{"id":15823,"date":"2020-12-30T14:38:59","date_gmt":"2020-12-30T13:38:59","guid":{"rendered":"https:\/\/absi.ch\/new\/?p=15823"},"modified":"2020-12-31T02:58:02","modified_gmt":"2020-12-31T01:58:02","slug":"eucaristia-3-gennaio-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/2020\/12\/eucaristia-3-gennaio-2021\/","title":{"rendered":"Eucaristia: 3 gennaio 2021"},"content":{"rendered":"<div id=\"themify_builder_content-15823\" data-postid=\"15823\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-15823 themify_builder\">\n    \t<!-- module_row -->\n\t<div   class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_0 themify_builder_15823_row module_row_15823-0 tb_vfx7853\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_15823_column module_column_0 module_column_15823-0-0 tb_sch1854\">\n\t    \t    \t<\/div>\n\t\t    <\/div>\n\t    <!-- \/row_inner -->\n\t<\/div>\n\t<!-- \/module_row -->\n\t\t<!-- module_row -->\n\t<div  class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_1 themify_builder_15823_row module_row_15823-1 tb_lzi9951\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_15823_column module_column_0 module_column_15823-1-0 tb_48ep952\">\n\t    \t    \t        <div class=\"tb-column-inner\">\n\t\t    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_cbzi961    \">\n            <div  class=\"tb_text_wrap\">\n    <p><strong>seconda domenica dopo Natale<\/strong><\/p>\n<h4><strong><em>\u00ab<\/em><\/strong><strong>La Parola si \u00e8 fatta carne e ha rizzato la sua tenda in mezzo a noi<em>\u00bb <\/em>(<em>Gv<\/em> 1,14)<\/strong><\/h4>\n<p><em>La liturgia di oggi si apre con un\u2019antifona che riprende una frase del libro della Sapienza:<br \/><\/em>Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,<br \/>e mentre la notte giungeva a met\u00e0 del suo corso,<br \/>la tua parola onnipotente, o Signore,<br \/>\u00e8 scesa dai cieli, dal trono regale. (<em>Sap<\/em> 18,14-15a)<br \/><br \/><\/p>\n<h5>Prima lettura<\/h5>\n<p><em>La prima lettura \u00e8 una pagina del libro del Sir\u00e0cide, un saggio che si chiamava \u201cGes\u00f9 figlio di Sirac\u201d. Quest\u2019uomo, per aiutare i giovani di Gerusalemme, scrisse il suo libro in ebraico. Poi, verso l\u2019anno 132, suo nipote, che viveva in Egitto, ha voluto dedicarsi a tradurre &#8211; e sono parole sue &#8211; quanto aveva scritto \u00ab mio nonno Ges\u00f9\u00bb (Prologo, v. 7).<\/em><\/p>\n<p><em>Nella prima parte di questo libro l\u2019autore mostra il ruolo della sapienza nella vita del saggio: la sapienza che \u00e8 maestra di discernimento, la sapienza che ci guida nelle nostre relazioni con i vicini e nella nostra profonda relazione con Dio. Poi, terminando questa prima parte del libro, il Siracide d\u00e0 la parola alla sapienza stessa. Qui, come ascolteremo tra un attimo, la sapienza menziona la sua origine in Dio e la sua presenza e la sua azione nel mondo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>: \u00abPrima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata, e per tutta l\u2019eternit\u00e0 non verr\u00f2 meno\u00bb (v. 14).<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, la sapienza, creata da Dio fin dal principio, ha vissuto un\u2019esperienza eccezionale: \u00ab il creatore dell\u2019universo mi diede un ordine, colui che mi ha creata ha fatto riposare la mia <strong>tenda <\/strong>e mi disse: \u201cFissa la <strong>tenda<\/strong> in Giacobbe e in Israele sia la tua eredit\u00e0\u00bb (vv. 12-13). Qui la cooperazione tra Dio e la sapienza \u00e8 espressa con la massima intensit\u00e0: Dio ordina alla sapienza di fissare la tenda in Israele e, nello stesso tempo, \u00e8 Dio stesso che fa riposare la tenda della sapienza. E, nel seguito della narrazione la sapienza dichiara di aver reso servizio \u00abnella tenda santa, davanti a lui\u00bb. E qui la formulazione \u00abtenda santa\u00bb fa ovviamente riferimento al tempio di Gerusalemme: l\u00ec, la sapienza &#8211; oltre a far germogliare e fruttificare la saggezza di Israele &#8211; svolge funzioni liturgiche. <\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>Dal libro del Sir\u00e0cide (24,1-4. 12-16 secondo la numerazione della Volgata) <\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup> La sapienza fa il proprio elogio,<\/p>\n<p>in Dio trova il proprio vanto,<\/p>\n<p>in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.<\/p>\n<p><sup>2<\/sup> Nell\u2019assemblea dell\u2019Altissimo apre la bocca,<\/p>\n<p>dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,<\/p>\n<p><sup>3<\/sup> in mezzo al suo popolo viene esaltata,<\/p>\n<p>nella santa assemblea viene ammirata,<\/p>\n<p><sup>4<\/sup> nella moltitudine degli eletti trova la sua lode<\/p>\n<p>e tra i benedetti \u00e8 benedetta, mentre dice:<\/p>\n<p><sup>12<\/sup> \u00abAllora il creatore dell\u2019universo mi diede un ordine,<\/p>\n<p>colui che mi ha creata ha fatto riposare la mia <strong>tenda<\/strong><\/p>\n<p><sup>13<\/sup> e mi disse: \u201cFissa la <strong>tenda<\/strong> in Giacobbe<\/p>\n<p>e in Israele sia la tua eredit\u00e0,<\/p>\n<p>affonda le tue radici tra i miei eletti\u201d \u00bb.<\/p>\n<p><sup>14<\/sup> Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata,<\/p>\n<p>e per tutta l\u2019eternit\u00e0 non verr\u00f2 meno.<\/p>\n<p>Nella <strong>tenda<\/strong> santa, davanti a lui ho reso servizio<\/p>\n<p><sup>15<\/sup> e cos\u00ec mi sono stabilita in Sion.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 amata mi ha fatto abitare<\/p>\n<p>e in Gerusalemme \u00e8 la mia autorit\u00e0.