{"id":19706,"date":"2025-12-15T23:21:51","date_gmt":"2025-12-15T22:21:51","guid":{"rendered":"https:\/\/absi.ch\/new\/?p=19706"},"modified":"2025-12-16T00:25:52","modified_gmt":"2025-12-15T23:25:52","slug":"19706","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/2025\/12\/19706\/","title":{"rendered":"Monografia &#8211; No. 43<\/br>Corpo e spirito"},"content":{"rendered":"<div id=\"themify_builder_content-19706\" data-postid=\"19706\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-19706 themify_builder\">\n    \t<!-- module_row -->\n\t<div  class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_1 themify_builder_19706_row module_row_19706-1 tb_buzi140\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_19706_column module_column_0 module_column_19706-1-0 tb_q2cw140\">\n\t    \t    \t        <div class=\"tb-column-inner\">\n\t\t    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_iz97146    \">\n            <div  class=\"tb_text_wrap\">\n    <div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3>Bibbia, teologia e scienze umane<\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>a cura di <br \/><strong>Ernesto Borghi e Muriel A.M. Pusterla<br \/><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Editoriale<\/strong><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h3>Il Corpo: tomba dell&#8217;anima o vero IO dell&#8217;essere umano?<\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>di <strong>Clara di Mezza<br \/><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019antropologia cristiana nella recente riflessione ha messo in pri- mo piano l\u2019esigenza che la corporeita\u0300 venga sperimentata quale valore. L\u2019assunzione della propria corporeita\u0300 appartiene al processo di identificazione dell\u2019essere umano. Cio\u0300 presuppone che ciascuno venga accettato dagli altri nella sua corporeita\u0300, in un\u2019educazione positiva al valore del corpo. L\u2019equilibrio puo\u0300 venir compromesso tanto dal disprezzo e dall\u2019indifferenza verso il corpo, quanto dal culto esagerato di esso. In concreto, influenze stimolanti nel campo della spiritualita\u0300 sono esercitate dal programma di \u201criappropriazione del corpo\u201d emergente proprio nella cultura contemporanea.<\/p>\n<p>Nei secoli, pero\u0300, si e\u0300 assistito alla separazione, a volte persino opposizione, tra corpo e spirito. Infatti, se la riflessione filosofica sulle caratteristiche del corpo in se stesso, a livello biologico e fisico, e\u0300 stata acquisita, la riflessione sui rapporti tra anima e corpo attraversa trasversalmente tutta la storia della filosofia, sostenendo ora la condanna totale del corpo quale tomba o prigione dell\u2019anima, ora la sua esaltazione totale.<\/p>\n<p>Tra i sostenitori della necessita\u0300 di separarsi dal corpo il pensatore piu\u0300 significativo e\u0300 certamente Platone, che nel Fedone indica come l\u2019attivita\u0300 filosofica per eccellenza sia appunto compiere un cammino di distacco dal corpo. Tale attivita\u0300, secondo Platone, darebbe all\u2019anima, principio spirituale della persona umana, tutta l\u2019importanza e l\u2019ampiezza che le spetta. L\u2019anima, infatti, e\u0300 l\u2019elemento peculiare dell\u2019essere umano, per cui deve essere distinta dalla problematica corporale che ne ostacola la sua logica spirituale.<\/p>\n<p>La prospettiva di Platone ha di mira l\u2019immortalita\u0300: e\u0300 l\u2019anima che apre alla condizione divina dell\u2019immortalita\u0300, mentre il corpo blocca e rinchiude l\u2019essere umano nella condizione mortale. La catarsi, come p rificazione che prende le distanze dall\u2019immediato e dal sensibile, e\u0300 chiesta dalla saggezza filosofica: \u00ab&#8230; (il corpo) per questo egli e\u0300 d\u2019impaccio alla filosofia&#8230; per colpa sua non ci vien fatto contemplare la verita\u0300 [&#8230;]. E per tal ragione l\u2019anima del filosofo non ha in fastidio il corpo? E non fugge via da esso, e di rimanere sola e\u0300 bramosa?