{"id":18018,"date":"2023-06-11T01:29:41","date_gmt":"2023-06-10T23:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/absi.ch\/new\/?p=18018"},"modified":"2023-06-11T01:36:45","modified_gmt":"2023-06-10T23:36:45","slug":"decima-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/2023\/06\/decima-domenica-del-tempo-ordinario-anno-a\/","title":{"rendered":"Decima domenica del Tempo Ordinario<\/br>(anno A)"},"content":{"rendered":"<div id=\"themify_builder_content-18018\" data-postid=\"18018\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-18018 themify_builder\">\n    \t<!-- module_row -->\n\t<div  class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_1 themify_builder_18018_row module_row_18018-1 tb_nbf1712\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_18018_column module_column_0 module_column_18018-1-0 tb_c73y713\">\n\t    \t    \t        <div class=\"tb-column-inner\">\n\t\t    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_hvcf723    \">\n            <div  class=\"tb_text_wrap\">\n    <p>11 giugno 2023<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h5>Prima lettura<\/h5>\n<p><em>La prima lettura di oggi \u00e8 una breve pagina del libro di Osea. Osea &#8211; il cui nome significa \u201cDio ha prestato soccorso\u201d &#8211; \u00e8 un profeta attivo tra gli anni 750 e 722, soprattutto nel regno del nord e nella citt\u00e0 di Samaria<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Di questo profeta che viene letto raramente nelle liturgie domenicali, oggi ascolteremo alcuni versi del capitolo 6.<\/em><\/p>\n<p><em>Il quadro che emerge in questa pagina \u00e8 abbastanza cupo. Il popolo si comportava male e perci\u00f2 Dio \u00e8 intervenuto attraverso i profeti, attraverso un messaggio che ha denunciato e ha cercato di bloccare le ingiustizie. E questo intervento di Dio il verso 5 lo presenta con immagini durissime: quanti si comportavano male \u00ab li ho colpiti per mezzo dei profeti, li ho colpiti a morte con le parole della mia bocca \u00bb<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>. Attraverso la voce dei profeti e attraverso la sua parola Dio ha voluto cambiare il comportamento del suo popolo: un popolo che offriva sacrifici a Dio, ma erano sacrifici falsi, privi di un amore fedele e costante; il vostro amore &#8211; dice Dio attraverso il profeta &#8211; \u00ab<\/em><em> Il vostro amore \u00e8 come una nube del mattino, come la rugiada che all\u2019alba svanisce \u00bb (v. 4).<\/em><\/p>\n<p><em>Eppure, in questa siuazione che sembra senza una via d\u2019uscita, una strada c\u2019\u00e8 ed emerge con chiarezza nell\u2019ultimo verso, l\u00e0 dove Dio dice: \u00ab poich\u00e9 voglio l\u2019amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti \u00bb. Non sacrifici offerti a Dio nel tempio; non sacrifici ma \u201ch\u00e8sed\u201d, amore, amore a Dio e verso gli umani<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dal libro del profeta Osea (6,3-6) <\/strong><\/p>\n<p><sup>3<\/sup> Conosceremo, ci sforzeremo di conoscere il Signore:<\/p>\n<p>la sua venuta \u00e8 sicura come l\u2019aurora.<\/p>\n<p>Verr\u00e0 a noi come la pioggia d\u2019autunno,<\/p>\n<p>come la pioggia di primavera che feconda la terra.<\/p>\n<p><sup>4<\/sup> Che dovr\u00f2 fare per te, \u00c8fraim,<\/p>\n<p>che dovr\u00f2 fare per te, Giuda?<\/p>\n<p>Il vostro amore \u00e8 come una nube del mattino,<\/p>\n<p>come la rugiada che all\u2019alba svanisce.<\/p>\n<p><sup>5<\/sup> Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,<\/p>\n<p>li ho colpiti a morte con le parole della mia bocca<\/p>\n<p>e il mio giudizio sorge come la luce:<\/p>\n<p><sup>6<\/sup> poich\u00e9 voglio l\u2019amore e non il sacrificio,<\/p>\n<p>la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti.<\/p>\n<p><strong>Parola di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h5>Salmo<\/h5>\n<p><em>Quest\u2019oggi la liturgia ci propone il salmo 50, un \u00ab<\/em><em>salmo di Asaf\u00bb<\/em><em>. Asaf, figlio di Levi, era incaricato di dirigere i cantori e di suonare il cembalo mentre l\u2019Arca dell\u2019alleanza entrava in Gerusalemme (1 Cron. 15,17-19). E Davide nomin\u00f2 Asaf capo del servizio divino e dei suonatori. Ad Asaf e alla sua scuola, che fu attiva durante tutta l\u2019epoca regale in Israele, risalgono il salmo 50 &#8211; che in parte leggeremo oggi &#8211; e i salmi dal 73 all\u201983 contenuti nel salterio.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel salmo 50 \u00e8 il Signore stesso che prende la parola e si presenta come il Dio dell&#8217;Alleanza, il Dio che convoca il popolo colpevole di non aver osservato certi precetti contenuti nel decalogo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>. Nella prima strofa Dio non rimprovera Israele per i suoi atti di culto: Dio dichiara: \u00ab<\/em><em>Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti\u00bb (v. 8).<\/em><\/p>\n<p><em>E, nella seconda strofa, il salmo si sofferma sui sacrifici che gli Israeliti offrono a Dio, la carne dei tori, il sangue dei capri (v. 13). Ma Dio non ha bisogno di queste offerte; egli dichiara: \u00ab<\/em><em> Se avessi fame, non te lo direi: mio \u00e8 il mondo e quanto contiene<\/em><em> \u00bb (v. 12).<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo queste dichiarazioni, nella terza strofa Dio dichiara quella che deve essere &#8211; per gli Israeliti e per ciascuna e ciascuno di noi &#8211; la vera religiosit\u00e0. Occorre offrire a Dio la \u00ab<\/em><em> t\u00f4dah\u00bb la \u00ablode<\/em><em> \u00bb, cio\u00e8 la contemplazione adorante della volon\u00e0 divina<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a>. E il v. 15 ci presenta un collegamento con il verso 1: A Dio che convoca l\u2019uomo corrisponde l\u2019uomo che, quando si sente stretto dall\u2019angustia, invoca Dio, si rifugia in Dio per essere liberato dal \u2018carcere\u2019 della sofferenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto a noi, alla fine di ogni strofa, possiamo riprendere, come ritornello, le parole del verso 20:<\/em><\/p>\n<p><strong>Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Salmo 50 (versi 1.8. 12-13. 14-15)<\/strong><\/p>\n<p><sup>1<\/sup> Salmo di Asaf.