<\/p>\n<p><sup>16<\/sup> Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,<\/p>\n<p>nella porzione del Signore, sua eredit\u00e0,<\/p>\n<p>nell\u2019assemblea dei santi ho preso dimora\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h5>Salmo<\/h5>\n<p><em>Il salmo 147 \u00e8 stato probabilmente composto verso la fine del quinto secolo prima della nascita di Ges\u00f9<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>. E\u2019 l\u2019epoca durante la quale Gerusalemme, un secolo dopo la fine dell\u2019esilio a Babilonia, conosce un movimento di ricostruzione a livello dell\u2019edilizia e soprattutto del tessuto sociale. Ma il nostro salmo considera la ricostruzione in corso come il risultato dell\u2019intervento di Dio stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Il salmo si compone di tre parti. La prima (vv. 1-6) ci invita a cantare a Dio perch\u00e9 egli ricostruisce Gerusalemme, raduna gli esiliati e \u00ab\u00a0risana i cuori affranti \u00bb. L\u2019onnipotenza di Dio si attiva nel cielo, fino alle stelle, ma anche sulla terra, nella societ\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda parte (vv. 7-11) invita a cantare a Dio perch\u00e9 egli agisce nella creazione attraverso i cicli della natura, dando la pioggia che permette ai vegetali di germogliare di nuovo. Dio si prende cura del nutrimento per gli animali e anche per i piccoli uccelli, letteralmente i \u00ab\u00a0figli\u00a0\u00bb del corvo che gridano la loro fame e \u00ab\u00a0chiamano\u00a0\u00bb. Se Dio si prende cura delle piccole creature, a maggior ragione si prende cura degli uomini e delle donne che lo invocano, di coloro \u00ab\u00a0che lo rispettano e mettono la loro speranza nel suo amore \u00bb (v. 11).<\/em><\/p>\n<p><em>Della terza parte (vv. 12-20), leggeremo tre strofe.<\/em><\/p>\n<p><em>* La prima \u00e8 ancora un\u2019esortazione a lodare Dio. Ma questa volta l\u2019esortazione \u00e8 rivolta direttamente a Gerusalemme. E la citt\u00e0 \u00e8 presentata come una donna e gli abitanti come i suoi \u00ab\u00a0figli\u00a0\u00bb (v. 13) i figli che lei ha generato e che vivono nella sua intimit\u00e0. E Dio? Dio \u00e8 colui che protegge questa donna e i suoi figli. Dio \u00e8 il Dio di questa donna e mamma. Egli \u00e8 &#8211; cos\u00ec dice il poeta &#8211; \u00ab il tuo Dio \u00bb, \u00ab\u00a0il tuo Elohim\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>* Nella seconda strofa, Dio \u00e8 colui che vuole la tua pace e che assicura il tuo nutrimento attraverso il susseguirsi delle stagioni: l\u2019estate e l\u2019inverno. Ma Dio non si limita a nutrire la sua famiglia amata ma, a tutta la terra, Dio manda anche la sua parola. E il poeta ci dice\u00a0: \u00ab\u00a0veloce corre la sua parola\u00a0\u00bb (v 15).<\/em><\/p>\n<p><em>* Infine l\u2019ultima strofa. Dopo aver sottolineato il ruolo della parola a livello della natura e della terra, il poeta evoca \u00ab\u00a0le sue parole\u00a0\u00bb (v. 19) al plurale, le parole che Dio ha rivolto al popolo d\u2019Israele. E scegliendo Israele tra i popoli, Dio permette a Israele e agli altri popoli di conoscere e di mettere in atto \u00ab\u00a0le sue norme di diritto \u00bb.\u00a0Ed \u00e8 cos\u00ec che ci sar\u00e0 la pace e che Dio sar\u00e0 veramente glorificato nel mondo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto a noi, questa mattina, le parole del salmo ci ricordano in particolare un \u00ab\u00a0figlio\u00a0\u00bb di Gerusalemme, Ges\u00f9. Infatti \u00e8 attraverso di lui che Dio vuole stabilire la pace nel mondo. E\u2019 lui il \u00ab fiore di frumento\u00a0\u00bb che ci sazia adesso e per sempre<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>. Da qui il nostro ritornello, alla fine di ogni strofa: <\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p>\n<p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>Salmo 147 (versi 12-13, 14-15, 19-20) <\/strong><\/p>\n<p><sup>12<\/sup> Celebra il Signore, Gerusalemme,<\/p>\n<p>loda il tuo Dio, Sion,<\/p>\n<p><sup>13<\/sup> perch\u00e9 ha rinforzato le sbarre delle tue porte,<\/p>\n<p>ha benedetto i tuoi figli nella tua intimit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p>\n<p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><sup>14<\/sup> E\u2019 lui che ha messo pace ai tuoi confini<\/p>\n<p>e ti sazia con fiore di frumento.<\/p>\n<p><sup>15<\/sup> E\u2019 lui che manda sulla terra il suo messaggio:<\/p>\n<p>veloce corre la sua parola.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p>\n<p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p>\n<p><sup>\u00a0<\/sup><\/p>\n<p><sup>19<\/sup> Il Signore annuncia a Giacobbe le sue parole,<\/p>\n<p>i suoi decreti e le sue norme a Israele.<\/p>\n<p><sup>20 <\/sup>Non ha fatto cos\u00ec con nessun\u2019altra nazione,<\/p>\n<p>a loro non ha fatto conoscere le sue norme di diritto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p>\n<p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p>\n<h5><br \/><br \/>Seconda lettura<\/h5>\n<p><em>La pagina della lettera ai cristiani di Efeso, pagina della quale ascolteremo due brevi passi, \u00e8 un vero regalo. \u00c8 una preghiera che l\u2019autore compone pensando all\u2019intera storia del mondo, addirittura fin da <\/em>\u00ab <em>prima della creazione del mondo <\/em>\u00bb<em>. Infatti, prima che colui che \u00e8 <\/em>\u00ab <em>Dio e Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo <\/em>\u00bb<em> avesse a creare ogni cosa, aveva gi\u00e0 pensato a noi e ci aveva <\/em>\u00ab <em>benedetto con ogni benedizione, in Cristo <\/em>\u00bb<em>. Infatti, con un atto di amore ci ha scelto <\/em>\u00ab <em>per essere santi <\/em>\u00bb<em>, cio\u00e8, per diventare <\/em>\u00ab<em> figli &#8211; per lui &#8211; mediante Ges\u00f9 <\/em>\u00bb<em>, il figlio per eccellenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo progetto Dio l&#8217;ha gi\u00e0 realizzato in Maria e ora &#8211; lo sentiremo leggere tra un attimo &#8211; lo