\u00bb1.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Un passaggio significativo e un punto di vista mai prospettato pri- ma si verifica dopo molti secoli con il filosofo Cartesio, il quale abbandona il concetto di strumentalita\u0300 del corpo, cogliendo anima e corpo come due sostanze diverse e separate. La prima conseguenza e\u0300 quella di aver definito l\u2019indipendenza del corpo rispetto all\u2019anima, e non dell\u2019anima dal corpo come comunemente si credeva. Infatti, parlare di \u201cstrumentalita\u0300 del corpo\u201d significa affermare che esso non puo\u0300 far nulla senza l\u2019anima.<\/p>\n<p>Riconoscere, invece, che corpo e anima sono due sostanze indipendenti implica definire il corpo come una macchina autonoma che cammina da se\u0301: \u00abE anzitutto avverto qui che c\u2019e\u0300 una grande differenza tra l\u2019anima e il corpo, per il fatto che il corpo per sua natura e\u0300 sempre divisibile, l\u2019anima invece totalmente indivisibile; di certo infatti quando considero costei, ovverossia me stesso in quanto sono soltanto una cosa pensante, non posso differenziare in me delle parti, ma comprendo di essere una cosa unica e integra\u00bb2.<\/p>\n<p>Dal punto di vista filosofico, pero\u0300, il dualismo cartesiano fa emergere il problema del rapporto anima\/corpo: come e\u0300 possibile che due so- stanze indipendenti si combinino a formare l\u2019essere umano? E come e\u0300 possibile che l\u2019essere umano, in un certo senso realta\u0300 unica, possa essere il risultato di due realta\u0300 indipendenti? Cartesio, non avendo offerto una soluzione convincente, ha lasciato aperta la questione.<\/p>\n<p>Al capo estremo della catena filosofica occidentale troviamo Nietzsche, secondo il quale il corpo e\u0300 istanza creatrice dell\u2019individuo. Per lui il corpo fa l\u2019\u201cIo\u201d e l\u2019anima non e\u0300 che \u201cparola\u201d per designare qualcosa che e\u0300 nel corpo. Quest\u2019ultimo e\u0300 il vero principio dinamico della vita, mentre l\u2019anima non e\u0300 che un elemento secondario e non necessario per l\u2019esistenza umana: \u00ab\u201cIo\u201d dici tu, e sei orgoglioso di questa parola. Ma la cosa ancora piu\u0300 grande, cui tu non vuoi credere, il tuo corpo e la sua grande ragione: essa non dice \u201cIo\u201d, ma fa \u201cIo\u201d\u00bb3.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Nietzsche intende il corpo umano come realta\u0300 pensante capace di mettersi in relazione; e\u0300 sorgente di tutto cio\u0300 che e\u0300 umano. Il Dio cristiano non e\u0300 altro che un Dio inventato per schiacciare il corpo e interdire le gioie dell\u2019immediato. L\u2019esistenza dell\u2019anima sarebbe cosi\u0300 un\u2019invenzione per far tacere il corpo. Questo primato dato al corpo, piu\u0300 che una guerra aperta al cristianesimo, e\u0300 l\u2019annuncio di una nuova prospettiva culturale, un capovolgimento dei costumi e della sensibilita\u0300. Si passa, cosi\u0300, da un clima culturale rasserenato dalla metafisica ad un orizzonte incerto, tormentato.<\/p>\n<p>Questo comprendersi a partire dal proprio corpo e attraverso di esso apre ad un\u2019ermeneutica che obbliga a pensare in modo nuovo. Infatti comprendere l\u2019essere umano a partire dal corpo e non piu\u0300 dall\u2019anima significa che la filosofia abbandona una rappresentazione metafisica e abbozza un itinerario antropologico. Del resto, con la stessa morte di Dio prospettata da Nietzsche, la salvezza ha perso ogni risvolto ultraterreno per assestarsi nell\u2019oggi e, poiche\u0301 la salvezza non puo\u0300 essere pensata senza una riflessione sul corpo, evidentemente quest\u2019ultimo im- pone una nuova prospettiva. Anche la salute \u2013 una volta salus indicava sia \u201csalute\u201d che \u201csalvezza\u201d \u2013 si assesta sul livello fisico come ricerca del superamento del limite, della soluzione possibile ad ogni male. Si assiste alla tentazione della vita senza la morte che, di per se\u0301, e\u0300 una tentazione antica: quella di diventare come Dio (cfr. Gen 3).