{"id":16354,"date":"2021-05-31T23:46:20","date_gmt":"2021-05-31T21:46:20","guid":{"rendered":"https:\/\/absi.ch\/new\/?p=16354"},"modified":"2021-06-04T21:41:48","modified_gmt":"2021-06-04T19:41:48","slug":"monografie-no-31gesu-di-nazareth-e-la-comunicazioneimmagini-e-parole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/2021\/05\/monografie-no-31gesu-di-nazareth-e-la-comunicazioneimmagini-e-parole\/","title":{"rendered":"Monografie \u2013 No. 31<\/br>Gesu\u0300 di Nazareth e la comunicazione<\/br>Immagini e parole"},"content":{"rendered":"<div id=\"themify_builder_content-16354\" data-postid=\"16354\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-16354 themify_builder\">\n    \t<!-- module_row -->\n\t<div  class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_1 themify_builder_16354_row module_row_16354-1 tb_g7th146\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_16354_column module_column_0 module_column_16354-1-0 tb_cho1147\">\n\t    \t    \t        <div class=\"tb-column-inner\">\n\t\t    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_rxa5156    \">\n            <div  class=\"tb_text_wrap\">\n    <p><strong>a cura di Ernesto Borghi<\/strong><\/p>\n<p><strong>contributi di<\/strong><br \/><strong>Stefania De Vito &#8211; Stefano Zuffi &#8211; Claudio Laim Gae\u0308lle Courtens &#8211; Francesco Muratori<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>Introduzione<\/h5>\n<h3>Gesu\u0300, autentico comunicatore<\/h3>\n<p><strong>di Stefania De Vito<\/strong><\/p>\n<p>La questione della comunicazione pare essere oggi ad appannag- gio, quasi esclusivo, delle piu\u0300 moderne scienze mediatiche. Essa, poi, e\u0300 esplosa con tutta la sua \u201cirruenza\u201d nell\u2019ultimo anno, quando le reti te- lematiche sono risultate indispensabili per il mantenimento di contatti \u201cpara-antropologici\u201d durante la pandemia ancora in corso. A partire da questa data, e con le nuove esperienze lavorative, didattiche, liturgiche, pastorali e catechetiche mediate dalle varie piattaforme digitali presenti sul mercato, e\u0300 sorto un acceso dibattito a riguardo della veridicita\u0300, della comunicazione e della comunicabilita\u0300 di questi strumenti.<\/p>\n<p>Siamo ancora coinvolti da quest\u2019onda e, quindi, non e\u0300 possibile dare una risposta risolutiva a questi interrogativi. L\u2019importante spinta offerta dallo stato di emergenza che stiamo attraversando, ci aiuta a com- prendere che il tema della comunicazione non nasce nell\u2019era moderna ne\u0301 negli avvenimenti del Covid-19. Si tratta, infatti, di un aspetto della socialita\u0300, che, a partire da tempi lontanissimi, ha permesso il costituirsi di agglomerati urbani, la nascita del linguaggio, l\u2019evoluzione della civilta\u0300 e della cultura, la nascita della filosofia e delle scienze. Tutto questo puo\u0300 considerarsi come un esercizio concreto di antropologia.<\/p>\n<p>\u201cQuesta e\u0300 la stessa conclusione a cui e\u0300 giunto H.M. McLuhan che, afferma: \u00abL\u2019uomo non e\u0300 una creatura sulla terra che ha un linguaggio, l\u2019uomo e\u0300 linguaggio\u00bb.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>In tale orizzonte, proviamo a chiederci: Gesu\u0300 puo\u0300 considerarsi un maestro della comunicazione? Che cosa impariamo da lui circa le esigenze e le modalita\u0300 comunicative? Indubbiamente, almeno stando alle fonti cartacee a disposizione, non ha elaborato tecniche e teorie della comunicazione. Il suo nome non si trova nei manuali ad esse dedicate. Ciononostante, per quanto possiamo leggere nelle Scritture neo-testamentarie e in altri testi al di fuori di esse, e\u0300, certamente \u201cil\u201d maestro della comunicazione. Ha permesso, infatti, la nascita di una \u201cnuova\u201d comunita\u0300, la Chiesa, costruita su \u201cnuovi\u201d valori ed ideali, ha realizzato fortemente l\u2019umanita\u0300, consentendone il progresso nella linea della moralita\u0300 e dell\u2019esperienza religiosa. Da questo esercizio singolare della comunicazione e\u0300 sorta, per molti versi, la riflessione teologica, con il compito di conservare i contenuti e le prassi comunicative di Gesu\u0300 e di renderli ancora attuali, nei tempi moderni.