realizza in noi. Ed \u00e8 un progetto del quale possiamo fidarci nonostante tutte le nostre fragilit\u00e0. Infatti \u00e8 Dio stesso a realizzarlo, Dio che, dice l\u2019apostolo nella stessa lettera, <\/em>\u00ab<em>tutto opera<\/em>\u00bb (1,11)<em>. <\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dalla lettera agli Efesini (1,3-6 e 15-18)<\/strong><\/p>\n<p><sup>3<\/sup> Benedetto il Dio e Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo,<\/p>\n<p>che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup> In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo<\/p>\n<p>per essere santi e immacolati di fronte a lui nell\u2019amore,<\/p>\n<p><sup>5<\/sup> predestinandoci a essere figli &#8211; per lui &#8211; mediante Ges\u00f9 Cristo,<\/p>\n<p>secondo il disegno d\u2019amore della sua volont\u00e0,<\/p>\n<p><sup>6<\/sup> a lode dello splendore della sua grazia,<\/p>\n<p>di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.<\/p>\n<p><sup>15<\/sup> Perci\u00f2 anch\u2019io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Ges\u00f9 e dell\u2019amore che avete verso tutti i santi, <sup>16<\/sup> continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, <sup>17<\/sup> affinch\u00e9 il Dio del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; <sup>18<\/sup> illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredit\u00e0 fra i santi.<br \/><br \/><\/p>\n<h5>Vangelo<\/h5>\n<p><em>Il Vangelo di Giovanni si apre con una pagina che ci d\u00e0 l\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9. Ges\u00f9 \u00e8 \u00ab\u00a0la Parola\u00a0\u00bb, la Parola che era \u2013 fin dall\u2019inizio &#8211; \u00ab\u00a0rivolta verso Dio \u00bb in una tensione d\u2019amore verso Dio<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo questa osservazione su \u00ab\u00a0In principio \u00bb, un inizio assoluto che per noi \u00e8 inimmaginabile (vv. 1-2), il Vangelo ci parla della creazione e della storia. Tutta la creazione avviene grazie alla Parola e \u00ab\u00a0nulla \u00e8 venuto all\u2019esistenza senza di essa\u00a0\u00bb (v. 3). La Parola \u00e8 portatrice di vita, una vita che \u00e8 luce per gli umani, una vita che &#8211; come la luce nelle tenebre &#8211; pu\u00f2 orientarci. La Parola, ci dice il Vangelo, \u00ab\u00a0La Parola \u00e8 la vera luce, essa che &#8211; venendo nel mondo &#8211; illumina tutti gli esseri umani\u00bb (v. 9). E, se noi accogliamo questa Parola, se noi mettiamo in lei la nostra fiducia, noi diventiamo figli e figlie di Dio, noi nasciamo da Dio (vv. 12-13).<\/em><\/p>\n<p><em>Ma come accogliere questa Parola\u00a0? Accoglierla \u00e8 possibile perch\u00e9 la Parola, lei che \u00e8 &#8211; da sempre &#8211; in intimit\u00e0 con Dio, \u00e8 diventata carne e fragilit\u00e0, ha rizzato la sua tenda tra noi condividendo la nostra condizione provvisoria e instabile in questo mondo. In questa persona fragile e solidale, in questo Figlio unico e pieno d\u2019amore, noi possiamo scoprire e contemplare la gloria del Padre, la presenza del Padre al nostro fianco. Infatti, ci dice l\u2019evangelista alla fine di questa pagina cos\u00ec ricca, \u00ab\u00a0Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unico, che \u00e8 Dio e che vive nella piena intimit\u00e0 del Padre, \u00e8 lui che lo ha svelato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>E questa mattina, questo nuovo nato nelle braccia di Maria ci svela il volto di Dio, ce lo svela condividendo la nostra condizione di debolezza, debolezza che \u00e8 la nostra, dalla nascita e durante tutto il corso della nostra vita. Ecco come noi possiamo conoscerlo e riconoscerlo\u00a0; ecco come possiamo evitare l\u2019attitudine del \u00ab\u00a0mondo\u00a0\u00bb, cio\u00e8 l\u2019attitudine di coloro che rifiutano di riconoscerlo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a> e si ripiegano su loro stessi. Lasciamoci prendere da questo Figlio di Maria, colui che ha voluto condividere la nostra fragilit\u00e0 e arricchirci della sua pienezza<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<br \/><br \/><\/em><\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup> In principio era la Parola, e la Parola era rivolta verso Dio e la Parola era Dio. <sup>2<\/sup> Essa era, in principio, rivolta verso Dio.<\/p>\n<p><sup>3<\/sup> Tutto \u00e8 venuto all\u2019esistenza per mezzo di essa e nulla \u00e8 venuto all\u2019esistenza senza di essa. <sup>4<\/sup> In essa era la vita e la vita era la luce per gli esseri umani; <sup>5<\/sup> la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l\u2019hanno accolta.<\/p>\n<p><sup>6 <\/sup>Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. <sup>7<\/sup> Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui. <sup>8<\/sup> Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce.<\/p>\n<p><sup>9<\/sup> La Parola \u00e8 la vera luce, essa che &#8211; venendo nel mondo &#8211; illumina tutti gli esseri umani. <sup>10<\/sup> La Parola era nel mondo e il mondo \u00e8 stato fatto per mezzo di essa; eppure il mondo non l\u2019ha riconosciuta. <sup>11<\/sup> Essa venne fra la sua gente, ma i suoi non l\u2019hanno accolta. <sup>12<\/sup> A quanti per\u00f2 l\u2019hanno accolta, a quanti credono nel suo nome, ha dato il potere di diventare figli di Dio. <sup>13<\/sup> Ed essi sono diventati figli di Dio nascendo non per la volont\u00e0 di un uomo e di una donna, ma per volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p><sup>14<\/sup> E la Parola si \u00e8 fatta carne e ha rizzato la sua tenda in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria. Questa gloria, essa la riceve dal Padre: \u00e8 la gloria del Figlio unico, pieno di amore e di fedelt\u00e0.