<\/p>\n<p>L\u2019uomo di oggi si trova alle prese con la liberta\u0300 di disporre di se\u0301, che e\u0300 esigenza di darsi consistenza e coscienza. In questo senso il corpo e\u0300 il luogo a partire dal quale l\u2019Io puo\u0300 dotarsi di una identificazione e individualizzazione personale: corpo come scrittura di una persona e traccia di un Io che dice l\u2019identita\u0300 della persona. C\u2019e\u0300 un Io che si narra, che scrive la sua realta\u0300, la legge e la interpreta.<\/p>\n<p>Questa nuova grammatica e\u0300 l\u2019inevitabile carta d\u2019identita\u0300 dell\u2019individuo moderno con le sue esagerazioni e incertezze. L\u2019essere umano non e\u0300 un semplice organismo animale cui e\u0300 stata aggiunta una coscienza, bensi\u0300 e\u0300 intelligenza corporea, spirito incarnato: cio\u0300 significa che i dinamismi del corpo umano presentano essi stessi una complessita\u0300 che risponde all\u2019intima unita\u0300 della persona, sia nella percezione del proprio corpo sia nel riconoscimento dell\u2019umano nel corpo degli altri. Affermare che la persona e\u0300 unita\u0300 corporeo-spirituale significa anche sottolineare quella soggettivita\u0300 unitaria e speciale che costituisce l\u2019identita\u0300 personale. E\u0300 proprio il corpo che ci caratterizza come: \u201cessere nel mondo\u201d, in quanto entra in relazione con esso mediante il suo vivere e operare; \u201cessere spaziale\u201d, poiche\u0301 e\u0300 la posizione del proprio corpo a stabilire la sua prospettiva; \u201cessere temporale\u201d, poiche\u0301 e\u0300 soggetto al tempo anche se non ne e\u0300 del tutto determinato; \u201cessere mortale\u201d, poiche\u0301 il corpo e\u0300 fragile e destinato alla morte; \u201cessere sessuato\u201d, per cui nella differenza si coglie un duplice modo di collocarsi nel mondo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 11\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>E\u0300 interessante notare come attualmente abbia assunto notevole importanza la riflessione sul corpo e sul valore della persona umana, con i suoi diritti e la sua dignita\u0300. Eppure molto spesso ci si trova dinanzi a modalita\u0300 di concepire la vita umana, il corpo e la persona, profondamente contrastanti e incoerenti. Ad esempio, pensiamo alla grande attenzione che la societa\u0300 odierna riserva alla cura del corpo, alla salute, alla bellezza e, al contrario, alle continue immagini di corpo mercificato, maltrattato, violato e abusato che quotidianamente passano sotto i nostri occhi. A fronte della complessita\u0300 e della difficolta\u0300 di vivere e interpretare oggi in maniera corretta la dimensione corporea, gli insegnanti e tutti coloro che svolgono un ruolo primario nell\u2019educazione e nella formazione dei giovani hanno il dovere di interrogarsi circa il giusto modo di parlar loro di corpo e corporeita\u0300.<\/p>\n<p>All\u2019interno della riflessione teologica, contro ogni forma di dualismo, si e\u0300 affermato il concetto di unita\u0300 della persona. Anche il Magistero ecclesiastico cattolico, relativo soprattutto ai temi della morale sessuale e della vita fisica, fa ricorso alla formula: \u00abhomo, corpore et anima unus\u00bb (costituzione conciliare Gaudium et Spes, 14). Quindi, dopo un lungo periodo storico in cui il corpo e\u0300 stato considerato in situazione di inferiorita\u0300 nei confronti dello spirito, si e\u0300 fatta avanti un\u2019azione di recupero e di attenzione nei confronti del corpo e della corporeita\u0300. In pratica, l\u2019antropologia cristiana si pone come perno sul quale incentrare la discussione sulla persona umana e sulla sua modalita\u0300 di relazione nei confronti del mondo