<\/p>\n<p>Parla il Signore, il Dio degli d\u00e8i,<\/p>\n<p>egli convoca la terra da oriente a occidente:<\/p>\n<p><sup>8<\/sup> \u00abNon ti rimprovero per i tuoi sacrifici,<\/p>\n<p>i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.<\/p>\n<p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><sup>12<\/sup> Se avessi fame, non te lo direi:<\/p>\n<p>mio \u00e8 il mondo e quanto contiene.<\/p>\n<p><sup>13<\/sup> Manger\u00f2 forse la carne dei tori?<\/p>\n<p>Berr\u00f2 forse il sangue dei capri?<\/p>\n<p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><sup>14<\/sup> Offri a Dio come sacrificio la lode<\/p>\n<p>e sciogli all\u2019Altissimo i tuoi voti;<\/p>\n<p><sup>15<\/sup> invocami nel giorno dell\u2019angoscia:<\/p>\n<p>ti liberer\u00f2 e tu mi darai gloria\u00bb.<\/p>\n<p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p>\n<h5>\u00a0<\/h5>\n<h5>Seconda lettura<br \/><br \/><\/h5>\n<p><em>Questa domenica, e poi anche nelle domeniche successive, la liturgia ci propone alcune pagine della lettera di Paolo ai Romani.<\/em><\/p>\n<p><em>A Roma, capitale dell\u2019impero romano, c\u2019erano diversi gruppi di minoranze etniche venute dall\u2019Oriente. E tra questi gruppi c\u2019era un gruppo di Ebrei con pi\u00f9 di dieci sinagoghe. E all\u2019interno di questo gruppo c\u2019erano anche dei cristiani. Una data importante \u00e8 l\u2019anno 49: \u00abl\u2019imperatore Claudio scacci\u00f2 da Roma i Giudei che, costantemente, turbavano l\u2019ordine pubblico su istigazione di Chresto\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a>. Cos\u00ec scrive Svetonio, uno scrittore romano che fa riferimento ai cristiani pensando che sia un ignoto \u201cCresto\u201d o \u201cCristo\u201d a fare di loro dei ribelli.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra i cristiani che dovettero lasciare Roma, due &#8211; Prisca e Aquila &#8211; approdarono a Corinto dove incontrarono Paolo (Atti 18,1-3). Ma a Roma rimasero dei cristiani di origine pagana. E Paolo progetta di andare a Roma per annunciare il vangelo anche a loro (Rom 1,14s). Ed \u00e8 in vista di questo viaggio che Paolo scrive la lettera ai Romani e la affida a Febe, una diaconessa attiva in un porto di Corinto, perch\u00e9 la porti a Roma. E Paolo chiede ai Romani di accogliere bene questa donna che \u00e8 stata protettrice per lui e anche per molti altri cristiani (cf. Rom 16,1-2)<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Di questa lettera oggi ascolteremo una pagina del capitolo 4, dove Paolo presenta Abramo come modello di uomo \u2018giusto\u2019, giustificato da Dio in quanto credente. A proposito di Abramo come credente, Paolo sottolinea un dato sconcertante: \u00abAbramo credette, saldo nella speranza contro ogni speranza\u00bb (v. 18). Infatti Abramo aveva ricevuto la promessa: \u00abti ho costituito padre di molti popoli\u00bb (Rom 4,17 e Gen 17,5). E \u00ab non si indebol\u00ec nella fede, pur vedendo gi\u00e0 come morto il proprio corpo \u2013 aveva circa cento anni \u2013 e morto il grembo di Sara\u00bb (v. 19).<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle frasi successive Paolo insiste sulla fede di Abramo e sulla conseguenza: questo suo credere \u00ab gli fu accreditato come giustizia \u00bb (v. 22). E qui il passivo ha come complemento d\u2019agente Dio stesso: \u00e8 Dio ad aver considerato e apprezzato come giustizia il modo in cui Abramo ha vissuto la fede. Ma questo \u201capprezzare\u201d non \u00e8 una semplice valutazione, \u00e8 un atto salvifico che Dio stesso compie<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><strong>[8]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, dopo queste considerazioni su Abramo e sul libro della Genesi, negli ultimi tre versetti Paolo tira le sue conclusioni anche per i Romani e per tutti noi, \u00ab noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Ges\u00f9 nostro Signore \u00bb (v. 24). E l\u2019ultima frase sottolinea l\u2019iniziativa di Dio presente e operante nella vicenda di Cristo. E qui l\u2019accento \u00e8 sullo scopo: \u00ab<\/em><em>Ges\u00f9 \u00e8 stato consegnato alla morte per i nostri peccati\u00bb, cio\u00e8 per il perdono dei nostri peccati<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><strong>[9]<\/strong><\/a>, \u00abed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione\u00bb, perch\u00e9, quando noi &#8211; come Abramo &#8211; ci apriamo alla fede, Dio ci giustifichi e ci accolga nelle sue braccia di salvezza.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Romani (4,18-25)<\/strong><\/p>\n<p>Fratelli, <sup>18<\/sup> Abramo credette, sperando contro ogni speranza, e cos\u00ec divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: \u00abCos\u00ec sar\u00e0 la tua discendenza\u00bb.<\/p>\n<p><sup>19<\/sup> Egli non si indebol\u00ec nella fede, pur vedendo gi\u00e0 come morto il proprio corpo \u2013 aveva circa cento anni \u2013 e morto il grembo di Sara. <sup>20<\/sup> Di fronte alla promessa di Dio non esit\u00f2 per incredulit\u00e0, ma fu rafforzato dalla fede e diede gloria a Dio, <sup>21<\/sup> pienamente convinto che quanto (Dio) aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. <sup>22<\/sup> Ecco perch\u00e9 gli fu accreditato come giustizia. <sup>23<\/sup> E non soltanto per lui \u00e8 stato scritto che gli fu accreditato, <sup>24<\/sup> ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Ges\u00f9 nostro Signore, <sup>25<\/sup> il quale \u00e8 stato consegnato alla morte per i nostri peccati ed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione.<\/p>\n<p><strong>Parola di Dio. <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Alleluia, alleluia.<\/strong><\/p>\n<p>Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio;<\/p>\n<p>a proclamare ai prigionieri la liberazione (<em>Luca<\/em> 4,18).