<\/p>\n<p><sup>15<\/sup> Giovanni gli d\u00e0 testimonianza. Egli proclama: \u00ab Era di lui che ho detto: \u201cColui che viene dietro di me \u00e8 davanti a me, perch\u00e9 prima di me egli era\u201d \u00bb.<\/p>\n<p><sup>16<\/sup> Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. <sup>17<\/sup> Perch\u00e9 la Legge fu data per mezzo di Mos\u00e8, l\u2019amore e la fedelt\u00e0 vennero per mezzo di Ges\u00f9 Cristo. <sup>18<\/sup> Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unico, che \u00e8 Dio e che vive nella piena intimit\u00e0 del Padre, \u00e8 lui che lo ha svelato.<br \/><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h5>Preghiera iniziale<\/h5>\n<p><strong><em>La tua parola \u00e8 in mezzo a noi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nessuno ti ha mai visto,<\/p>\n<p>Dio nascosto.<\/p>\n<p>Ma tu ti sei fatto conoscere<\/p>\n<p>in un uomo; Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>E la tua parola ha preso dimora in mezzo a noi<\/p>\n<p>e ha parlato in un linguaggio umano.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Dio, noi crediamo<\/p>\n<p>che oggi tu non vuoi essere lontano:<\/p>\n<p>tu vuoi comunicare te stesso a noi<\/p>\n<p>attraverso le nostre parole.<\/p>\n<p>Tu ti affidi alle nostre mani.<\/p>\n<p>Concedi a noi di vivere insieme<\/p>\n<p>nello spirito di Ges\u00f9, tuo Figlio<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>(Frans Cromphout, gesuita, Amsterdam: 1924-2003)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h5>Preghiera dei fedeli<\/h5>\n<p>* Il libro del Siracide ci ha parlato della Sapienza, la Sapienza che tu, o Dio, hai voluto che rizzasse la sua tenda in mezzo alla gente, e affondasse le sue radici tra i tuoi \u00ab eletti \u00bb, o Signore. E, ascoltando queste parole, non possiamo che pensare al tuo Figlio, lui che ha condiviso la nostra tenda fragile e instabile, lui che ha affondato le sue radici, definitivamente, nella nostra umanit\u00e0. A te, nostro Padre, il nostro pi\u00f9 vivo grazie. E tu aiutaci a sentire, di giorno in giorno, la vicinanza del tuo Figlio, lui che \u00e8 la nostra vera sapienza.<\/p>\n<p>* Il salmo ci ha parlato di Dio che mette pace tra di noi, ci \u00ab sazia con fiore di frumento \u00bb e \u00ab manda sulla terra il suo messaggio \u00bb. E tutto ci\u00f2 lo possiamo vedere in Ges\u00f9: lui ci dona la pace, ci sazia con il \u00ab fiore del frumento \u00bb, cio\u00e8 il pane dell\u2019eucaristia, e ci rivolge la sua parola ogni giorno. Che, rafforzati da questo \u00ab fiore di frumento\u00bb, possiamo rispondere mettendo in pratica la sua parola. Cos\u00ec la pace prender\u00e0 corpo nei nostri quartieri.<\/p>\n<p>* La Lettera agli Efesini ci parla, o Signore Dio, del tuo \u00ab disegno d\u2019amore \u00bb: tu ci hai scelti \u00ab per essere santi e immacolati \u00bb di fronte a te nell\u2019amore. E cos\u00ec hai voluto fare &#8211; di ciascuna e ciascuno di noi &#8211; una sorella o un fratello di Ges\u00f9, tuo Figlio. Perci\u00f2, o Padre, noi siamo diventati tuoi figli, tue figlie. Aiutaci, o Padre, a vivere &#8211; giorno dopo giorno &#8211; questa relazione d\u2019amore filiale verso di te.<\/p>\n<p>* Ges\u00f9, noi che siamo tue sorelle e tuoi fratelli, non possiamo che dirti la nostra sorpresa davanti alla tua scelta, quella di aver rizzato la tua tenda in mezzo a noi, condividendo la nostra fragilit\u00e0, la nostra debolezza, la solitudine che spesso caratterizza la nostra vita e che ci accompagna fino alla morte. Che di questa tua vicinanza noi sappiamo prendere coscienza. E\u2019 grazie ad essa che possiamo affrontare il futuro, questo nuovo anno, con fiducia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/3-gennaio-2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; testo (pdf)<\/em><\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Si tratta del capitolo 24, nei versi 1-2 e 8-12 secondo il testo greco. Rispetto al testo greco la liturgia ci propone, in italiano, una traduzione che conserva anche le aggiunte che Gerolamo, nel quarto \/ quinto socolo, ha inserito traducendo il testo in latino. Nella versione liturgica la numerazione dei versi corrisponde a quella della versione latina. Rispetto al testo greco le aggiunte sono soprattutto i versi 3-4 e la finale dei versi 13 e 16.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Per questo salmo, cf. E. Zenger, <em>Psalm 147<\/em>, in F.-L. Hossfeld &#8211; E. Zenger, <em>Psalmen 101-150<\/em>, Herder, Freiburg &#8211; Basel &#8211; Wien, 2008, p. 824ss.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p. 835.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. M. Girard, <em>Les psaumes red\u00e9couverts. De la structure au sens (Ps 101-150)<\/em>, Bellarmin, Montr\u00e9al, 1994, p. 523.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cf. J. Mateos &#8211; J. Barreto, <em>Il vangelo di Giovanni. Analisi linguistica e commento esegetico<\/em>, Cittadella, Assisi, 1982, p. 37.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Il verbo greco utilizzato nel v. 10 evoca un\u2019attitudine a livello della conoscenza e anche del comportamento concreto: \u00ab\u00a0conoscere\u00a0\u00bb e \u00ab\u00a0riconoscere\u00a0\u00bb. Cf. J. Zumstein, <em>L\u2019\u00c9vangile selon saint Jean (1-12)<\/em>, Labor et fides, Gen\u00e8ve, 2014, p. 63.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Il Vangelo sottolinea il cambiamento che il Figlio compie in noi tutti: noi partecipiamo alla \u00ab\u00a0pienezza\u00a0\u00bb (v. 16) del Figlio, il Figlio che \u00e8 \u00ab\u00a0pieno \u00bb (v. 14) di amore e di fedelt\u00e0. (cf. R. Schnackenburg, <em>Il vangelo di Giovanni. <\/em><em>Part<\/em>e <em>prima<\/em>, Paideia, Brescia, 1973, p. 348). In pi\u00f9, \u00ab\u00a0amore e fedelt\u00e0\u00a0\u00bb, che caratterizzano la conditzione del Figlio (v. 14), sono anche il dono che i credenti ricevono attraverso Ges\u00f9 (v. 17).