<\/p>\n<p>Per poter affermare che Gesu\u0300 e\u0300 un maestro comunicatore, occorre anche accordarsi sull\u2019idea di comunicazione. A partire dagli inizi del Novecento, si e\u0300 risvegliato un certo interesse per il linguaggio. Sono sorte diverse riflessioni intorno alla questione linguistica: dopo aver abbandonato una visione estetica del linguaggio, si e\u0300 abbracciata una prospettiva di tipo strumentale. Essa ha ridotto l\u2019espressione linguistica a puro canale \u201cinformativo\u201d.<\/p>\n<p>A partire dalla meta\u0300 del Novecento, questa dimensione si e\u0300 aperta alla domanda sulla \u201ccomunicazione\u201d: quando un testo si puo\u0300 considerare veramente comunicativo? Alcune risposte, provengono dal mondo d\u2019ispi- razione non religiosa e, ad esempio, da Umberto Eco e dalla psicopatolo- gia del linguaggio. Questa complicata riflessione rimane aperta e in lenta evoluzione. Possiamo, pero\u0300, riportare sinteticamente una prospettiva del semiologo italiano appena citato: <strong>ogni testo e\u0300 \u201ccomunicativo\u201d, se e\u0300 in- tessuto di \u201cattenzione alla vita\u201d.<\/strong> La comunicazione, infatti, non ha solo a che fare con parole ben costruite secondo la logica della grammatica, della sintassi e della retorica. Un testo \u201cfunziona\u201d come comunicativo, se esce fuori dai limiti di un parlare \u201cegoistico\u201d e \u201csolitario\u201d, se prevede e coinvolge il suo lettore, chiedendogli non solo di ricevere contenuti, ma di \u201cfarli funzionare\u201d, attualizzandoli. L\u2019elemento fondamentale non sono le cose da dire, ma il ponte relazionale, \u201ccor ad cor loquitur\u201d (= cuore parla a cuore), quel contatto che passa attraverso parole e che sopravvive al di la\u0300 di esse.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Anche McLuhan assume una posizione molto simile a quella de- scritta: \u00abLa cultura manoscritta e\u0300 dialogica, se non altro perche\u0301 lo scritto- re e il suo pubblico sono fisicamente uniti dalla forma della pubblicazione come rappresentazione\u00bb.<\/p>\n<p>Dal \u201cche cosa\u201d si intende per un testo comunicativo, possiamo passare ad una piu\u0300 generale riflessione sulla comunicazione. Essa si realizza ogniqualvolta mettiamo in atto prassi di \u201cattenzione alla vita\u201d. Queste ultime prevedono la consapevolezza della presenza di un \u201caltro\u201d diverso da me, un necessario e autentico rispetto di questa diversita\u0300 e il desiderio di creare un ponte relazionale, per poterla realizzare. Questi tre ingredienti favoriscono una creativita\u0300 antropologica che investe il comunicatore e colui che partecipa al gioco comunicativo. Essa per- mette all\u2019uomo di nascere come uomo e di realizzare pienamente la sua dignita\u0300 relazionale.<\/p>\n<p>Questi pensieri non ci portano lontano dall\u2019auto-ritratto di Gesu\u0300 come autentico comunicatore. Prestiamo attenzione ai primi capitoli del vangelo secondo Marco; ci confrontiamo con l\u2019immagine di un Gesu\u0300 che chiama i discepoli alla sequela, che legge e interpreta la Scrittura, che guarisce da malattie ed infermita\u0300, senza proferire grandi parole.<\/p>\n<p>Ad esempio, nel brano di Mc 1,21-284, l\u2019evangelista registra la re- azione incredula della folla in sinagoga, che riconosce l\u2019autorevolezza del discorso di Gesu\u0300. Eppure, non c\u2019e\u0300 alcun riferimento ai contenuti di quell\u2019insegnamento e alle parole da lui proferite. Anche negli altri brani, non c\u2019e\u0300 un gran parlare del Maestro. Nell\u2019episodio della guarigione della suocera di Pietro (cfr. Mc 1,29-31), i discorsi indietreggiano davanti all\u2019a- zione. Poco piu\u0300 di mezzo versetto, due verbi della prossimita\u0300 (<em>si accosto\u0300, la prese per mano<\/em>) e il verbo della resurrezione e della rinascita <em>(la sollevo\u0300).