<\/p>\n<p><strong>Alleluia<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h5>Vangelo<br \/><br \/><\/h5>\n<p><em>Il Vangelo di oggi \u00e8 una pagina del capitolo 9 di Matteo. Questo capitolo si apre con Ges\u00f9 che guarisce un paralitico e gli perdona i suoi peccati. Subito dopo, Ges\u00f9 vede un uomo seduto al banco delle imposte: \u00e8 Matteo<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><strong>[10]<\/strong><\/a>, un pubblicano, un membro odiatissimo di una classe perennemente detestata, quella degli esattori delle imposte<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><strong>[11]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>A quest\u2019uomo Ges\u00f9 \u00abdice: Seguimi! Ed egli, alzatosi, lo segu\u00ec\u00bb. Questa formulazione sorprende: infatti, in un racconto tutto al passato, l\u2019evangelista utilizza il presente \u00ab<\/em><em>dice\u00bb e questo presente sottolinea la duratura validit\u00e0 dell\u2019appello<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><strong>[12]<\/strong><\/a>. La chiamata al pubblicano, come la chiamata che Ges\u00f9 rivolge a ciascuna e a ciascuno di noi, \u00e8 sempre valida e deve sempre trovarci disponibili a metterla in pratica. Inoltre, sempre in questo versetto, evidente \u00e8 l\u2019immediata obbedienza del chiamato: \u00ab<\/em><em>Egli, alzatosi, lo segu\u00ec\u00bb. E questo passo del Vangelo potrebbe essere un cenno alla chiamata ricevuta dall\u2019evangelista<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><strong>[13]<\/strong><\/a> e alla sua disponibilit\u00e0, mentre i versi successivi possono mostrarci come lo stesso autore del vangeli si consideri semplicemente come uno tra i pubblicani e i peccatori perdonati da Ges\u00f9<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><strong>[14]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel seguito della narrazione, il Vangelo ci presenta Ges\u00f9 a tavola, Ges\u00f9 commensale con i discepoli e con i peccatori. E ci\u00f2 suscita la reazione dei \u00abfarisei\u00bb. E questa parola, che riprende una formulazione aramaica, vuol dire \u201cappartato\u201d, \u201cseparato\u201d. E nel racconto del Vangelo, i farisei si comportano proprio cos\u00ec: essi prendono le distanze da Ges\u00f9 e dai suoi discepoli. Infatti, parlando ai discepoli, essi chiedono: \u00abCome mai mangia, il maestro di voi, insieme ai pubblicani e ai peccatori?\u00bb. E con l\u2019espressione \u00abmaestro di voi\u00bb i farisei si distanziano da Ges\u00f9 e dai discepoli e rafforzano la barricata entro la quale i farisei si racchiudono. Se i discepoli sono stati chiamati dal maestro e lo seguono, questo loro comportamento \u00e8 contrastato dalla costante critica da parte delle istituzioni religiose d\u2019Israele.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><strong>[15]<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Nel Vangelo, a rispondere ai farisei non sono i discepoli ma Ges\u00f9 stesso che dice: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u00bb. L\u2019accenno al medico che \u00e8 necessario per i malati pu\u00f2 essere inteso come un\u2019affermazione che si rif\u00e0 al Siracide che insegnava: \u00ab<\/em><em>Il medico non deve restare lontano \u00bb dal malato (Si 38,12) e da ogni peccatore (Si 38,15). E con queste affermazioni e con tutta la sezione 38,1-15, il Siracide mostrava che il medico \u00e8 una parte necessaria nel buon piano creativo voluto da Dio<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><strong>[16]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, l\u2019ultimo versetto di questa sezione. Qui, nella prima parte, il Vangelo riprende la traduzione greca del testo di Osea: \u00ab misericrdia voglio e non sacrificio<\/em><em> \u00bb<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><strong>[17]<\/strong><\/a>, e ci\u00f2 anche se nell\u2019originale ebraico, al posto di \u201cmisericordia\u201d c\u2019\u00e8 una parola che si pu\u00f2 tradurre con \u201camore\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><strong>[18]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p><em>E, forte di questo messaggio di Osea, Ges\u00f9 pu\u00f2 terminare la sua risposta alla questione posta dai farisei dicendo: \u00ab Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori\u00bb. La relazione di Ges\u00f9 verso i peccatori \u00e8 la misericordia, misericordia verso coloro che hanno fallito nella loro esistenza peccando.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13) <\/strong><\/p>\n<p>In quel tempo, <sup>9<\/sup> mentre andava via, Ges\u00f9, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli dice: \u00abSeguimi!\u00bb. Ed egli, alzatosi, lo segu\u00ec. <sup>10<\/sup> Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Ges\u00f9 e con i suoi discepoli. <sup>11<\/sup> Vedendo ci\u00f2, i farisei dicevano ai suoi discepoli: \u00abCome mai mangia, il maestro di voi, insieme ai pubblicani e ai peccatori?\u00bb.<\/p>\n<p><sup>12<\/sup> Udito questo, (Ges\u00f9) disse: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. <sup>13<\/sup> Andate a imparare che cosa vuol dire: \u201cMisericordia io voglio e non sacrifici\u201d. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parola del Signore<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h5>Preghiera d\u2019apertura<br \/><br \/><\/h5>\n<p>Tutti noi siamo invitati alla tua mensa, Signore.<\/p>\n<p>Facciamo nostro l\u2019invito a sederci accanto a te insieme ai tuoi discepoli.<\/p>\n<p>E che noi possiamo imparare a guardare con misericordia<\/p>\n<p>e a riconoscere in ognuno di loro un nostro commensale.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la nostra preghiera.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 siamo tutti discepoli<\/p>\n<p>che hanno bisogno di sperimentare e vivere la tua parola consolatrice, Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Abbiamo tutti bisogno di nutrirci della misericordia di Dio, tuo e nostro Padre,<\/p>\n<p>perch\u00e9 \u00e8 da questa fonte che scaturisce la nostra salvezza<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h5>Preghiera dei fedeli<\/h5>\n<p><br \/>* Il profeta Osea diceva ai suoi contemporanei: \u00abIl vostro amore \u00e8 come una nube del mattino, come la rugiada che all\u2019alba svanisce\u00bb. Ma, purtroppo, questa affermazione del profeta vale anche per noi oggi. E pensare che, attraverso il profeta, Dio ci dice: \u00abvoglio l\u2019amore e non il sacrificio\u00bb. Senza l\u2019amore, i nostri sacrifici e gesti rituali sono azioni senza spessore. Per questo ti preghiamo, Ges\u00f9: d\u00e0 consistenza e costanza al nostro amore. Infatti Dio, il Padre, ci domanda solo questo: l\u2019amore. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p>\n<p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>* Anche Asaf, nel salmo, parla dei suoi contemporanei i quali si accontentano di compiere azioni rituali; e ci\u00f2 invece di impegnarsi nella \u00ablode\u00bb, cio\u00e8 nella contemplazione adorante della volont\u00e0 divina e nell\u2019impegno per metterla in pratica. Che questo salmo possa far nascere in noi l\u2019impegno a mettere in pratica la volont\u00e0 di Dio. E allora, quando pregheremo nel giorno dell\u2019angoscia, Dio ci liberer\u00e0 e ci dar\u00e0 nuova forza. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p>\n<p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>* Scrivendo ai Romani, Paolo ricorda come Abramo visse: egli \u00abcredette, sperando contro ogni speranza\u00bb. E questo suo credere nella parola di Dio \u00abgli fu accreditato &#8211; da Dio &#8211; come giustizia\u00bb. S\u00ec, Dio ha apprezzato la fede di Abramo come impegno per la giustizia. E questo apprezzamento, ci dice Paolo, concerne anche la nostra fede. La nostra preghiera \u00e8 quindi questa: che possiamo &#8211; con fedelt\u00e0 e gioia &#8211; fare un po\u2019 come Abramo: credere, cio\u00e8 aderire, giorno dopo giorno alla parola del Signore, alla parola che Ges\u00f9 ci ha comunicato. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p>\n<p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>* Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta &#8211; in breve &#8211; Matteo. Matteo, quando Ges\u00f9 gli dice \u00abSeguimi!\u00bb, subito lo segu\u00ec. E ci\u00f2 anche se, comportandosi cos\u00ec, dovette &#8211; come Ges\u00f9 e gli altri discepoli &#8211; subire le critiche dei farisei. Ma seguire Ges\u00f9 \u00e8 bello: egli, come un medico, si prende cura di noi, persone fragili e malate; egli si prende cura di noi e, un po\u2019 come aveva fatto Osea, ci invita a scoprire cos\u2019\u00e8 misericordia, cos\u2019\u00e8 l\u2019amore, l\u2019amore per Dio ma anche per le nostre sorelle e i nostri fratelli. Preghiamo quindi Ges\u00f9 e diciamogli:<\/p>\n<p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<br \/><br \/><\/strong><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/11-giugno-2023-Svizzera.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; testo (pdf)<\/em><\/a><strong><br \/><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf. E. Zenger, <em>Il libro dei Dodici Profeti<\/em>, in E. Zenger (ed.), <em>Introduzione all\u2019Antico Testamento<\/em>, Queriniana, Brescia, 2008, p. 796s.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Per la parola di Dio presentata come un ferro che fa a pezzi e uccide, cf. E. Jacob, <em>Os\u00e9e<\/em>, in E. Jacob \u2013 C.A. Keller \u2013 S. Amsler, <em>Os\u00e9e, Jo\u00ebl, Amos, Abdias, Jonas<\/em>, Labor et fides, Gen\u00e8ve, 1982, p. 52.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Jacob p. 52.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. D. Scaiola, <em>Salmi in cammino<\/em>, Edizioni Messaggero, Padova, 2015, p. 78.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cf. G. Ravasi, <em>Il libro dei Salmi. Commento e attualizzazione. Salmi 1-50<\/em>, Dehoniane, Bologna, 2015, p. 908.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cos\u00ec scrisse lo storico latino Svetonio nella sua opera <em>Vita di Claudio<\/em> 25,14.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Cf. la voce <em>Foibe \/ Febe<\/em> in <em>Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento<\/em>, a cura di H. Balz e G. Schneides, Paideia, Brescia, 2004, col. 1819s.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Cf. H. W. Heidland, <em>Logizomai<\/em>, in <em>Grande lessico del Nuovo Testamento<\/em>, fondato da G. Kittel, continuato da G. Friedrich, Vol. VI, Paideia, Brescia, 1970, col. 779.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Cos\u00ec G. Barbaglio, <em>Le lettere di Paolo. Traduzione e commento<\/em>, Borla, Roma, 1980, p. 287.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Nel racconto parallelo che si legge in Marco e in Luca, questo personaggio si chiama Levi. Si veda <em>Mc<\/em> 2,13 e Lc 5,27.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Cos\u00ec G. Ravasi nel volume di D. M. Turoldo &#8211; G. Ravasi, <em>\u00abNella tua luce vediamo la luce\u00bb. Tempo ordinario, solennit\u00e0 del Signore, feste dei Santi<\/em>, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2004, p. 69.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Cf. F. De Carlo, <em>Vangelo secondo Matteo. Nuova versione, introduzione e commento<\/em>, Paoline, Milano, 2016, p. 315.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Un secondo cenno all\u2019autobiografia dell\u2019evangelista lo si pu\u00f2 intravvedere in Mt 10,3. E\u2019 grazie a questi passi che la tradizione ha potuto vedere in Matteo il redattore del \u201cVangelo di Matteo\u201d. Ed \u00e8 cos\u00ec che, al pi\u00f9 tardi verso l\u2019anno 100, si \u00e8 pouto porre come titolo a questo vangelo la formulazione \u201ceuagg\u00e9lion kat\u00e0 Matthaion\u201d, cio\u00e8 \u201cVangelo secondo Matteo\u201d. Cf. F. De Carlo, <em>Op. cit<\/em>., p. 26.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Cos\u00ec A. Mello, <em>Evangile selon Matthieu. <\/em><em>Commentaire midrashique<\/em> <em>et narratif<\/em>, Cerf, Paris, 1999, p. 174.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Cos\u00ec F. De Carlo, <em>Op. cit<\/em>., p. 316.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Cf. B.M. Zapff, <em>Jesus Sirach 25-51<\/em>, Echter Verlag, Stuttgart, 1980, p. 256.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> La stessa citazione di Osea torner\u00e0 ancora in <em>Mt<\/em> 12,7.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Per la relazione tra il termine greco e l\u2019ebraico, cf. R. Bultmann, <em>Eleos<\/em>, in <em>Grande lessico del Nuovo Testamento<\/em>, fondato da J Kittel, continuato da G. Friedrich, Vol. III, Paideia, Brescia, 1967, col. 403ss.