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> F. Cromphout, <em>Un temps pour parler<\/em>, \u00c9ditions Foyer Notre-Dame, Bruxelles, 1970, p. 45.<\/p>    <\/div>\n<\/div>\n<!-- \/module text -->\n\t        <\/div>\n\t    \t<\/div>\n\t\t    <\/div>\n\t    <!-- \/row_inner -->\n\t<\/div>\n\t<!-- \/module_row -->\n\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>seconda domenica dopo Natale \u00abLa Parola si \u00e8 fatta carne e ha rizzato la sua tenda in mezzo a noi\u00bb (Gv 1,14) La liturgia di oggi si apre con un\u2019antifona che riprende una frase del libro della Sapienza:Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,e mentre la notte giungeva a met\u00e0 del suo corso,la tua parola [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15818,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,189],"tags":[42],"class_list":["post-15823","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rpe","category-rp_eucharistie-2021","tag-rp","has-post-title","no-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"<p><strong>seconda domenica dopo Natale<\/strong><\/p> <h4><strong><em>\u00ab<\/em><\/strong><strong>La Parola si \u00e8 fatta carne e ha rizzato la sua tenda in mezzo a noi<em>\u00bb <\/em>(<em>Gv<\/em> 1,14)<\/strong><\/h4> <p><em>La liturgia di oggi si apre con un\u2019antifona che riprende una frase del libro della Sapienza:<br \/><\/em>Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,<br \/>e mentre la notte giungeva a met\u00e0 del suo corso,<br \/>la tua parola onnipotente, o Signore,<br \/>\u00e8 scesa dai cieli, dal trono regale. (<em>Sap<\/em> 18,14-15a)<br \/><br \/><\/p> <h5>Prima lettura<\/h5> <p><em>La prima lettura \u00e8 una pagina del libro del Sir\u00e0cide, un saggio che si chiamava \u201cGes\u00f9 figlio di Sirac\u201d. Quest\u2019uomo, per aiutare i giovani di Gerusalemme, scrisse il suo libro in ebraico. Poi, verso l\u2019anno 132, suo nipote, che viveva in Egitto, ha voluto dedicarsi a tradurre - e sono parole sue - quanto aveva scritto \u00ab mio nonno Ges\u00f9\u00bb (Prologo, v. 7).<\/em><\/p> <p><em>Nella prima parte di questo libro l\u2019autore mostra il ruolo della sapienza nella vita del saggio: la sapienza che \u00e8 maestra di discernimento, la sapienza che ci guida nelle nostre relazioni con i vicini e nella nostra profonda relazione con Dio. Poi, terminando questa prima parte del libro, il Siracide d\u00e0 la parola alla sapienza stessa. Qui, come ascolteremo tra un attimo, la sapienza menziona la sua origine in Dio e la sua presenza e la sua azione nel mondo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>: \u00abPrima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata, e per tutta l\u2019eternit\u00e0 non verr\u00f2 meno\u00bb (v. 14).<\/em><\/p> <p><em>S\u00ec, la sapienza, creata da Dio fin dal principio, ha vissuto un\u2019esperienza eccezionale: \u00ab il creatore dell\u2019universo mi diede un ordine, colui che mi ha creata ha fatto riposare la mia <strong>tenda <\/strong>e mi disse: \u201cFissa la <strong>tenda<\/strong> in Giacobbe e in Israele sia la tua eredit\u00e0\u00bb (vv. 12-13). Qui la cooperazione tra Dio e la sapienza \u00e8 espressa con la massima intensit\u00e0: Dio ordina alla sapienza di fissare la tenda in Israele e, nello stesso tempo, \u00e8 Dio stesso che fa riposare la tenda della sapienza. E, nel seguito della narrazione la sapienza dichiara di aver reso servizio \u00abnella tenda santa, davanti a lui\u00bb. E qui la formulazione \u00abtenda santa\u00bb fa ovviamente riferimento al tempio di Gerusalemme: l\u00ec, la sapienza - oltre a far germogliare e fruttificare la saggezza di Israele - svolge funzioni liturgiche. <\/em><\/p> <p><strong><br \/>Dal libro del Sir\u00e0cide (24,1-4. 12-16 secondo la numerazione della Volgata) <\/strong><\/p> <p><sup>1<\/sup> La sapienza fa il proprio elogio,<\/p> <p>in Dio trova il proprio vanto,<\/p> <p>in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.<\/p> <p><sup>2<\/sup> Nell\u2019assemblea dell\u2019Altissimo apre la bocca,<\/p> <p>dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,<\/p> <p><sup>3<\/sup> in mezzo al suo popolo viene esaltata,<\/p> <p>nella santa assemblea viene ammirata,<\/p> <p><sup>4<\/sup> nella moltitudine degli eletti trova la sua lode<\/p> <p>e tra i benedetti \u00e8 benedetta, mentre dice:<\/p> <p><sup>12<\/sup> \u00abAllora il creatore dell\u2019universo mi diede un ordine,<\/p> <p>colui che mi ha creata ha fatto riposare la mia <strong>tenda<\/strong><\/p> <p><sup>13<\/sup> e mi disse: \u201cFissa la <strong>tenda<\/strong> in Giacobbe<\/p> <p>e in Israele sia la tua eredit\u00e0,<\/p> <p>affonda le tue radici tra i miei eletti\u201d \u00bb.<\/p> <p><sup>14<\/sup> Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata,<\/p> <p>e per tutta l\u2019eternit\u00e0 non verr\u00f2 meno.<\/p> <p>Nella <strong>tenda<\/strong> santa, davanti a lui ho reso servizio<\/p> <p><sup>15<\/sup> e cos\u00ec mi sono stabilita in Sion.<\/p> <p>Nella citt\u00e0 amata mi ha fatto abitare<\/p> <p>e in Gerusalemme \u00e8 la mia autorit\u00e0.<\/p> <p><sup>16<\/sup> Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,<\/p> <p>nella porzione del Signore, sua eredit\u00e0,<\/p> <p>nell\u2019assemblea dei santi ho preso dimora\u00bb.<\/p> <p>\u00a0<\/p> <h5>Salmo<\/h5> <p><em>Il salmo 147 \u00e8 stato probabilmente composto verso la fine del quinto secolo prima della nascita di Ges\u00f9<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>. E\u2019 l\u2019epoca durante la quale Gerusalemme, un secolo dopo la fine dell\u2019esilio a Babilonia, conosce un movimento di ricostruzione a livello dell\u2019edilizia e soprattutto del tessuto sociale. Ma il nostro salmo considera la ricostruzione in corso come il risultato dell\u2019intervento di Dio stesso.