{"id":20299,"date":"2026-06-05T15:56:03","date_gmt":"2026-06-05T13:56:03","guid":{"rendered":"https:\/\/absi.ch\/new\/2026\/06\/monografia-no-18-seconda-edizione-leggere-bibbia-e-corano-per-vivere-insieme-copy\/"},"modified":"2026-06-05T17:02:38","modified_gmt":"2026-06-05T15:02:38","slug":"monografia-no-45-colpa-pena-e-riconciliazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/absi.ch\/new\/2026\/06\/monografia-no-45-colpa-pena-e-riconciliazione\/","title":{"rendered":"Monografia \u2013 No. 45 <br>Colpa, pena e riconciliazione"},"content":{"rendered":"<div id=\"themify_builder_content-20299\" data-postid=\"20299\" class=\"themify_builder_content themify_builder_content-20299 themify_builder\">\n    \t<!-- module_row -->\n\t<div  class=\"themify_builder_row module_row clearfix module_row_1 themify_builder_20299_row module_row_20299-1 tb_64dg011\">\n\t    \t    <div class=\"row_inner col_align_top\" >\n\t\t\t<div  class=\"module_column tb-column col-full first tb_20299_column module_column_0 module_column_20299-1-0 tb_t360100\">\n\t    \t    \t        <div class=\"tb-column-inner\">\n\t\t    <!-- module text -->\n<div  class=\"module module-text tb_zpmg977    \">\n            <div  class=\"tb_text_wrap\">\n    <h3>Colpa, pena e riconciliazione<\/h3>\n<p><strong>Riflessioni e interpretazioni<br \/>dalla Bibbia alla realt\u00e0 del carcere<\/strong><\/p>\n<p>a cura di<br \/><strong>Ernesto Borghi e Muriel A.M. Pusterla<\/strong><\/p>\n<p>contributi di<br \/><strong>Alessandro Cozzi, Ignazio De Francesco, Maria Novella Gorreri, Gianluca Guida, Carmine Matarazzo, Maya Piovano, Patrizio Rota Scalabrini, Antonio Spagnoli, Chiara Uglietti<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Editoriale<\/strong><\/p>\n<h3>Al di l\u00e0 di ogni disumanit\u00e0<\/h3>\n<p>Chi nella vita non ha mai fatto del male? Chi nella sua quotidianit\u00e0 non ha mai danneggiato qualcuno? La risposta a queste due domande \u00e8 semplice: nessuno. Certo: la gravit\u00e0 delle azioni umane e delle loro conseguenze pu\u00f2 essere di entit\u00e0 estremamente varia. Alla medie delle persone che non hanno avuto vissuti iniziali particolarmente deprivati o che non incorrono in situazioni particolarmente negative, capita assai difficilmente di togliere la vita a qualcuno o di compiere atti terribilmente rovinosi verso i beni di altri o verso l\u2019ambiente naturale. D\u2019altra parte \u00e8 altrettanto vero che, quando agli altri non si d\u00e0 alcuna importanza o comunque si \u00e8 sempre persuasi di essere superiori a loro o pi\u00f9 importanti di loro, compiere del male nei loro confronti appare scarsamente o per nulla rilevante.<\/p>\n<p>Nella rivelazione biblica le dimensioni esistenziali della colpa, della pena conseguente e di una possibile riconciliazione sono considerate e presentate in secondo accenti e intensit\u00e0 anche molto diversificate. Il male praticabile da parte di un essere umano \u00e8 configurabile anzitutto come tutte le occasioni in cui egli perde di vista la sua natura di creatura e pensa di poter essere molto di pi\u00f9 sino a certi deliri di onnipotenza che gli fanno credere di poter essere all\u2019altezza del creatore. In queste circostanze le colpe commesse possono essere di notevole entit\u00e0 e la punizione che ne deriva appare prima amcora che una scelta divina, un\u2019opzione distruttiva dell\u2019essere umano stesso.