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Questa preghiera riprende le parole di Papa Francesco del 13 aprile 2016. Cf. FRANCESCO, <em>La sorpresa della Fede. Il Vangelo di Matteo letto dal Papa<\/em>, Castelvecchi, Roma, 2016, p. 98.<\/p>    <\/div>\n<\/div>\n<!-- \/module text -->\n\t        <\/div>\n\t    \t<\/div>\n\t\t    <\/div>\n\t    <!-- \/row_inner -->\n\t<\/div>\n\t<!-- \/module_row -->\n\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11 giugno 2023 \u00a0 Prima lettura La prima lettura di oggi \u00e8 una breve pagina del libro di Osea. Osea &#8211; il cui nome significa \u201cDio ha prestato soccorso\u201d &#8211; \u00e8 un profeta attivo tra gli anni 750 e 722, soprattutto nel regno del nord e nella citt\u00e0 di Samaria[1]. 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Osea - il cui nome significa \u201cDio ha prestato soccorso\u201d - \u00e8 un profeta attivo tra gli anni 750 e 722, soprattutto nel regno del nord e nella citt\u00e0 di Samaria<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Di questo profeta che viene letto raramente nelle liturgie domenicali, oggi ascolteremo alcuni versi del capitolo 6.<\/em><\/p> <p><em>Il quadro che emerge in questa pagina \u00e8 abbastanza cupo. Il popolo si comportava male e perci\u00f2 Dio \u00e8 intervenuto attraverso i profeti, attraverso un messaggio che ha denunciato e ha cercato di bloccare le ingiustizie. E questo intervento di Dio il verso 5 lo presenta con immagini durissime: quanti si comportavano male \u00ab li ho colpiti per mezzo dei profeti, li ho colpiti a morte con le parole della mia bocca \u00bb<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a>. Attraverso la voce dei profeti e attraverso la sua parola Dio ha voluto cambiare il comportamento del suo popolo: un popolo che offriva sacrifici a Dio, ma erano sacrifici falsi, privi di un amore fedele e costante; il vostro amore - dice Dio attraverso il profeta - \u00ab<\/em><em> Il vostro amore \u00e8 come una nube del mattino, come la rugiada che all\u2019alba svanisce \u00bb (v. 4).<\/em><\/p> <p><em>Eppure, in questa siuazione che sembra senza una via d\u2019uscita, una strada c\u2019\u00e8 ed emerge con chiarezza nell\u2019ultimo verso, l\u00e0 dove Dio dice: \u00ab poich\u00e9 voglio l\u2019amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti \u00bb. Non sacrifici offerti a Dio nel tempio; non sacrifici ma \u201ch\u00e8sed\u201d, amore, amore a Dio e verso gli umani<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Dal libro del profeta Osea (6,3-6) <\/strong><\/p> <p><sup>3<\/sup> Conosceremo, ci sforzeremo di conoscere il Signore:<\/p> <p>la sua venuta \u00e8 sicura come l\u2019aurora.<\/p> <p>Verr\u00e0 a noi come la pioggia d\u2019autunno,<\/p> <p>come la pioggia di primavera che feconda la terra.<\/p> <p><sup>4<\/sup> Che dovr\u00f2 fare per te, \u00c8fraim,<\/p> <p>che dovr\u00f2 fare per te, Giuda?<\/p> <p>Il vostro amore \u00e8 come una nube del mattino,<\/p> <p>come la rugiada che all\u2019alba svanisce.<\/p> <p><sup>5<\/sup> Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,<\/p> <p>li ho colpiti a morte con le parole della mia bocca<\/p> <p>e il mio giudizio sorge come la luce:<\/p> <p><sup>6<\/sup> poich\u00e9 voglio l\u2019amore e non il sacrificio,<\/p> <p>la conoscenza di Dio pi\u00f9 degli olocausti.<\/p> <p><strong>Parola di Dio.<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <h5>Salmo<\/h5> <p><em>Quest\u2019oggi la liturgia ci propone il salmo 50, un \u00ab<\/em><em>salmo di Asaf\u00bb<\/em><em>. Asaf, figlio di Levi, era incaricato di dirigere i cantori e di suonare il cembalo mentre l\u2019Arca dell\u2019alleanza entrava in Gerusalemme (1 Cron. 15,17-19). E Davide nomin\u00f2 Asaf capo del servizio divino e dei suonatori. Ad Asaf e alla sua scuola, che fu attiva durante tutta l\u2019epoca regale in Israele, risalgono il salmo 50 - che in parte leggeremo oggi - e i salmi dal 73 all\u201983 contenuti nel salterio.<\/em><\/p> <p><em>Nel salmo 50 \u00e8 il Signore stesso che prende la parola e si presenta come il Dio dell'Alleanza, il Dio che convoca il popolo colpevole di non aver osservato certi precetti contenuti nel decalogo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a>. Nella prima strofa Dio non rimprovera Israele per i suoi atti di culto: Dio dichiara: \u00ab<\/em><em>Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti\u00bb (v. 8).<\/em><\/p> <p><em>E, nella seconda strofa, il salmo si sofferma sui sacrifici che gli Israeliti offrono a Dio, la carne dei tori, il sangue dei capri (v. 13). Ma Dio non ha bisogno di queste offerte; egli dichiara: \u00ab<\/em><em> Se avessi fame, non te lo direi: mio \u00e8 il mondo e quanto contiene<\/em><em> \u00bb (v. 12).<\/em><\/p> <p><em>Dopo queste dichiarazioni, nella terza strofa Dio dichiara quella che deve essere - per gli Israeliti e per ciascuna e ciascuno di noi - la vera religiosit\u00e0. Occorre offrire a Dio la \u00ab<\/em><em> t\u00f4dah\u00bb la \u00ablode<\/em><em> \u00bb, cio\u00e8 la contemplazione adorante della volon\u00e0 divina<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a>. E il v. 15 ci presenta un collegamento con il verso 1: A Dio che convoca l\u2019uomo corrisponde l\u2019uomo che, quando si sente stretto dall\u2019angustia, invoca Dio, si rifugia in Dio per essere liberato dal \u2018carcere\u2019 della sofferenza.<\/em><\/p> <p><em>Quanto a noi, alla fine di ogni strofa, possiamo riprendere, come ritornello, le parole del verso 20:<\/em><\/p> <p><strong>Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Salmo 50 (versi 1.8. 12-13. 14-15)<\/strong><\/p> <p><sup>1<\/sup> Salmo di Asaf.<\/p> <p>Parla il Signore, il Dio degli d\u00e8i,<\/p> <p>egli convoca la terra da oriente a occidente:<\/p> <p><sup>8<\/sup> \u00abNon ti rimprovero per i tuoi sacrifici,<\/p> <p>i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.<\/p> <p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><sup>12<\/sup> Se avessi fame, non te lo direi:<\/p> <p>mio \u00e8 il mondo e quanto contiene.<\/p> <p><sup>13<\/sup> Manger\u00f2 forse la carne dei tori?<\/p> <p>Berr\u00f2 forse il sangue dei capri?