<\/em><\/p> <p><em>Il salmo si compone di tre parti. La prima (vv. 1-6) ci invita a cantare a Dio perch\u00e9 egli ricostruisce Gerusalemme, raduna gli esiliati e \u00ab\u00a0risana i cuori affranti \u00bb. L\u2019onnipotenza di Dio si attiva nel cielo, fino alle stelle, ma anche sulla terra, nella societ\u00e0.<\/em><\/p> <p><em>La seconda parte (vv. 7-11) invita a cantare a Dio perch\u00e9 egli agisce nella creazione attraverso i cicli della natura, dando la pioggia che permette ai vegetali di germogliare di nuovo. Dio si prende cura del nutrimento per gli animali e anche per i piccoli uccelli, letteralmente i \u00ab\u00a0figli\u00a0\u00bb del corvo che gridano la loro fame e \u00ab\u00a0chiamano\u00a0\u00bb. Se Dio si prende cura delle piccole creature, a maggior ragione si prende cura degli uomini e delle donne che lo invocano, di coloro \u00ab\u00a0che lo rispettano e mettono la loro speranza nel suo amore \u00bb (v. 11).<\/em><\/p> <p><em>Della terza parte (vv. 12-20), leggeremo tre strofe.<\/em><\/p> <p><em>* La prima \u00e8 ancora un\u2019esortazione a lodare Dio. Ma questa volta l\u2019esortazione \u00e8 rivolta direttamente a Gerusalemme. E la citt\u00e0 \u00e8 presentata come una donna e gli abitanti come i suoi \u00ab\u00a0figli\u00a0\u00bb (v. 13) i figli che lei ha generato e che vivono nella sua intimit\u00e0. E Dio? Dio \u00e8 colui che protegge questa donna e i suoi figli. Dio \u00e8 il Dio di questa donna e mamma. Egli \u00e8 - cos\u00ec dice il poeta - \u00ab il tuo Dio \u00bb, \u00ab\u00a0il tuo Elohim\u00a0\u00bb.<\/em><\/p> <p><em>* Nella seconda strofa, Dio \u00e8 colui che vuole la tua pace e che assicura il tuo nutrimento attraverso il susseguirsi delle stagioni: l\u2019estate e l\u2019inverno. Ma Dio non si limita a nutrire la sua famiglia amata ma, a tutta la terra, Dio manda anche la sua parola. E il poeta ci dice\u00a0: \u00ab\u00a0veloce corre la sua parola\u00a0\u00bb (v 15).<\/em><\/p> <p><em>* Infine l\u2019ultima strofa. Dopo aver sottolineato il ruolo della parola a livello della natura e della terra, il poeta evoca \u00ab\u00a0le sue parole\u00a0\u00bb (v. 19) al plurale, le parole che Dio ha rivolto al popolo d\u2019Israele. E scegliendo Israele tra i popoli, Dio permette a Israele e agli altri popoli di conoscere e di mettere in atto \u00ab\u00a0le sue norme di diritto \u00bb.\u00a0Ed \u00e8 cos\u00ec che ci sar\u00e0 la pace e che Dio sar\u00e0 veramente glorificato nel mondo<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Quanto a noi, questa mattina, le parole del salmo ci ricordano in particolare un \u00ab\u00a0figlio\u00a0\u00bb di Gerusalemme, Ges\u00f9. Infatti \u00e8 attraverso di lui che Dio vuole stabilire la pace nel mondo. E\u2019 lui il \u00ab fiore di frumento\u00a0\u00bb che ci sazia adesso e per sempre<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>. Da qui il nostro ritornello, alla fine di ogni strofa: <\/em><\/p> <p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p> <p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p> <p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p> <p><strong>Salmo 147 (versi 12-13, 14-15, 19-20) <\/strong><\/p> <p><sup>12<\/sup> Celebra il Signore, Gerusalemme,<\/p> <p>loda il tuo Dio, Sion,<\/p> <p><sup>13<\/sup> perch\u00e9 ha rinforzato le sbarre delle tue porte,<\/p> <p>ha benedetto i tuoi figli nella tua intimit\u00e0.<\/p> <p><strong>Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p> <p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><sup>14<\/sup> E\u2019 lui che ha messo pace ai tuoi confini<\/p> <p>e ti sazia con fiore di frumento.<\/p> <p><sup>15<\/sup> E\u2019 lui che manda sulla terra il suo messaggio:<\/p> <p>veloce corre la sua parola.<\/p> <p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p> <p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p> <p><sup>\u00a0<\/sup><\/p> <p><sup>19<\/sup> Il Signore annuncia a Giacobbe le sue parole,<\/p> <p>i suoi decreti e le sue norme a Israele.<\/p> <p><sup>20 <\/sup>Non ha fatto cos\u00ec con nessun\u2019altra nazione,<\/p> <p>a loro non ha fatto conoscere le sue norme di diritto.<\/p> <p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Celebra il Signore, Gerusalemme, <\/strong><\/p> <p><strong>egli \u00e8 il principe della pace e il frumento che ci sazia.<\/strong><\/p> <h5><br \/><br \/>Seconda lettura<\/h5> <p><em>La pagina della lettera ai cristiani di Efeso, pagina della quale ascolteremo due brevi passi, \u00e8 un vero regalo. \u00c8 una preghiera che l\u2019autore compone pensando all\u2019intera storia del mondo, addirittura fin da <\/em>\u00ab <em>prima della creazione del mondo <\/em>\u00bb<em>. Infatti, prima che colui che \u00e8 <\/em>\u00ab <em>Dio e Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo <\/em>\u00bb<em> avesse a creare ogni cosa, aveva gi\u00e0 pensato a noi e ci aveva <\/em>\u00ab <em>benedetto con ogni benedizione, in Cristo <\/em>\u00bb<em>. Infatti, con un atto di amore ci ha scelto <\/em>\u00ab <em>per essere santi <\/em>\u00bb<em>, cio\u00e8, per diventare <\/em>\u00ab<em> figli - per lui - mediante Ges\u00f9 <\/em>\u00bb<em>, il figlio per eccellenza.<\/em><\/p> <p><em>Questo progetto Dio l'ha gi\u00e0 realizzato in Maria e ora - lo sentiremo leggere tra un attimo - lo realizza in noi. Ed \u00e8 un progetto del quale possiamo fidarci nonostante tutte le nostre fragilit\u00e0. Infatti \u00e8 Dio stesso a realizzarlo, Dio che, dice l\u2019apostolo nella stessa lettera, <\/em>\u00ab<em>tutto opera<\/em>\u00bb (1,11)<em>. <\/em><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Dalla lettera agli Efesini (1,3-6 e 15-18)<\/strong><\/p> <p><sup>3<\/sup> Benedetto il Dio e Padre del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo,<\/p> <p>che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.