<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Questo stesso tocco leggero della mano ritorna ancora nella guari- gione del cieco di Betsaida (cfr. Mc 8,22-26). Anche qui, la comunicazione linguistica e\u0300 ridotta alla sola domanda <em>Vedi qualcosa?<\/em> (v. 23), sorretta da azioni: il portare il cieco fuori dal villaggio e il gesto \u201cduplicato\u201d dell\u2019im- posizione delle mani permettono a Gesu\u0300 di accorciare le distanze e creare quello spazio di relazione che permette la guarigione. La disamina dei racconti di guarigione e\u0300 davvero breve, pero\u0300 ci permette di vedere le di- namiche comunicative di Gesu\u0300 come un tocco leggero e non \u201cinvasivo\u201d, che agevola la guarigione e la resurrezione a vita nuova.<\/p>\n<p>L\u2019approccio non cambia sensibilmente quando ci confrontiamo con i discorsi e le parabole di Gesu\u0300. Certamente, essi vedono un Maestro piu\u0300 loquace, ma anche il suo parlare riflette il tocco discreto del suo at- teggiamento. In Mc 8,14-21, dopo poco l\u2019episodio della condivisione dei pani e dei pesci, Gesu\u0300 ammonisce i discepoli circa il lievito dei farisei e di Erode, ma e\u0300 costretto a riconoscere che la loro attenzione era rivolta al poco pane che questi avevano con se\u0301 nella barca. Eccolo il suo breve discorso, fondato su Ger 5,21 e Ez 12,2, intessuto di domande e nulla piu\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019essenzialita\u0300 del suo parlare fa da eco all\u2019accoglienza di risposte imperfette o mancate: e\u0300 riconoscere lo spazio sacro dell\u2019altro e stare alla soglia, fin quando questi non concede di entrare. L\u2019impressione e\u0300 che persino lo spazio \u201cpieno di silenzio\u201d dopo le domande non risposte, riveli l\u2019apertura interiore di questo Gesu\u0300 Maestro, che riconosce l\u2019altro nella sua alterita\u0300 e gli permette di nascere e crescere come attore della comunicazione. Costruisce strade su cui camminare, porta sulle sue spalle il carico dei \u201cmattoni\u201d della comunicazione, ma, poi, lascia liberi i destinatari vicini o lontani di collaborare con la sua comunicazione, di rispondere alle sue sollecitudini e di attualizzare il suo stile secondo le capacita\u0300 di ognuno e \u201cognuno per la sua via\u201d (cfr. Concilio Vaticano II, Costituzione <em>Lumen Gentium<\/em>, n. 32).<\/p>\n<p>Riprendendo il discorso degli \u201cattori\u201d della comunicazione, con- tinuiamo ad affermare che anche il destinatario della comunicazione deve nascere come destinatario (uditore o lettore che sia). Nel suo stile di comunicazione, Gesu\u0300 fa proprio questo: consente a lettrici e lettori di nascere come suoi \u201cdestinatari\u201d e di vivere responsabilmente come suoi interlocutori.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Cosi\u0300, avere in noi<em> \u201clo stesso orientamento interiore di Cristo Gesu\u0300\u201d<\/em> (cfr. Fil 2,5) significa creare una sequela Christi nel suo modo di co- municare, piu\u0300 attento alla relazione che ai contenuti da affermare. E le immagini e le riflessioni che seguiranno, nelle prossime pagine di questo numero di \u201cParola&amp;parole &#8211; monografie\u201d intendono offrire, in modo vario e suggestivo, alcune occasioni per riflettere su che cosa sia la comunicazione che la figura di Gesu\u0300 di Nazareth ha offerto e continua ad offrire alla cultura e alla vita di chiunque entri in rapporto con essa&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/issuu.com\/home\/published\/monografia_31_estratto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; continua