<\/p> <p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><sup>14<\/sup> Offri a Dio come sacrificio la lode<\/p> <p>e sciogli all\u2019Altissimo i tuoi voti;<\/p> <p><sup>15<\/sup> invocami nel giorno dell\u2019angoscia:<\/p> <p>ti liberer\u00f2 e tu mi darai gloria\u00bb.<\/p> <p><strong><u>Rit<\/u>.: \u00a0\u00a0\u00a0 Chi cammina per la retta via vedr\u00e0 la salvezza di Dio.<\/strong><\/p> <h5>\u00a0<\/h5> <h5>Seconda lettura<br \/><br \/><\/h5> <p><em>Questa domenica, e poi anche nelle domeniche successive, la liturgia ci propone alcune pagine della lettera di Paolo ai Romani.<\/em><\/p> <p><em>A Roma, capitale dell\u2019impero romano, c\u2019erano diversi gruppi di minoranze etniche venute dall\u2019Oriente. E tra questi gruppi c\u2019era un gruppo di Ebrei con pi\u00f9 di dieci sinagoghe. E all\u2019interno di questo gruppo c\u2019erano anche dei cristiani. Una data importante \u00e8 l\u2019anno 49: \u00abl\u2019imperatore Claudio scacci\u00f2 da Roma i Giudei che, costantemente, turbavano l\u2019ordine pubblico su istigazione di Chresto\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a>. Cos\u00ec scrive Svetonio, uno scrittore romano che fa riferimento ai cristiani pensando che sia un ignoto \u201cCresto\u201d o \u201cCristo\u201d a fare di loro dei ribelli.<\/em><\/p> <p><em>Tra i cristiani che dovettero lasciare Roma, due - Prisca e Aquila - approdarono a Corinto dove incontrarono Paolo (Atti 18,1-3). Ma a Roma rimasero dei cristiani di origine pagana. E Paolo progetta di andare a Roma per annunciare il vangelo anche a loro (Rom 1,14s). Ed \u00e8 in vista di questo viaggio che Paolo scrive la lettera ai Romani e la affida a Febe, una diaconessa attiva in un porto di Corinto, perch\u00e9 la porti a Roma. E Paolo chiede ai Romani di accogliere bene questa donna che \u00e8 stata protettrice per lui e anche per molti altri cristiani (cf. Rom 16,1-2)<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Di questa lettera oggi ascolteremo una pagina del capitolo 4, dove Paolo presenta Abramo come modello di uomo \u2018giusto\u2019, giustificato da Dio in quanto credente. A proposito di Abramo come credente, Paolo sottolinea un dato sconcertante: \u00abAbramo credette, saldo nella speranza contro ogni speranza\u00bb (v. 18). Infatti Abramo aveva ricevuto la promessa: \u00abti ho costituito padre di molti popoli\u00bb (Rom 4,17 e Gen 17,5). E \u00ab non si indebol\u00ec nella fede, pur vedendo gi\u00e0 come morto il proprio corpo \u2013 aveva circa cento anni \u2013 e morto il grembo di Sara\u00bb (v. 19).<\/em><\/p> <p><em>Nelle frasi successive Paolo insiste sulla fede di Abramo e sulla conseguenza: questo suo credere \u00ab gli fu accreditato come giustizia \u00bb (v. 22). E qui il passivo ha come complemento d\u2019agente Dio stesso: \u00e8 Dio ad aver considerato e apprezzato come giustizia il modo in cui Abramo ha vissuto la fede. Ma questo \u201capprezzare\u201d non \u00e8 una semplice valutazione, \u00e8 un atto salvifico che Dio stesso compie<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><strong>[8]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Infine, dopo queste considerazioni su Abramo e sul libro della Genesi, negli ultimi tre versetti Paolo tira le sue conclusioni anche per i Romani e per tutti noi, \u00ab noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Ges\u00f9 nostro Signore \u00bb (v. 24). E l\u2019ultima frase sottolinea l\u2019iniziativa di Dio presente e operante nella vicenda di Cristo. E qui l\u2019accento \u00e8 sullo scopo: \u00ab<\/em><em>Ges\u00f9 \u00e8 stato consegnato alla morte per i nostri peccati\u00bb, cio\u00e8 per il perdono dei nostri peccati<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><strong>[9]<\/strong><\/a>, \u00abed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione\u00bb, perch\u00e9, quando noi - come Abramo - ci apriamo alla fede, Dio ci giustifichi e ci accolga nelle sue braccia di salvezza.<\/em><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Romani (4,18-25)<\/strong><\/p> <p>Fratelli, <sup>18<\/sup> Abramo credette, sperando contro ogni speranza, e cos\u00ec divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: \u00abCos\u00ec sar\u00e0 la tua discendenza\u00bb.<\/p> <p><sup>19<\/sup> Egli non si indebol\u00ec nella fede, pur vedendo gi\u00e0 come morto il proprio corpo \u2013 aveva circa cento anni \u2013 e morto il grembo di Sara. <sup>20<\/sup> Di fronte alla promessa di Dio non esit\u00f2 per incredulit\u00e0, ma fu rafforzato dalla fede e diede gloria a Dio, <sup>21<\/sup> pienamente convinto che quanto (Dio) aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. <sup>22<\/sup> Ecco perch\u00e9 gli fu accreditato come giustizia. <sup>23<\/sup> E non soltanto per lui \u00e8 stato scritto che gli fu accreditato, <sup>24<\/sup> ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Ges\u00f9 nostro Signore, <sup>25<\/sup> il quale \u00e8 stato consegnato alla morte per i nostri peccati ed \u00e8 stato risuscitato per la nostra giustificazione.<\/p> <p><strong>Parola di Dio. <\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Alleluia, alleluia.<\/strong><\/p> <p>Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio;<\/p> <p>a proclamare ai prigionieri la liberazione (<em>Luca<\/em> 4,18).