e di Dio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 12\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>A tal proposito, sempre nel documento conciliare appena citato leggiamo: \u00abUnita\u0300 di anima e di corpo, l\u2019uomo sintetizza in se\u0301, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, cosi\u0300 che questi attraverso lui toccano il loro vertice e prendono voce per lodare la liberta\u0300 del Creatore [&#8230;]. Allora non e\u0300 lecito all\u2019uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi e\u0300 tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perche\u0301 creato da Dio e destinato alla risurrezione nell\u2019ultimo giorno. E tuttavia [&#8230;] l\u2019uomo sperimenta le ribellioni del corpo. Percio\u0300 e\u0300 la dignita\u0300 stessa dell\u2019uomo che postula che egli glorifichi Dio nel proprio corpo (1Cor 6,13-20)\u00bb (GS, 14). In termini teologici, questo breve passo va inteso nel senso che, proprio per meglio rispondere alla volonta\u0300 creatrice di Dio, l\u2019essere umano interviene sulla propria natura biologica, sul proprio corpo, cercando di modellarlo per rispondere al progetto divino della creazione, concretamente ricercato e attuato all\u2019interno della storia.<\/p>\n<p>Concludendo, la dimensione corporea della persona rivela la sua storia. Quando la persona vive la sua storia biologica in prospettiva di fede, il corpo diviene il luogo dove vengono accolti e si rendono visibili gli interventi della grazia divina che costituiscono la storia della salvezza personale. Il dinamismo della storia salvifica immerge la nostra corporeita\u0300 nella luce del Corpo di Cristo, il quale si e\u0300 fatto uomo, e\u0300 morto e risorto, e verra\u0300 di nuovo nella gloria. L\u2019uomo vive e realizza se stesso solo nella concretezza del suo rapporto con il mondo. Gesu\u0300 visse nel mondo, in mezzo ai poveri, ai peccatori, ai malati. Nutrire il corpo, curarlo, era per Cristo una priorita\u0300.<\/p>\n<p>Per coloro che cercano di essere cristiane e cristiani e\u0300 questo, percio\u0300, il modello da imitare. Sull\u2019esempio di Gesu\u0300 Cristo esse\/essi sono chiamate\/i a proteggere e a curare il corpo, in special modo se debole, ferito e malato. E chi e\u0300 di ispirazione culturale diversa potrebbe trovare elementi costruttivi anche per se\u0301 in questa prospettiva esistenziale? Lasciamo la risposta a questo interrogativo alle lettrici e ai lettori delle prossime pagine, che, in termini di seria divulgazione, intendono affrontare i temi \u201ccorpo\u201d e \u201cspirito\u201d da vari punti di vista, cosi\u0300 da suscitare domande, stimoli all\u2019approfondimento, aperture d\u2019orizzonte tra antichita\u0300 e contemporaneita\u0300.<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<ol>\n<li>\n<p>Platone, Il Fedone ovvero Dell\u2019immortalita\u0300 dell\u2019anima, Mondadori, Milano 2008, pp. 125-126.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Cartesio, Meditazioni metafisiche, Bompiani, Milano 2010, pp. 283-285.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>F. Nietzsche, Cosi\u0300 parlo\u0300 Zarathustra, in Opere di Friedrich Nietzsche, Adelphi, Milano 1986, vol. VI, p. 34.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\"><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Monografia-43_ESTRATTO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; estratto Monografia no. 43 (pdf)<\/em><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; <\/em><em>elenco <\/em><em>delle <\/em><em>pubblicazioni<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-19707\" src=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"898\" srcset=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png 632w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29-211x300.png 211w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29-200x284.