a leggere l\u2019estratto su ISSUU (cliccare su \u201cFullscreen\u201d)<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\"><em>&gt; elenco delle riviste<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/issuu.com\/home\/published\/monografia_31_estratto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16356\" 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class=\"wpcf7 no-js\" id=\"wpcf7-f14504-o1\" lang=\"it-IT\" dir=\"ltr\" data-wpcf7-id=\"14504\">\n<div class=\"screen-reader-response\"><p role=\"status\" aria-live=\"polite\" aria-atomic=\"true\"> <ul><\/ul><\/div>\n<form action=\"\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16354#wpcf7-f14504-o1\" method=\"post\" class=\"wpcf7-form init\" aria-label=\"Modulo di contatto\" novalidate=\"novalidate\" data-status=\"init\">\n<fieldset class=\"hidden-fields-container\"><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7\" value=\"14504\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_version\" value=\"6.1.5\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_locale\" value=\"it_IT\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_unit_tag\" value=\"wpcf7-f14504-o1\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_container_post\" value=\"0\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_posted_data_hash\" value=\"\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_recaptcha_response\" value=\"\" \/>\n<\/fieldset>\n<p><label> Nome e Cognome<br \/>\n<span 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Si tratta, infatti, di un aspetto della socialita\u0300, che, a partire da tempi lontanissimi, ha permesso il costituirsi di agglomerati urbani, la nascita del linguaggio, l\u2019evoluzione della civilta\u0300 e della cultura, la nascita della filosofia e delle scienze. Tutto questo puo\u0300 considerarsi come un esercizio concreto di antropologia.<\/p> <p>\u201cQuesta e\u0300 la stessa conclusione a cui e\u0300 giunto H.M. McLuhan che, afferma: \u00abL\u2019uomo non e\u0300 una creatura sulla terra che ha un linguaggio, l\u2019uomo e\u0300 linguaggio\u00bb.<\/p>\n<p>In tale orizzonte, proviamo a chiederci: Gesu\u0300 puo\u0300 considerarsi un maestro della comunicazione? Che cosa impariamo da lui circa le esigenze e le modalita\u0300 comunicative? Indubbiamente, almeno stando alle fonti cartacee a disposizione, non ha elaborato tecniche e teorie della comunicazione. Il suo nome non si trova nei manuali ad esse dedicate. Ciononostante, per quanto possiamo leggere nelle Scritture neo-testamentarie e in altri testi al di fuori di esse, e\u0300, certamente \u201cil\u201d maestro della comunicazione. Ha permesso, infatti, la nascita di una \u201cnuova\u201d comunita\u0300, la Chiesa, costruita su \u201cnuovi\u201d valori ed ideali, ha realizzato fortemente l\u2019umanita\u0300, consentendone il progresso nella linea della moralita\u0300 e dell\u2019esperienza religiosa. Da questo esercizio singolare della comunicazione e\u0300 sorta, per molti versi, la riflessione teologica, con il compito di conservare i contenuti e le prassi comunicative di Gesu\u0300 e di renderli ancora attuali, nei tempi moderni.<\/p> <p>Per poter affermare che Gesu\u0300 e\u0300 un maestro comunicatore, occorre anche accordarsi sull\u2019idea di comunicazione. A partire dagli inizi del Novecento, si e\u0300 risvegliato un certo interesse per il linguaggio. Sono sorte diverse riflessioni intorno alla questione linguistica: dopo aver abbandonato una visione estetica del linguaggio, si e\u0300 abbracciata una prospettiva di tipo strumentale. Essa ha ridotto l\u2019espressione linguistica a puro canale \u201cinformativo\u201d.