<\/p>\n<p>E parlare nella Bibbia di riconciliazione non significa immaginare una logica di compromesso in cui colpevole e vittima si possano trovare, per cos\u00ec dire, a met\u00e0 strada e superare il negativo verificatosi. Un cambiamento del proprio essere \u00e8 la condizione previa alla possibilit\u00e0 che chi ha offeso ritorni a relazioni significativamente umane con chi ha subito l\u2019offesa. E tutto quanto \u00e8 riconducibile alla parola \u201cperdono\u201d rientra nelle dimensioni relazionali sin qui evocate con tutta la complessit\u00e0 e la libert\u00e0 di considerazione e valutazione che porta con s\u00e9 il chiedere, il dare, insomma il vivere il perdono<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel quadro del primo anno del progetto culturale 2025-2027 \u201cIdentit\u00e0 ed inclusione\u201d ABSI ha ritenuto pi\u00f9 che opportuno dedicare spazio cospicuo alla riflessione sui temi sin qui indicati, attraverso non soltanto una doverosa trattazione delle implicazioni bibliche, teologiche ed antropologiche di pena, colpa e riconciliazione, ma anche concentrando molte energie nella considerazione di un ambiente in cui queste dimensioni esistenziali sono particolarmente importanti: il carcere. Come? Dando spazio espressivo a chi vive in questi ambienti come detenuto e come operatrice\/operatore a livello dirigenziale, formativo e sociale.<\/p>\n<p>A quale scopo? Anzitutto contribuire a far comprendere che escludere qualcuno dalla convivenza civile (ovviamente non nel senso disumano della logica del \u201cchiudiamoli dentro e gettiamo via la chiave\u201d) ha senso soltanto ad una condizione: se si creano le condizioni perch\u00e9 al termine di tale esclusione chi l\u2019ha subita possa essere pronto a rientrare nella societ\u00e0 esterna al carcere senza motivi effettivi per essere condannato pi\u00f9 o meno rapidamente a ritornare a quella esclusione<sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p>Da un capo all\u2019altro del mondo le condizioni dei detenuti nelle carceri sono state e sono spessissimo disumane. E coloro che lavorano in questi ambienti \u2013 penso a chi compone la polizia penitenziaria, a chi dirige gli istituti di pena e a chi ha altre funzioni educative e materiali \u2013 opera in contesti con modestissime risorse materiali e in un clima assai difficile. La complessit\u00e0 di tutto ci\u00f2 non \u00e8 consapevolezza diffusa e l\u2019indifferenza appare troppo spesso la situazione normale da parte di coloro che sono \u201cliberi\u201d dalla reclusione carceraria, ,a troppo spesso \u201creclusi\u201d in un pregiudizio preciso: \u201cse \u00e8 in galera, qualcosa di male avr\u00e0 fatto senz\u2019altro\u201d).<\/p>\n<p>Le pagine di questo numero di \u201cParola&amp;parole &#8211; monografie\u201d sono complessivamente prive, mi pare, di qualsiasi forma di buonismo, che nuoce anzitutto a coloro che sono detenuti. Chi ha realmente fatto del male a qualcuno, deve essere messo nella condizione di non nuocere ulteriormente. D\u2019altra parte sono estremamente rilevanti le ragioni sociali, culturali, economiche, per le quali occorre puntare a fare di tutto perch\u00e9 chi \u00e8 sottoposto alla restrizione della propria libert\u00e0 non debba trovare in questo periodo della sua vita motivi per continuare a fare del male<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p>Se i vari, intensi contributi contenuti in questo volumetto aiuteranno lettrici e lettori a riflettere seriamente attorno a questi temi, guardano al mondo del carcere con uno sguardo pi\u00f9 realmente umano, forse sar\u00f2 davvero meglio per tutti. Lo dico a partire anche da alcune esperienze formative a contatto con vari detenuti, dal 2021 ad oggi, che mi spingono a dire che occorre parlare e far parlare della realt\u00e4 \u201ccarcere\u201d in ogni occasione possibile, perch\u00e9 anche in questo contesto difficile e