<\/p> <p><strong>Alleluia<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <h5>Vangelo<br \/><br \/><\/h5> <p><em>Il Vangelo di oggi \u00e8 una pagina del capitolo 9 di Matteo. Questo capitolo si apre con Ges\u00f9 che guarisce un paralitico e gli perdona i suoi peccati. Subito dopo, Ges\u00f9 vede un uomo seduto al banco delle imposte: \u00e8 Matteo<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><strong>[10]<\/strong><\/a>, un pubblicano, un membro odiatissimo di una classe perennemente detestata, quella degli esattori delle imposte<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><strong>[11]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>A quest\u2019uomo Ges\u00f9 \u00abdice: Seguimi! Ed egli, alzatosi, lo segu\u00ec\u00bb. Questa formulazione sorprende: infatti, in un racconto tutto al passato, l\u2019evangelista utilizza il presente \u00ab<\/em><em>dice\u00bb e questo presente sottolinea la duratura validit\u00e0 dell\u2019appello<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><strong>[12]<\/strong><\/a>. La chiamata al pubblicano, come la chiamata che Ges\u00f9 rivolge a ciascuna e a ciascuno di noi, \u00e8 sempre valida e deve sempre trovarci disponibili a metterla in pratica. Inoltre, sempre in questo versetto, evidente \u00e8 l\u2019immediata obbedienza del chiamato: \u00ab<\/em><em>Egli, alzatosi, lo segu\u00ec\u00bb. E questo passo del Vangelo potrebbe essere un cenno alla chiamata ricevuta dall\u2019evangelista<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><strong>[13]<\/strong><\/a> e alla sua disponibilit\u00e0, mentre i versi successivi possono mostrarci come lo stesso autore del vangeli si consideri semplicemente come uno tra i pubblicani e i peccatori perdonati da Ges\u00f9<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><strong>[14]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Nel seguito della narrazione, il Vangelo ci presenta Ges\u00f9 a tavola, Ges\u00f9 commensale con i discepoli e con i peccatori. E ci\u00f2 suscita la reazione dei \u00abfarisei\u00bb. E questa parola, che riprende una formulazione aramaica, vuol dire \u201cappartato\u201d, \u201cseparato\u201d. E nel racconto del Vangelo, i farisei si comportano proprio cos\u00ec: essi prendono le distanze da Ges\u00f9 e dai suoi discepoli. Infatti, parlando ai discepoli, essi chiedono: \u00abCome mai mangia, il maestro di voi, insieme ai pubblicani e ai peccatori?\u00bb. E con l\u2019espressione \u00abmaestro di voi\u00bb i farisei si distanziano da Ges\u00f9 e dai discepoli e rafforzano la barricata entro la quale i farisei si racchiudono. Se i discepoli sono stati chiamati dal maestro e lo seguono, questo loro comportamento \u00e8 contrastato dalla costante critica da parte delle istituzioni religiose d\u2019Israele.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><strong>[15]<\/strong><\/a><\/em><\/p> <p><em>Nel Vangelo, a rispondere ai farisei non sono i discepoli ma Ges\u00f9 stesso che dice: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u00bb. L\u2019accenno al medico che \u00e8 necessario per i malati pu\u00f2 essere inteso come un\u2019affermazione che si rif\u00e0 al Siracide che insegnava: \u00ab<\/em><em>Il medico non deve restare lontano \u00bb dal malato (Si 38,12) e da ogni peccatore (Si 38,15). E con queste affermazioni e con tutta la sezione 38,1-15, il Siracide mostrava che il medico \u00e8 una parte necessaria nel buon piano creativo voluto da Dio<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><strong>[16]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>Infine, l\u2019ultimo versetto di questa sezione. Qui, nella prima parte, il Vangelo riprende la traduzione greca del testo di Osea: \u00ab misericrdia voglio e non sacrificio<\/em><em> \u00bb<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><strong>[17]<\/strong><\/a>, e ci\u00f2 anche se nell\u2019originale ebraico, al posto di \u201cmisericordia\u201d c\u2019\u00e8 una parola che si pu\u00f2 tradurre con \u201camore\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><strong>[18]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p> <p><em>E, forte di questo messaggio di Osea, Ges\u00f9 pu\u00f2 terminare la sua risposta alla questione posta dai farisei dicendo: \u00ab Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori\u00bb. La relazione di Ges\u00f9 verso i peccatori \u00e8 la misericordia, misericordia verso coloro che hanno fallito nella loro esistenza peccando.<\/em><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p><strong>Dal Vangelo secondo Matteo (9,9-13) <\/strong><\/p> <p>In quel tempo, <sup>9<\/sup> mentre andava via, Ges\u00f9, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli dice: \u00abSeguimi!\u00bb. Ed egli, alzatosi, lo segu\u00ec. <sup>10<\/sup> Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Ges\u00f9 e con i suoi discepoli. <sup>11<\/sup> Vedendo ci\u00f2, i farisei dicevano ai suoi discepoli: \u00abCome mai mangia, il maestro di voi, insieme ai pubblicani e ai peccatori?\u00bb.<\/p> <p><sup>12<\/sup> Udito questo, (Ges\u00f9) disse: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. <sup>13<\/sup> Andate a imparare che cosa vuol dire: \u201cMisericordia io voglio e non sacrifici\u201d. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori\u00bb.<\/p> <p><strong>Parola del Signore<\/strong><\/p> <p><strong>\u00a0<\/strong><\/p> <h5>Preghiera d\u2019apertura<br \/><br \/><\/h5> <p>Tutti noi siamo invitati alla tua mensa, Signore.<\/p> <p>Facciamo nostro l\u2019invito a sederci accanto a te insieme ai tuoi discepoli.<\/p> <p>E che noi possiamo imparare a guardare con misericordia<\/p> <p>e a riconoscere in ognuno di loro un nostro commensale.<\/p> <p>Questa \u00e8 la nostra preghiera.<\/p> <p>S\u00ec, perch\u00e9 siamo tutti discepoli<\/p> <p>che hanno bisogno di sperimentare e vivere la tua parola consolatrice, Ges\u00f9.<\/p> <p>Abbiamo tutti bisogno di nutrirci della misericordia di Dio, tuo e nostro Padre,<\/p> <p>perch\u00e9 \u00e8 da questa fonte che scaturisce la nostra salvezza<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p> <p>\u00a0<\/p> <h5>Preghiera dei fedeli<\/h5> <p><br \/>* Il profeta Osea diceva ai suoi contemporanei: \u00abIl vostro amore \u00e8 come una nube del mattino, come la rugiada che all\u2019alba svanisce\u00bb. Ma, purtroppo, questa affermazione del profeta vale anche per noi oggi. E pensare che, attraverso il profeta, Dio ci dice: \u00abvoglio l\u2019amore e non il sacrificio\u00bb. Senza l\u2019amore, i nostri sacrifici e gesti rituali sono azioni senza spessore. Per questo ti preghiamo, Ges\u00f9: d\u00e0 consistenza e costanza al nostro amore. Infatti Dio, il Padre, ci domanda solo questo: l\u2019amore. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p> <p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p>* Anche Asaf, nel salmo, parla dei suoi contemporanei i quali si accontentano di compiere azioni rituali; e ci\u00f2 invece di impegnarsi nella \u00ablode\u00bb, cio\u00e8 nella contemplazione adorante della volont\u00e0 divina e nell\u2019impegno per metterla in pratica. Che questo salmo possa far nascere in noi l\u2019impegno a mettere in pratica la volont\u00e0 di Dio. E allora, quando pregheremo nel giorno dell\u2019angoscia, Dio ci liberer\u00e0 e ci dar\u00e0 nuova forza. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p> <p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p>* Scrivendo ai Romani, Paolo ricorda come Abramo visse: egli \u00abcredette, sperando contro ogni speranza\u00bb. E questo suo credere nella parola di Dio \u00abgli fu accreditato - da Dio - come giustizia\u00bb. S\u00ec, Dio ha apprezzato la fede di Abramo come impegno per la giustizia. E questo apprezzamento, ci dice Paolo, concerne anche la nostra fede. La nostra preghiera \u00e8 quindi questa: che possiamo - con fedelt\u00e0 e gioia - fare un po\u2019 come Abramo: credere, cio\u00e8 aderire, giorno dopo giorno alla parola del Signore, alla parola che Ges\u00f9 ci ha comunicato. Preghiamo quindi e diciamo:<\/p> <p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p> <p>* Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta - in breve - Matteo. Matteo, quando Ges\u00f9 gli dice \u00abSeguimi!\u00bb, subito lo segu\u00ec. E ci\u00f2 anche se, comportandosi cos\u00ec, dovette - come Ges\u00f9 e gli altri discepoli - subire le critiche dei farisei. Ma seguire Ges\u00f9 \u00e8 bello: egli, come un medico, si prende cura di noi, persone fragili e malate; egli si prende cura di noi e, un po\u2019 come aveva fatto Osea, ci invita a scoprire cos\u2019\u00e8 misericordia, cos\u2019\u00e8 l\u2019amore, l\u2019amore per Dio ma anche per le nostre sorelle e i nostri fratelli. Preghiamo quindi Ges\u00f9 e diciamogli:<\/p> <p><strong>Ascoltaci, Ges\u00f9 nostro fratello!<br \/><br \/><\/strong><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/11-giugno-2023-Svizzera.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; testo (pdf)<\/em><\/a><strong><br \/><\/strong><\/p> <hr \/> <p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf. E. Zenger, <em>Il libro dei Dodici Profeti<\/em>, in E. Zenger (ed.), <em>Introduzione all\u2019Antico Testamento<\/em>, Queriniana, Brescia, 2008, p. 796s.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Per la parola di Dio presentata come un ferro che fa a pezzi e uccide, cf. E. Jacob, <em>Os\u00e9e<\/em>, in E. Jacob \u2013 C.A. Keller \u2013 S. Amsler, <em>Os\u00e9e, Jo\u00ebl, Amos, Abdias, Jonas<\/em>, Labor et fides, Gen\u00e8ve, 1982, p. 52.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Jacob p. 52.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. D. Scaiola, <em>Salmi in cammino<\/em>, Edizioni Messaggero, Padova, 2015, p. 78.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Cf. G. Ravasi, <em>Il libro dei Salmi. Commento e attualizzazione. Salmi 1-50<\/em>, Dehoniane, Bologna, 2015, p. 908.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cos\u00ec scrisse lo storico latino Svetonio nella sua opera <em>Vita di Claudio<\/em> 25,14.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Cf. la voce <em>Foibe \/ Febe<\/em> in <em>Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento<\/em>, a cura di H. Balz e G. Schneides, Paideia, Brescia, 2004, col. 1819s.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Cf. H. W. Heidland, <em>Logizomai<\/em>, in <em>Grande lessico del Nuovo Testamento<\/em>, fondato da G. Kittel, continuato da G. Friedrich, Vol. VI, Paideia, Brescia, 1970, col. 779.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Cos\u00ec G. Barbaglio, <em>Le lettere di Paolo. Traduzione e commento<\/em>, Borla, Roma, 1980, p. 287.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Nel racconto parallelo che si legge in Marco e in Luca, questo personaggio si chiama Levi. Si veda <em>Mc<\/em> 2,13 e Lc 5,27.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Cos\u00ec G. Ravasi nel volume di D. M. Turoldo - G. Ravasi, <em>\u00abNella tua luce vediamo la luce\u00bb. Tempo ordinario, solennit\u00e0 del Signore, feste dei Santi<\/em>, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2004, p. 69.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Cf. F. De Carlo, <em>Vangelo secondo Matteo. Nuova versione, introduzione e commento<\/em>, Paoline, Milano, 2016, p. 315.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Un secondo cenno all\u2019autobiografia dell\u2019evangelista lo si pu\u00f2 intravvedere in Mt 10,3. E\u2019 grazie a questi passi che la tradizione ha potuto vedere in Matteo il redattore del \u201cVangelo di Matteo\u201d. Ed \u00e8 cos\u00ec che, al pi\u00f9 tardi verso l\u2019anno 100, si \u00e8 pouto porre come titolo a questo vangelo la formulazione \u201ceuagg\u00e9lion kat\u00e0 Matthaion\u201d, cio\u00e8 \u201cVangelo secondo Matteo\u201d. Cf. F. De Carlo, <em>Op. cit<\/em>., p. 26.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Cos\u00ec A. Mello, <em>Evangile selon Matthieu. <\/em><em>Commentaire midrashique<\/em> <em>et narratif<\/em>, Cerf, Paris, 1999, p. 174.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Cos\u00ec F. De Carlo, <em>Op. cit<\/em>., p. 316.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Cf. B.M. Zapff, <em>Jesus Sirach 25-51<\/em>, Echter Verlag, Stuttgart, 1980, p. 256.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> La stessa citazione di Osea torner\u00e0 ancora in <em>Mt<\/em> 12,7.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Per la relazione tra il termine greco e l\u2019ebraico, cf. R. Bultmann, <em>Eleos<\/em>, in <em>Grande lessico del Nuovo Testamento<\/em>, fondato da J Kittel, continuato da G. Friedrich, Vol. III, Paideia, Brescia, 1967, col. 403ss.<\/p> <p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Questa preghiera riprende le parole di Papa Francesco del 13 aprile 2016. Cf. FRANCESCO, <em>La sorpresa della Fede. Il Vangelo di Matteo letto dal Papa<\/em>, Castelvecchi, Roma, 2016, p. 98.<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18018","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18018"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18023,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18018\/revisions\/18023"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}