<\/p> <p>A partire dalla meta\u0300 del Novecento, questa dimensione si e\u0300 aperta alla domanda sulla \u201ccomunicazione\u201d: quando un testo si puo\u0300 considerare veramente comunicativo? Alcune risposte, provengono dal mondo d\u2019ispi- razione non religiosa e, ad esempio, da Umberto Eco e dalla psicopatolo- gia del linguaggio. Questa complicata riflessione rimane aperta e in lenta evoluzione. Possiamo, pero\u0300, riportare sinteticamente una prospettiva del semiologo italiano appena citato: <strong>ogni testo e\u0300 \u201ccomunicativo\u201d, se e\u0300 in- tessuto di \u201cattenzione alla vita\u201d.<\/strong> La comunicazione, infatti, non ha solo a che fare con parole ben costruite secondo la logica della grammatica, della sintassi e della retorica. Un testo \u201cfunziona\u201d come comunicativo, se esce fuori dai limiti di un parlare \u201cegoistico\u201d e \u201csolitario\u201d, se prevede e coinvolge il suo lettore, chiedendogli non solo di ricevere contenuti, ma di \u201cfarli funzionare\u201d, attualizzandoli. L\u2019elemento fondamentale non sono le cose da dire, ma il ponte relazionale, \u201ccor ad cor loquitur\u201d (= cuore parla a cuore), quel contatto che passa attraverso parole e che sopravvive al di la\u0300 di esse.<\/p>\n<p>Anche McLuhan assume una posizione molto simile a quella de- scritta: \u00abLa cultura manoscritta e\u0300 dialogica, se non altro perche\u0301 lo scritto- re e il suo pubblico sono fisicamente uniti dalla forma della pubblicazione come rappresentazione\u00bb.<\/p> <p>Dal \u201cche cosa\u201d si intende per un testo comunicativo, possiamo passare ad una piu\u0300 generale riflessione sulla comunicazione. Essa si realizza ogniqualvolta mettiamo in atto prassi di \u201cattenzione alla vita\u201d. Queste ultime prevedono la consapevolezza della presenza di un \u201caltro\u201d diverso da me, un necessario e autentico rispetto di questa diversita\u0300 e il desiderio di creare un ponte relazionale, per poterla realizzare. Questi tre ingredienti favoriscono una creativita\u0300 antropologica che investe il comunicatore e colui che partecipa al gioco comunicativo. Essa per- mette all\u2019uomo di nascere come uomo e di realizzare pienamente la sua dignita\u0300 relazionale.<\/p> <p>Questi pensieri non ci portano lontano dall\u2019auto-ritratto di Gesu\u0300 come autentico comunicatore. Prestiamo attenzione ai primi capitoli del vangelo secondo Marco; ci confrontiamo con l\u2019immagine di un Gesu\u0300 che chiama i discepoli alla sequela, che legge e interpreta la Scrittura, che guarisce da malattie ed infermita\u0300, senza proferire grandi parole.<\/p> <p>Ad esempio, nel brano di Mc 1,21-284, l\u2019evangelista registra la re- azione incredula della folla in sinagoga, che riconosce l\u2019autorevolezza del discorso di Gesu\u0300. Eppure, non c\u2019e\u0300 alcun riferimento ai contenuti di quell\u2019insegnamento e alle parole da lui proferite. Anche negli altri brani, non c\u2019e\u0300 un gran parlare del Maestro. Nell\u2019episodio della guarigione della suocera di Pietro (cfr. Mc 1,29-31), i discorsi indietreggiano davanti all\u2019a- zione. Poco piu\u0300 di mezzo versetto, due verbi della prossimita\u0300 (<em>si accosto\u0300, la prese per mano<\/em>) e il verbo della resurrezione e della rinascita <em>(la sollevo\u0300).<\/em><\/p>\n<p>Questo stesso tocco leggero della mano ritorna ancora nella guari- gione del cieco di Betsaida (cfr. Mc 8,22-26). Anche qui, la comunicazione linguistica e\u0300 ridotta alla sola domanda <em>Vedi qualcosa?<\/em> (v. 23), sorretta da azioni: il portare il cieco fuori dal villaggio e il gesto \u201cduplicato\u201d dell\u2019im- posizione delle mani permettono a Gesu\u0300 di accorciare le distanze e creare quello spazio di relazione che permette la guarigione. La disamina dei racconti di guarigione e\u0300 davvero breve, pero\u0300 ci permette di vedere le di- namiche comunicative di Gesu\u0300 come un tocco leggero e non \u201cinvasivo\u201d, che agevola la guarigione e la resurrezione a vita nuova.