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/><\/a><\/p>\n<h3>Ordina libro<\/h3>\n<p>Richiedi informazioni o ordina il libro compilando questo formulario<\/p>\n\n<div class=\"wpcf7 no-js\" id=\"wpcf7-f14504-o1\" lang=\"it-IT\" dir=\"ltr\" data-wpcf7-id=\"14504\">\n<div class=\"screen-reader-response\"><p role=\"status\" 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Pusterla \u00a0 Editoriale Il Corpo: tomba dell&#8217;anima o vero IO dell&#8217;essere umano? di Clara di Mezza \u00a0 L\u2019antropologia cristiana nella recente riflessione ha messo in pri- mo piano l\u2019esigenza che la corporeita\u0300 venga sperimentata quale valore. L\u2019assunzione della propria corporeita\u0300 appartiene [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19707,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[176,170],"tags":[174],"class_list":["post-19706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-monografie","category-pubblicazioni","tag-monografie","has-post-title","no-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"builder_content":"<h3>Bibbia, teologia e scienze umane<\/h3>\n<p>\u00a0<\/p> <p>a cura di <br \/><strong>Ernesto Borghi e Muriel A.M. Pusterla<br \/><\/strong><\/p> <p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Editoriale<\/strong><\/p>\n<h3>Il Corpo: tomba dell'anima o vero IO dell'essere umano?<\/h3>\n<p>di <strong>Clara di Mezza<br \/><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019antropologia cristiana nella recente riflessione ha messo in pri- mo piano l\u2019esigenza che la corporeita\u0300 venga sperimentata quale valore. L\u2019assunzione della propria corporeita\u0300 appartiene al processo di identificazione dell\u2019essere umano. Cio\u0300 presuppone che ciascuno venga accettato dagli altri nella sua corporeita\u0300, in un\u2019educazione positiva al valore del corpo. L\u2019equilibrio puo\u0300 venir compromesso tanto dal disprezzo e dall\u2019indifferenza verso il corpo, quanto dal culto esagerato di esso. In concreto, influenze stimolanti nel campo della spiritualita\u0300 sono esercitate dal programma di \u201criappropriazione del corpo\u201d emergente proprio nella cultura contemporanea.<\/p> <p>Nei secoli, pero\u0300, si e\u0300 assistito alla separazione, a volte persino opposizione, tra corpo e spirito. Infatti, se la riflessione filosofica sulle caratteristiche del corpo in se stesso, a livello biologico e fisico, e\u0300 stata acquisita, la riflessione sui rapporti tra anima e corpo attraversa trasversalmente tutta la storia della filosofia, sostenendo ora la condanna totale del corpo quale tomba o prigione dell\u2019anima, ora la sua esaltazione totale.<\/p> <p>Tra i sostenitori della necessita\u0300 di separarsi dal corpo il pensatore piu\u0300 significativo e\u0300 certamente Platone, che nel Fedone indica come l\u2019attivita\u0300 filosofica per eccellenza sia appunto compiere un cammino di distacco dal corpo. Tale attivita\u0300, secondo Platone, darebbe all\u2019anima, principio spirituale della persona umana, tutta l\u2019importanza e l\u2019ampiezza che le spetta. L\u2019anima, infatti, e\u0300 l\u2019elemento peculiare dell\u2019essere umano, per cui deve essere distinta dalla problematica corporale che ne ostacola la sua logica spirituale.<\/p> <p>La prospettiva di Platone ha di mira l\u2019immortalita\u0300: e\u0300 l\u2019anima che apre alla condizione divina dell\u2019immortalita\u0300, mentre il corpo blocca e rinchiude l\u2019essere umano nella condizione mortale. La catarsi, come p rificazione che prende le distanze dall\u2019immediato e dal sensibile, e\u0300 chiesta dalla saggezza filosofica: \u00ab... (il corpo) per questo egli e\u0300 d\u2019impaccio alla filosofia... per colpa sua non ci vien fatto contemplare la verita\u0300 [...]. E per tal ragione l\u2019anima del filosofo non ha in fastidio il corpo? E non fugge via da esso, e di rimanere sola e\u0300 bramosa?\u00bb1.