servizio. In questo modo \u201ctutti\u201d comprendono che il cibo offerto da Dio non esclude nessuno (quanti potevano essere \u201cindegni\u201d in quella primitiva Eucarestia?) e \u201csazia\u201d le necessit\u00e0 di tutti. Inoltre non viene specificato che furono i discepoli a raccogliere quanto era avanzato: i pezzi avanzati non hanno \u201cpadrone\u201d, sono a disposizione per essere nuovamente condivisi. La folla ha compreso il messaggio pi\u00f9 che i discepoli stessi: la condivisione \u00e8 l\u2019unica via per saziare l\u2019umanit\u00e0 e umanizzare le relazioni (la \u201cfolla\u201d, alla fine, si \u00e8 trasformata in \u201cuomini\u201d)\u00bb (p. 98).<\/p>\n<p>Sempre indicando alcuni esempi, ecco un altro passaggio che mi sembra stimolante perch\u00e9 riesce a riassumere in modo chiaro e provocante il frutto di un faticoso e complesso lavoro esegetico, \u00e8 quello dedicato a <em>Mc<\/em> 15,42 \u2013 16,8.<\/p>\n<p>Affido la parola al commento sulla finale del vangelo di <em>Marco<\/em>: \u00abFino alla fine permane lo \u201cscarto\u201d tra Ges\u00f9 e i suoi discepoli, incapaci di comprendere e accogliere l\u2019evangelo. Ma per Marco, una tale distanza non \u00e8 indice dell\u2019impossibilit\u00e0 di seguire Ges\u00f9. Lo scarto, cos\u00ec come viene raccontato nel secondo vangelo, sollecita quella \u201cripresa\u201d enunciata proprio dalle parole dell\u2019angelo al versetto precedente. La Galilea, infatti, costituisce il punto di partenza dell\u2019avventura dei seguaci di Ges\u00f9 (cfr. 1,14ss). Annunciare che il Risorto li precede in Galilea significa invitare a ricominciare dall\u2019inizio l\u2019itinerario discepolare \u2013 e per chi legge, riprendere daccapo il racconto metterne in conto la rilettura. Nella pagina conclusiva comprendiamo la strategia narrativa di Marco, che fa dei credenti degli eterni principianti, a cui indica la via per ricominciare sempre daccapo\u00bb (pp. 229-230).<\/p>\n<p>Infine, sia pure di sfuggita, apprezziamo la presenza di un\u2019appendice veramente utile su <em>Leggere il vangelo secondo Marco verso la fede cristiana<\/em>, curata da Ernesto Borghi e da Roberto Geroldi. La posta in gioco \u00e8 quella che una lettura continuativa del vangelo secondo Marco permette di confrontarsi con la parola di Dio nelle due direzioni che sono anche le direttrici specifiche del vangelo marciano: l\u2019ingresso nella fede cristiana e la comunione di vita con l\u2019amore di Dio in Cristo Ges\u00f9, di cui l\u2019ultima Cena \u00e8 il momento di familiarit\u00e0 culminante tra il Nazareno e gli esseri umani\u2026<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Ernesto-Borghi-presentazione-libro.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; scarica il testo (pdf)<\/em><\/a><\/p>\n<p>[\/one_fourth][one_fourth]<\/p>\n<p>[\/one_fourth][one_fourth][\/one_fourth][\/layout_group][\/layout]<\/p>\n<div id=\"themify_builder_content-11082\" data-postid=\"11082\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-11082 themify_builder\">\n    <\/div>\n<!-- \/themify_builder_content -->\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[layout][layout_group][one_fourth]essa \u00e8 chiara ed accessibile a tutti. 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