<\/p> <p><sup>4<\/sup> In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo<\/p> <p>per essere santi e immacolati di fronte a lui nell\u2019amore,<\/p> <p><sup>5<\/sup> predestinandoci a essere figli - per lui - mediante Ges\u00f9 Cristo,<\/p> <p>secondo il disegno d\u2019amore della sua volont\u00e0,<\/p> <p><sup>6<\/sup> a lode dello splendore della sua grazia,<\/p> <p>di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.<\/p> <p><sup>15<\/sup> Perci\u00f2 anch\u2019io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Ges\u00f9 e dell\u2019amore che avete verso tutti i santi, <sup>16<\/sup> continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, <sup>17<\/sup> affinch\u00e9 il Dio del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; <sup>18<\/sup> illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredit\u00e0 fra i santi.<br \/><br \/><\/p> <h5>Vangelo<\/h5> <p><em>Il Vangelo di Giovanni si apre con una pagina che ci d\u00e0 l\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9. Ges\u00f9 \u00e8 \u00ab\u00a0la Parola\u00a0\u00bb, la Parola che era \u2013 fin dall\u2019inizio - \u00ab\u00a0rivolta verso Dio \u00bb in una tensione d\u2019amore verso Dio<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Dopo questa osservazione su \u00ab\u00a0In principio \u00bb, un inizio assoluto che per noi \u00e8 inimmaginabile (vv. 1-2), il Vangelo ci parla della creazione e della storia. Tutta la creazione avviene grazie alla Parola e \u00ab\u00a0nulla \u00e8 venuto all\u2019esistenza senza di essa\u00a0\u00bb (v. 3). La Parola \u00e8 portatrice di vita, una vita che \u00e8 luce per gli umani, una vita che - come la luce nelle tenebre - pu\u00f2 orientarci. La Parola, ci dice il Vangelo, \u00ab\u00a0La Parola \u00e8 la vera luce, essa che - venendo nel mondo - illumina tutti gli esseri umani\u00bb (v. 9). E, se noi accogliamo questa Parola, se noi mettiamo in lei la nostra fiducia, noi diventiamo figli e figlie di Dio, noi nasciamo da Dio (vv. 12-13).<\/em><\/p> <p><em>Ma come accogliere questa Parola\u00a0? Accoglierla \u00e8 possibile perch\u00e9 la Parola, lei che \u00e8 - da sempre - in intimit\u00e0 con Dio, \u00e8 diventata carne e fragilit\u00e0, ha rizzato la sua tenda tra noi condividendo la nostra condizione provvisoria e instabile in questo mondo. In questa persona fragile e solidale, in questo Figlio unico e pieno d\u2019amore, noi possiamo scoprire e contemplare la gloria del Padre, la presenza del Padre al nostro fianco. Infatti, ci dice l\u2019evangelista alla fine di questa pagina cos\u00ec ricca, \u00ab\u00a0Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unico, che \u00e8 Dio e che vive nella piena intimit\u00e0 del Padre, \u00e8 lui che lo ha svelato\u00bb.<\/em><\/p> <p><em>E questa mattina, questo nuovo nato nelle braccia di Maria ci svela il volto di Dio, ce lo svela condividendo la nostra condizione di debolezza, debolezza che \u00e8 la nostra, dalla nascita e durante tutto il corso della nostra vita. Ecco come noi possiamo conoscerlo e riconoscerlo\u00a0; ecco come possiamo evitare l\u2019attitudine del \u00ab\u00a0mondo\u00a0\u00bb, cio\u00e8 l\u2019attitudine di coloro che rifiutano di riconoscerlo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a> e si ripiegano su loro stessi. Lasciamoci prendere da questo Figlio di Maria, colui che ha voluto condividere la nostra fragilit\u00e0 e arricchirci della sua pienezza<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<br \/><br \/><\/em><\/p> <p><strong>Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)<\/strong><\/p> <p><sup>1<\/sup> In principio era la Parola, e la Parola era rivolta verso Dio e la Parola era Dio. <sup>2<\/sup> Essa era, in principio, rivolta verso Dio.<\/p> <p><sup>3<\/sup> Tutto \u00e8 venuto all\u2019esistenza per mezzo di essa e nulla \u00e8 venuto all\u2019esistenza senza di essa. <sup>4<\/sup> In essa era la vita e la vita era la luce per gli esseri umani; <sup>5<\/sup> la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l\u2019hanno accolta.<\/p> <p><sup>6 <\/sup>Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. <sup>7<\/sup> Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui. <sup>8<\/sup> Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce.<\/p> <p><sup>9<\/sup> La Parola \u00e8 la vera luce, essa che - venendo nel mondo - illumina tutti gli esseri umani. <sup>10<\/sup> La Parola era nel mondo e il mondo \u00e8 stato fatto per mezzo di essa; eppure il mondo non l\u2019ha riconosciuta. <sup>11<\/sup> Essa venne fra la sua gente, ma i suoi non l\u2019hanno accolta. <sup>12<\/sup> A quanti per\u00f2 l\u2019hanno accolta, a quanti credono nel suo nome, ha dato il potere di diventare figli di Dio. <sup>13<\/sup> Ed essi sono diventati figli di Dio nascendo non per la volont\u00e0 di un uomo e di una donna, ma per volont\u00e0 di Dio.<\/p> <p><sup>14<\/sup> E la Parola si \u00e8 fatta carne e ha rizzato la sua tenda in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria. Questa gloria, essa la riceve dal Padre: \u00e8 la gloria del Figlio unico, pieno di amore e di fedelt\u00e0.<\/p> <p><sup>15<\/sup> Giovanni gli d\u00e0 testimonianza. Egli proclama: \u00ab Era di lui che ho detto: \u201cColui che viene dietro di me \u00e8 davanti a me, perch\u00e9 prima di me egli era\u201d \u00bb.<\/p> <p><sup>16<\/sup> Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. <sup>17<\/sup> Perch\u00e9 la Legge fu data per mezzo di Mos\u00e8, l\u2019amore e la fedelt\u00e0 vennero per mezzo di Ges\u00f9 Cristo. <sup>18<\/sup> Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unico, che \u00e8 Dio e che vive nella piena intimit\u00e0 del Padre, \u00e8 lui che lo ha svelato.