<\/p>\n<p>Un passaggio significativo e un punto di vista mai prospettato pri- ma si verifica dopo molti secoli con il filosofo Cartesio, il quale abbandona il concetto di strumentalita\u0300 del corpo, cogliendo anima e corpo come due sostanze diverse e separate. La prima conseguenza e\u0300 quella di aver definito l\u2019indipendenza del corpo rispetto all\u2019anima, e non dell\u2019anima dal corpo come comunemente si credeva. Infatti, parlare di \u201cstrumentalita\u0300 del corpo\u201d significa affermare che esso non puo\u0300 far nulla senza l\u2019anima.<\/p> <p>Riconoscere, invece, che corpo e anima sono due sostanze indipendenti implica definire il corpo come una macchina autonoma che cammina da se\u0301: \u00abE anzitutto avverto qui che c\u2019e\u0300 una grande differenza tra l\u2019anima e il corpo, per il fatto che il corpo per sua natura e\u0300 sempre divisibile, l\u2019anima invece totalmente indivisibile; di certo infatti quando considero costei, ovverossia me stesso in quanto sono soltanto una cosa pensante, non posso differenziare in me delle parti, ma comprendo di essere una cosa unica e integra\u00bb2.<\/p> <p>Dal punto di vista filosofico, pero\u0300, il dualismo cartesiano fa emergere il problema del rapporto anima\/corpo: come e\u0300 possibile che due so- stanze indipendenti si combinino a formare l\u2019essere umano? E come e\u0300 possibile che l\u2019essere umano, in un certo senso realta\u0300 unica, possa essere il risultato di due realta\u0300 indipendenti? Cartesio, non avendo offerto una soluzione convincente, ha lasciato aperta la questione.<\/p> <p>Al capo estremo della catena filosofica occidentale troviamo Nietzsche, secondo il quale il corpo e\u0300 istanza creatrice dell\u2019individuo. Per lui il corpo fa l\u2019\u201cIo\u201d e l\u2019anima non e\u0300 che \u201cparola\u201d per designare qualcosa che e\u0300 nel corpo. Quest\u2019ultimo e\u0300 il vero principio dinamico della vita, mentre l\u2019anima non e\u0300 che un elemento secondario e non necessario per l\u2019esistenza umana: \u00ab\u201cIo\u201d dici tu, e sei orgoglioso di questa parola. Ma la cosa ancora piu\u0300 grande, cui tu non vuoi credere, il tuo corpo e la sua grande ragione: essa non dice \u201cIo\u201d, ma fa \u201cIo\u201d\u00bb3.<\/p>\n<p>Nietzsche intende il corpo umano come realta\u0300 pensante capace di mettersi in relazione; e\u0300 sorgente di tutto cio\u0300 che e\u0300 umano. Il Dio cristiano non e\u0300 altro che un Dio inventato per schiacciare il corpo e interdire le gioie dell\u2019immediato. L\u2019esistenza dell\u2019anima sarebbe cosi\u0300 un\u2019invenzione per far tacere il corpo. Questo primato dato al corpo, piu\u0300 che una guerra aperta al cristianesimo, e\u0300 l\u2019annuncio di una nuova prospettiva culturale, un capovolgimento dei costumi e della sensibilita\u0300. Si passa, cosi\u0300, da un clima culturale rasserenato dalla metafisica ad un orizzonte incerto, tormentato.<\/p> <p>Questo comprendersi a partire dal proprio corpo e attraverso di esso apre ad un\u2019ermeneutica che obbliga a pensare in modo nuovo. Infatti comprendere l\u2019essere umano a partire dal corpo e non piu\u0300 dall\u2019anima significa che la filosofia abbandona una rappresentazione metafisica e abbozza un itinerario antropologico. Del resto, con la stessa morte di Dio prospettata da Nietzsche, la salvezza ha perso ogni risvolto ultraterreno per assestarsi nell\u2019oggi e, poiche\u0301 la salvezza non puo\u0300 essere pensata senza una riflessione sul corpo, evidentemente quest\u2019ultimo im- pone una nuova prospettiva. Anche la salute \u2013 una volta salus indicava sia \u201csalute\u201d che \u201csalvezza\u201d \u2013 si assesta sul livello fisico come ricerca del superamento del limite, della soluzione possibile ad ogni male. Si assiste alla tentazione della vita senza la morte che, di per se\u0301, e\u0300 una tentazione antica: quella di diventare come Dio (cfr. Gen 3).