complesso, ogni disumanit\u00e0 \u00e8 inaccettabile, chiunque la viva, e a nessuno u\u0308 necessariasmente impossibile non poter cambiare vita per il bene suo e altrui\u2026<\/p>\n<p><strong>Ernesto Borghi<\/strong><sup>4<\/sup><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<ol style=\"font-size: 0.92em; line-height: 1.55; color: #555; padding-left: 22px;\">\n<li>Una delle esperienze di perdono pi\u00f9 recenti arrivata all\u2019onore delle cronache \u00e8 quella di Davide Simone Cavallo, un giovane universitario di 22 anni, che il 22 ottobre 2025 a Milano \u00e8 stato aggredito da un gruppo di cinque ragazzi che gli volevano rubare 50 euro e poi accoltellato riportando lesioni gravi che gli avrebbero potuto compromettere l\u2019uso delle gambe, condizione da cui egli sta uscendo con grande fatica. Aver abbracciato i suoi assalitori durante il processo e aver perdonato quanto gli hanno fatto (cfr. la lettera scritta da lui &#8211; https:\/\/www.icnavebrescia.edu.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/lettera.pdf) dimostrano quello che un essere umano \u00e8 capace di fare al di l\u00e0 del male subito, sempre nella considerazione che anche tali scelte di apertura interiore possano essere compiute solo e soltanto a partire dalla volont\u00e0 libera e responsabile delle vittime.<\/li>\n<li>E nessuno pu\u00f2 dimenticarsi, al di fuori di qualsiasi forma di buonismo, quanto la cosiddetta \u201cgiustizia umana\u201d possa essere tutt\u2019altro che giustizia. Tra i moltissimi casi verificatisi da un capo all\u2019altro del Pianeta di persone processate e incarcerate da innocenti, ricordo, per quanto concerne l\u2019Italia, il caso del presentatore televisivo Enzo Tortora e le pi\u00f9 recenti vicende del pastore sardo Beniamino Zuncheddu (33 anni di prigione per un errore giudiziario) e del giovane libico Alaa Faraj (dieci anni di carcere per essere stato ingiustamente processato come scafista).<\/li>\n<li>Michele Ravetta, frate cappuccino, dal 2010 cappellano delle strutture carcerarie del Canton Ticino, si esprime cos\u00ec: \u00abCi sono detenuti pi\u00f9 liberi interiormente che non chi vive al di l\u00e0 del muro di cinta del Penitenziario. Uomini e donne con una tale forza dentro di s\u00e9 che riescono ancora a far leva sulla propria intelligenza, spiritualit\u00e0 e religiosit\u00e0 cos\u00ec da rimettersi in piedi, fasciarsi le ferite e riprendere il cammino. A fare da maestra in ambito carcerario deve per\u00f2 essere l\u2019umilt\u00e0: solo toccando la terra (sporcarsi con essa) si potr\u00e0 spiccare il volo. Va detto che i presbiteri impegnati nella pastorale carceraria non sono dei supereroi, ma abbiamo la consapevolezza che noi siamo i parroci del carcere, quella \u00e8 la comunit\u00e0 che la Diocesi ci ha affidato e noi dobbiamo essere grati perch\u00e9 si tratta di un privilegio, infatti di parroci attivi nelle parrocchie ce ne sono molti in un territorio diocesano, il cappellano cattolico del carcere, per esempio, a Lugano, \u00e8 uno solo (ndr: un pastore evangelico, da qualche anno Daniele Campoli, si occupa dei detenuti di religione protestante). Le analogie sono presto dette: siamo confrontati con persone che camminano in salita nella vita, sbagliano, chiedono perdono e misericordia, vivono la dimensione della fede non come qualcosa che \u201cserve-utile a\u2026\u201d ma che vive in loro e li fortifica\u00bb.