<br \/><strong>\u00a0<\/strong><\/p> <h5>Preghiera iniziale<\/h5> <p><strong><em>La tua parola \u00e8 in mezzo a noi.<\/em><\/strong><\/p> <p>Nessuno ti ha mai visto,<\/p> <p>Dio nascosto.<\/p> <p>Ma tu ti sei fatto conoscere<\/p> <p>in un uomo; Ges\u00f9 Cristo.<\/p> <p>E la tua parola ha preso dimora in mezzo a noi<\/p> <p>e ha parlato in un linguaggio umano.<\/p> <p>\u00a0<\/p> <p>Dio, noi crediamo<\/p> <p>che oggi tu non vuoi essere lontano:<\/p> <p>tu vuoi comunicare te stesso a noi<\/p> <p>attraverso le nostre parole.<\/p> <p>Tu ti affidi alle nostre mani.<\/p> <p>Concedi a noi di vivere insieme<\/p> <p>nello spirito di Ges\u00f9, tuo Figlio<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p> <p>(Frans Cromphout, gesuita, Amsterdam: 1924-2003)<\/p> <p><strong>\u00a0<\/strong><\/p> <h5>Preghiera dei fedeli<\/h5> <p>* Il libro del Siracide ci ha parlato della Sapienza, la Sapienza che tu, o Dio, hai voluto che rizzasse la sua tenda in mezzo alla gente, e affondasse le sue radici tra i tuoi \u00ab eletti \u00bb, o Signore. E, ascoltando queste parole, non possiamo che pensare al tuo Figlio, lui che ha condiviso la nostra tenda fragile e instabile, lui che ha affondato le sue radici, definitivamente, nella nostra umanit\u00e0. A te, nostro Padre, il nostro pi\u00f9 vivo grazie. E tu aiutaci a sentire, di giorno in giorno, la vicinanza del tuo Figlio, lui che \u00e8 la nostra vera sapienza.<\/p> <p>* Il salmo ci ha parlato di Dio che mette pace tra di noi, ci \u00ab sazia con fiore di frumento \u00bb e \u00ab manda sulla terra il suo messaggio \u00bb. E tutto ci\u00f2 lo possiamo vedere in Ges\u00f9: lui ci dona la pace, ci sazia con il \u00ab fiore del frumento \u00bb, cio\u00e8 il pane dell\u2019eucaristia, e ci rivolge la sua parola ogni giorno. Che, rafforzati da questo \u00ab fiore di frumento\u00bb, possiamo rispondere mettendo in pratica la sua parola. Cos\u00ec la pace prender\u00e0 corpo nei nostri quartieri.<\/p> <p>* La Lettera agli Efesini ci parla, o Signore Dio, del tuo \u00ab disegno d\u2019amore \u00bb: tu ci hai scelti \u00ab per essere santi e immacolati \u00bb di fronte a te nell\u2019amore. E cos\u00ec hai voluto fare - di ciascuna e ciascuno di noi - una sorella o un fratello di Ges\u00f9, tuo Figlio. Perci\u00f2, o Padre, noi siamo diventati tuoi figli, tue figlie. Aiutaci, o Padre, a vivere - giorno dopo giorno - questa relazione d\u2019amore filiale verso di te.<\/p> <p>* Ges\u00f9, noi che siamo tue sorelle e tuoi fratelli, non possiamo che dirti la nostra sorpresa davanti alla tua scelta, quella di aver rizzato la tua tenda in mezzo a noi, condividendo la nostra fragilit\u00e0, la nostra debolezza, la solitudine che spesso caratterizza la nostra vita e che ci accompagna fino alla morte. Che di questa tua vicinanza noi sappiamo prendere coscienza. E\u2019 grazie ad essa che possiamo affrontare il futuro, questo nuovo anno, con fiducia.<\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/3-gennaio-2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; testo (pdf)<\/em><\/a><\/p> <hr \/> <p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Si tratta del capitolo 24, nei versi 1-2 e 8-12 secondo il testo greco. Rispetto al testo greco la liturgia ci propone, in italiano, una traduzione che conserva anche le aggiunte che Gerolamo, nel quarto \/ quinto socolo, ha inserito traducendo il testo in latino. Nella versione liturgica la numerazione dei versi corrisponde a quella della versione latina. Rispetto al testo greco le aggiunte sono soprattutto i versi 3-4 e la finale dei versi 13 e 16.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Per questo salmo, cf. E. Zenger, <em>Psalm 147<\/em>, in F.-L. Hossfeld - E. Zenger, <em>Psalmen 101-150<\/em>, Herder, Freiburg - Basel - Wien, 2008, p. 824ss.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Ibid<\/em>., p. 835.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. M. Girard, <em>Les psaumes red\u00e9couverts. De la structure au sens (Ps 101-150)<\/em>, Bellarmin, Montr\u00e9al, 1994, p. 523.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cf. J. Mateos - J. Barreto, <em>Il vangelo di Giovanni. Analisi linguistica e commento esegetico<\/em>, Cittadella, Assisi, 1982, p. 37.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Il verbo greco utilizzato nel v. 10 evoca un\u2019attitudine a livello della conoscenza e anche del comportamento concreto: \u00ab\u00a0conoscere\u00a0\u00bb e \u00ab\u00a0riconoscere\u00a0\u00bb. Cf. J. Zumstein, <em>L\u2019\u00c9vangile selon saint Jean (1-12)<\/em>, Labor et fides, Gen\u00e8ve, 2014, p. 63.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Il Vangelo sottolinea il cambiamento che il Figlio compie in noi tutti: noi partecipiamo alla \u00ab\u00a0pienezza\u00a0\u00bb (v. 16) del Figlio, il Figlio che \u00e8 \u00ab\u00a0pieno \u00bb (v. 14) di amore e di fedelt\u00e0. (cf. R. Schnackenburg, <em>Il vangelo di Giovanni. <\/em><em>Part<\/em>e <em>prima<\/em>, Paideia, Brescia, 1973, p. 348). In pi\u00f9, \u00ab\u00a0amore e fedelt\u00e0\u00a0\u00bb, che caratterizzano la conditzione del Figlio (v. 14), sono anche il dono che i credenti ricevono attraverso Ges\u00f9 (v. 17).<\/p> <p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> F. Cromphout, <em>Un temps pour parler<\/em>, \u00c9ditions Foyer Notre-Dame, Bruxelles, 1970, p. 45.<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15823","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15823"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15827,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15823\/revisions\/15827"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}