<\/p> <p>L\u2019uomo di oggi si trova alle prese con la liberta\u0300 di disporre di se\u0301, che e\u0300 esigenza di darsi consistenza e coscienza. In questo senso il corpo e\u0300 il luogo a partire dal quale l\u2019Io puo\u0300 dotarsi di una identificazione e individualizzazione personale: corpo come scrittura di una persona e traccia di un Io che dice l\u2019identita\u0300 della persona. C\u2019e\u0300 un Io che si narra, che scrive la sua realta\u0300, la legge e la interpreta.<\/p> <p>Questa nuova grammatica e\u0300 l\u2019inevitabile carta d\u2019identita\u0300 dell\u2019individuo moderno con le sue esagerazioni e incertezze. L\u2019essere umano non e\u0300 un semplice organismo animale cui e\u0300 stata aggiunta una coscienza, bensi\u0300 e\u0300 intelligenza corporea, spirito incarnato: cio\u0300 significa che i dinamismi del corpo umano presentano essi stessi una complessita\u0300 che risponde all\u2019intima unita\u0300 della persona, sia nella percezione del proprio corpo sia nel riconoscimento dell\u2019umano nel corpo degli altri. Affermare che la persona e\u0300 unita\u0300 corporeo-spirituale significa anche sottolineare quella soggettivita\u0300 unitaria e speciale che costituisce l\u2019identita\u0300 personale. E\u0300 proprio il corpo che ci caratterizza come: \u201cessere nel mondo\u201d, in quanto entra in relazione con esso mediante il suo vivere e operare; \u201cessere spaziale\u201d, poiche\u0301 e\u0300 la posizione del proprio corpo a stabilire la sua prospettiva; \u201cessere temporale\u201d, poiche\u0301 e\u0300 soggetto al tempo anche se non ne e\u0300 del tutto determinato; \u201cessere mortale\u201d, poiche\u0301 il corpo e\u0300 fragile e destinato alla morte; \u201cessere sessuato\u201d, per cui nella differenza si coglie un duplice modo di collocarsi nel mondo.<\/p>\n<p>E\u0300 interessante notare come attualmente abbia assunto notevole importanza la riflessione sul corpo e sul valore della persona umana, con i suoi diritti e la sua dignita\u0300. Eppure molto spesso ci si trova dinanzi a modalita\u0300 di concepire la vita umana, il corpo e la persona, profondamente contrastanti e incoerenti. Ad esempio, pensiamo alla grande attenzione che la societa\u0300 odierna riserva alla cura del corpo, alla salute, alla bellezza e, al contrario, alle continue immagini di corpo mercificato, maltrattato, violato e abusato che quotidianamente passano sotto i nostri occhi. A fronte della complessita\u0300 e della difficolta\u0300 di vivere e interpretare oggi in maniera corretta la dimensione corporea, gli insegnanti e tutti coloro che svolgono un ruolo primario nell\u2019educazione e nella formazione dei giovani hanno il dovere di interrogarsi circa il giusto modo di parlar loro di corpo e corporeita\u0300.<\/p> <p>All\u2019interno della riflessione teologica, contro ogni forma di dualismo, si e\u0300 affermato il concetto di unita\u0300 della persona. Anche il Magistero ecclesiastico cattolico, relativo soprattutto ai temi della morale sessuale e della vita fisica, fa ricorso alla formula: \u00abhomo, corpore et anima unus\u00bb (costituzione conciliare Gaudium et Spes, 14). Quindi, dopo un lungo periodo storico in cui il corpo e\u0300 stato considerato in situazione di inferiorita\u0300 nei confronti dello spirito, si e\u0300 fatta avanti un\u2019azione di recupero e di attenzione nei confronti del corpo e della corporeita\u0300. In pratica, l\u2019antropologia cristiana si pone come perno sul quale incentrare la discussione sulla persona umana e sulla sua modalita\u0300 di relazione nei confronti del mondo e di Dio.<\/p>\n<p>A tal proposito, sempre nel documento conciliare appena citato leggiamo: \u00abUnita\u0300 di anima e di corpo, l\u2019uomo sintetizza in se\u0301, per la sua stessa condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, cosi\u0300 che questi attraverso lui toccano il loro vertice e prendono voce per lodare la liberta\u0300 del Creatore [...]