<\/li>\n<li>Nato a Milano nel 1964, sposato e padre di due figli, e\u0300 laureato in lettere classiche (Universita\u0300 degli Studi di Milano &#8211; 1988), licenziato in scienze religiose (Universita\u0300 di Fribourg &#8211; 1993), dottore in teologia (Universita\u0300 di Fribourg &#8211; 1996), baccelliere in Sacra Scrittura (Pontificia Commissione Biblica &#8211; 2012). E\u0300 biblista professionista a livello universitario dal 1992. Insegna attualmente Introduzione alla Sacra Scrittura presso l\u2019ISSR \u201cRomano Guardini\u201d di Trento e Sacra Scrittura presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale (Sez. San Tommaso d\u2019Aquino) di Napoli e l\u2019ISSR\/FTTR di Padova. Dal 2003 presiede l\u2019Associazione Biblica della Svizzera Italiana e coordina la formazione biblica nella Diocesi di Lugano. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti: Verso la verit\u00e0 della Chiesa. Leggere gli Atti degli Apostoli oggi, ETS, Milano 2024; (a cura di), <em>Per amore. Anzitutto per amore<\/em>, Cittadella, Assisi (PG) 2025; (a cura di), <em>Paolo di Tarso uomo di tre culture<\/em>, Il Segno dei Gabrielli, San Pietro in Cariano (VR) 2025; <em>Il Discorso della montagna. Giustizia e libert\u00e0<\/em>, Claudiana, Torino 2026.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h4>SULLA GIUSTIZIA RIPARATIVA<\/h4>\n<div style=\"font-size: 0.95em; line-height: 1.6; color: #555; border-left: 3px solid #8f281c; padding-left: 18px; margin: 20px 0;\">\n<p>Nel corso delle prossime pagine ricorrer\u00e0 ripetutamente la locuzione giustizia riparativa. Essa include ogni processo che consente alle persone che subiscono pregiudizio a seguito di un reato e a quelle responsabili di tale pregiudizio, se vi acconsentono liberamente, di partecipare attivamente alla risoluzione delle questioni derivanti dall\u2019illecito, attraverso l\u2019aiuto di un soggetto terzo formato e imparziale (da qui in avanti \u201cfacilitatore\u201d).<\/p>\n<p>La giustizia riparativa prende sovente la forma di un dialogo (diretto o indiretto) tra la vittima e l\u2019autore dell\u2019illecito, e pu\u00f2 anche includere, eventualmente, altre persone direttamente o indirettamente toccate da un reato. Ci\u00f2 pu\u00f2 comprendere persone che sostengono le vittime o gli autori dell\u2019illecito, operatori interessati e membri o rappresentanti delle comunit\u00e0 colpite. Di qui in avanti, i partecipanti a percorsi di giustizia riparativa saranno indicati, ai fini di questa raccomandazione, con la locuzione \u201cle parti\u201d.<\/p>\n<p>I programmi di giustizia riparativa tendono a promuovere il riconoscimento della vittima del reato, la responsabilizzazione della persona indicata come autore dell\u2019offesa e la ricostituzione dei legami con la comunit\u00e0. A differenza della sanzione detentiva che alimenta la segregazione dalla societ\u00e0 e lo stigma sociale, la giustizia riparativa, in quanto giustizia dialogica e relazionale, \u00e8 funzionale al riavvicinamento delle parti (giustizia inclusiva vs segregante). Per il testo di questo box ringraziamo Elena Mattevi e Antonia Menghini, giuriste dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, relatrici, nell\u2019aprile 2026, di uno dei moduli del corso ABSI online \u201cIdentit\u00e0 ed inclusione\u201d (I anno).<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; estratto Monografia no. 45 (pdf)<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; elenco delle pubblicazioni<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto_Pagina_01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br \/><img decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto_Pagina_01.jpg\" alt=\"Monografia 45 - Colpa, pena e riconciliazione\" width=\"600\" \/><br \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Ordina libro<\/h3>\n<p>Richiedi informazioni o ordina il libro compilando