<\/p> <p>L\u2019approccio non cambia sensibilmente quando ci confrontiamo con i discorsi e le parabole di Gesu\u0300. Certamente, essi vedono un Maestro piu\u0300 loquace, ma anche il suo parlare riflette il tocco discreto del suo at- teggiamento. In Mc 8,14-21, dopo poco l\u2019episodio della condivisione dei pani e dei pesci, Gesu\u0300 ammonisce i discepoli circa il lievito dei farisei e di Erode, ma e\u0300 costretto a riconoscere che la loro attenzione era rivolta al poco pane che questi avevano con se\u0301 nella barca. Eccolo il suo breve discorso, fondato su Ger 5,21 e Ez 12,2, intessuto di domande e nulla piu\u0300.<\/p> <p>L\u2019essenzialita\u0300 del suo parlare fa da eco all\u2019accoglienza di risposte imperfette o mancate: e\u0300 riconoscere lo spazio sacro dell\u2019altro e stare alla soglia, fin quando questi non concede di entrare. L\u2019impressione e\u0300 che persino lo spazio \u201cpieno di silenzio\u201d dopo le domande non risposte, riveli l\u2019apertura interiore di questo Gesu\u0300 Maestro, che riconosce l\u2019altro nella sua alterita\u0300 e gli permette di nascere e crescere come attore della comunicazione. Costruisce strade su cui camminare, porta sulle sue spalle il carico dei \u201cmattoni\u201d della comunicazione, ma, poi, lascia liberi i destinatari vicini o lontani di collaborare con la sua comunicazione, di rispondere alle sue sollecitudini e di attualizzare il suo stile secondo le capacita\u0300 di ognuno e \u201cognuno per la sua via\u201d (cfr. Concilio Vaticano II, Costituzione <em>Lumen Gentium<\/em>, n. 32).<\/p> <p>Riprendendo il discorso degli \u201cattori\u201d della comunicazione, con- tinuiamo ad affermare che anche il destinatario della comunicazione deve nascere come destinatario (uditore o lettore che sia). Nel suo stile di comunicazione, Gesu\u0300 fa proprio questo: consente a lettrici e lettori di nascere come suoi \u201cdestinatari\u201d e di vivere responsabilmente come suoi interlocutori.<\/p>\n<p>Cosi\u0300, avere in noi<em> \u201clo stesso orientamento interiore di Cristo Gesu\u0300\u201d<\/em> (cfr. Fil 2,5) significa creare una sequela Christi nel suo modo di co- municare, piu\u0300 attento alla relazione che ai contenuti da affermare. E le immagini e le riflessioni che seguiranno, nelle prossime pagine di questo numero di \u201cParola&amp;parole - monografie\u201d intendono offrire, in modo vario e suggestivo, alcune occasioni per riflettere su che cosa sia la comunicazione che la figura di Gesu\u0300 di Nazareth ha offerto e continua ad offrire alla cultura e alla vita di chiunque entri in rapporto con essa...<\/p> <p><a href=\"https:\/\/issuu.com\/home\/published\/monografia_31_estratto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; continua a leggere l\u2019estratto su ISSUU (cliccare su \u201cFullscreen\u201d)<\/em><\/a><\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\"><em>&gt; elenco delle riviste<\/em><\/a><\/p> <p><a href=\"https:\/\/issuu.com\/home\/published\/monografia_31_estratto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-1017x1443.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-1017x1443.jpg 1017w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-211x300.jpg 211w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-768x1090.jpg 768w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-1083x1536.jpg 1083w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore-1444x2048.jpg 1444w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/COP_Monografia_31_colore.jpg 1748w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ordina libro<\/h3> <p>Richiedi informazioni o ordina il libro compilando questo formulario<\/p> <p>[contact-form-7 id=\"14504\" title=\"Ordina Pubblicazione\"]<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16354"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16360,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16354\/revisions\/16360"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}