. Allora non e\u0300 lecito all\u2019uomo disprezzare la vita corporale; egli anzi e\u0300 tenuto a considerare buono e degno di onore il proprio corpo, appunto perche\u0301 creato da Dio e destinato alla risurrezione nell\u2019ultimo giorno. E tuttavia [...] l\u2019uomo sperimenta le ribellioni del corpo. Percio\u0300 e\u0300 la dignita\u0300 stessa dell\u2019uomo che postula che egli glorifichi Dio nel proprio corpo (1Cor 6,13-20)\u00bb (GS, 14). In termini teologici, questo breve passo va inteso nel senso che, proprio per meglio rispondere alla volonta\u0300 creatrice di Dio, l\u2019essere umano interviene sulla propria natura biologica, sul proprio corpo, cercando di modellarlo per rispondere al progetto divino della creazione, concretamente ricercato e attuato all\u2019interno della storia.<\/p> <p>Concludendo, la dimensione corporea della persona rivela la sua storia. Quando la persona vive la sua storia biologica in prospettiva di fede, il corpo diviene il luogo dove vengono accolti e si rendono visibili gli interventi della grazia divina che costituiscono la storia della salvezza personale. Il dinamismo della storia salvifica immerge la nostra corporeita\u0300 nella luce del Corpo di Cristo, il quale si e\u0300 fatto uomo, e\u0300 morto e risorto, e verra\u0300 di nuovo nella gloria. L\u2019uomo vive e realizza se stesso solo nella concretezza del suo rapporto con il mondo. Gesu\u0300 visse nel mondo, in mezzo ai poveri, ai peccatori, ai malati. Nutrire il corpo, curarlo, era per Cristo una priorita\u0300.<\/p> <p>Per coloro che cercano di essere cristiane e cristiani e\u0300 questo, percio\u0300, il modello da imitare. Sull\u2019esempio di Gesu\u0300 Cristo esse\/essi sono chiamate\/i a proteggere e a curare il corpo, in special modo se debole, ferito e malato. E chi e\u0300 di ispirazione culturale diversa potrebbe trovare elementi costruttivi anche per se\u0301 in questa prospettiva esistenziale? Lasciamo la risposta a questo interrogativo alle lettrici e ai lettori delle prossime pagine, che, in termini di seria divulgazione, intendono affrontare i temi \u201ccorpo\u201d e \u201cspirito\u201d da vari punti di vista, cosi\u0300 da suscitare domande, stimoli all\u2019approfondimento, aperture d\u2019orizzonte tra antichita\u0300 e contemporaneita\u0300.<br \/>------------<\/p>\n<ol> <li> <p>Platone, Il Fedone ovvero Dell\u2019immortalita\u0300 dell\u2019anima, Mondadori, Milano 2008, pp. 125-126.<\/p> <\/li> <li> <p>Cartesio, Meditazioni metafisiche, Bompiani, Milano 2010, pp. 283-285.<\/p> <\/li> <li>\n<p>F. Nietzsche, Cosi\u0300 parlo\u0300 Zarathustra, in Opere di Friedrich Nietzsche, Adelphi, Milano 1986, vol. VI, p. 34.<\/p>\n<\/li> <\/ol> <p>\u00a0<\/p>\n<a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Monografia-43_ESTRATTO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; estratto Monografia no. 43 (pdf)<\/em><\/a>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; <\/em><em>elenco <\/em><em>delle <\/em><em>pubblicazioni<\/em><\/a><\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"898\" srcset=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29.png 632w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29-211x300.png 211w, https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2025-12-15-alle-23.20.29-200x284.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 632px) 100vw, 632px\" \/><\/a><\/p> <h3>Ordina libro<\/h3> <p>Richiedi informazioni o ordina il libro compilando questo formulario<\/p> <p>[contact-form-7 id=\"14504\" title=\"Ordina Pubblicazione\"]<\/p> <p>\u00a0<\/p>\n\u00a0\n<p>\u00a0<\/p>\n\u00a0\n<p>\u00a0<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19706"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19716,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19706\/revisions\/19716"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}