questo formulario<\/p>\n\n<div class=\"wpcf7 no-js\" id=\"wpcf7-f14504-o1\" lang=\"it-IT\" dir=\"ltr\" data-wpcf7-id=\"14504\">\n<div class=\"screen-reader-response\"><p role=\"status\" aria-live=\"polite\" aria-atomic=\"true\"> <ul><\/ul><\/div>\n<form action=\"\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20299#wpcf7-f14504-o1\" method=\"post\" class=\"wpcf7-form init\" aria-label=\"Modulo di contatto\" novalidate=\"novalidate\" data-status=\"init\">\n<fieldset class=\"hidden-fields-container\"><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7\" value=\"14504\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_version\" value=\"6.1.6\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_locale\" value=\"it_IT\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_unit_tag\" value=\"wpcf7-f14504-o1\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_container_post\" value=\"0\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_posted_data_hash\" value=\"\" \/><input type=\"hidden\" name=\"_wpcf7_recaptcha_response\" value=\"\" \/>\n<\/fieldset>\n<p><label> Nome e Cognome<br \/>\n<span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"your-name\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text wpcf7-validates-as-required\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" value=\"\" type=\"text\" name=\"your-name\" \/><\/span> <\/label>\n<\/p>\n<p><label> E-mail<br \/>\n<span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"your-email\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-email wpcf7-validates-as-required wpcf7-text wpcf7-validates-as-email\" aria-required=\"true\" aria-invalid=\"false\" value=\"\" type=\"email\" name=\"your-email\" \/><\/span> <\/label>\n<\/p>\n<p><label> Indirizzo di spedizione<br \/>\n<span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"your-subject\"><input size=\"40\" maxlength=\"400\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-text\" aria-invalid=\"false\" value=\"\" type=\"text\" name=\"your-subject\" \/><\/span> <\/label>\n<\/p>\n<p><label> Pubblicazioni richieste e messaggio<br \/>\n<span class=\"wpcf7-form-control-wrap\" data-name=\"your-message\"><textarea cols=\"40\" rows=\"10\" maxlength=\"2000\" class=\"wpcf7-form-control wpcf7-textarea\" aria-invalid=\"false\" name=\"your-message\"><\/textarea><\/span> <\/label>\n<\/p>\n<p><input class=\"wpcf7-form-control wpcf7-submit has-spinner\" type=\"submit\" value=\"Invia\" \/>\n<\/p><div class=\"wpcf7-response-output\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n\n<p>\u00a0<\/p>    <\/div>\n<\/div>\n<!-- \/module text -->\n\t        <\/div>\n\t    \t<\/div>\n\t\t    <\/div>\n\t    <!-- \/row_inner -->\n\t<\/div>\n\t<!-- \/module_row -->\n\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colpa, pena e riconciliazione Riflessioni e interpretazionidalla Bibbia alla realt\u00e0 del carcere a cura diErnesto Borghi e Muriel A.M. 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D\u2019altra parte \u00e8 altrettanto vero che, quando agli altri non si d\u00e0 alcuna importanza o comunque si \u00e8 sempre persuasi di essere superiori a loro o pi\u00f9 importanti di loro, compiere del male nei loro confronti appare scarsamente o per nulla rilevante.<\/p> <p>Nella rivelazione biblica le dimensioni esistenziali della colpa, della pena conseguente e di una possibile riconciliazione sono considerate e presentate in secondo accenti e intensit\u00e0 anche molto diversificate. Il male praticabile da parte di un essere umano \u00e8 configurabile anzitutto come tutte le occasioni in cui egli perde di vista la sua natura di creatura e pensa di poter essere molto di pi\u00f9 sino a certi deliri di onnipotenza che gli fanno credere di poter essere all\u2019altezza del creatore. In queste circostanze le colpe commesse possono essere di notevole entit\u00e0 e la punizione che ne deriva appare prima amcora che una scelta divina, un\u2019opzione distruttiva dell\u2019essere umano stesso.<\/p> <p>E parlare nella Bibbia di riconciliazione non significa immaginare una logica di compromesso in cui colpevole e vittima si possano trovare, per cos\u00ec dire, a met\u00e0 strada e superare il negativo verificatosi. Un cambiamento del proprio essere \u00e8 la condizione previa alla possibilit\u00e0 che chi ha offeso ritorni a relazioni significativamente umane con chi ha subito l\u2019offesa. E tutto quanto \u00e8 riconducibile alla parola \u201cperdono\u201d rientra nelle dimensioni relazionali sin qui evocate con tutta la complessit\u00e0 e la libert\u00e0 di considerazione e valutazione che porta con s\u00e9 il chiedere, il dare, insomma il vivere il perdono<sup>1<\/sup>.<\/p> <p>Nel quadro del primo anno del progetto culturale 2025-2027 \u201cIdentit\u00e0 ed inclusione\u201d ABSI ha ritenuto pi\u00f9 che opportuno dedicare spazio cospicuo alla riflessione sui temi sin qui indicati, attraverso non soltanto una doverosa trattazione delle implicazioni bibliche, teologiche ed antropologiche di pena, colpa e riconciliazione, ma anche concentrando molte energie nella considerazione di un ambiente in cui queste dimensioni esistenziali sono particolarmente importanti: il carcere. Come? Dando spazio espressivo a chi vive in questi ambienti come detenuto e come operatrice\/operatore a livello dirigenziale, formativo e sociale.<\/p> <p>A quale scopo? Anzitutto contribuire a far comprendere che escludere qualcuno dalla convivenza civile (ovviamente non nel senso disumano della logica del \u201cchiudiamoli dentro e gettiamo via la chiave\u201d) ha senso soltanto ad una condizione: se si creano le condizioni perch\u00e9 al termine di tale esclusione chi l\u2019ha subita possa essere pronto a rientrare nella societ\u00e0 esterna al carcere senza motivi effettivi per essere condannato pi\u00f9 o meno rapidamente a ritornare a quella esclusione<sup>2<\/sup>.<\/p> <p>Da un capo all\u2019altro del mondo le condizioni dei detenuti nelle carceri sono state e sono spessissimo disumane. E coloro che lavorano in questi ambienti \u2013 penso a chi compone la polizia penitenziaria, a chi dirige gli istituti di pena e a chi ha altre funzioni educative e materiali \u2013 opera in contesti con modestissime risorse materiali e in un clima assai difficile. La complessit\u00e0 di tutto ci\u00f2 non \u00e8 consapevolezza diffusa e l\u2019indifferenza appare troppo spesso la situazione normale da parte di coloro che sono \u201cliberi\u201d dalla reclusione carceraria, ,a troppo spesso \u201creclusi\u201d in un pregiudizio preciso: \u201cse \u00e8 in galera, qualcosa di male avr\u00e0 fatto senz\u2019altro\u201d).<\/p> <p>Le pagine di questo numero di \u201cParola&amp;parole - monografie\u201d sono complessivamente prive, mi pare, di qualsiasi forma di buonismo, che nuoce anzitutto a coloro che sono detenuti. Chi ha realmente fatto del male a qualcuno, deve essere messo nella condizione di non nuocere ulteriormente. D\u2019altra parte sono estremamente rilevanti le ragioni sociali, culturali, economiche, per le quali occorre puntare a fare di tutto perch\u00e9 chi \u00e8 sottoposto alla restrizione della propria libert\u00e0 non debba trovare in questo periodo della sua vita motivi per continuare a fare del male<sup>3<\/sup>.<\/p> <p>Se i vari, intensi contributi contenuti in questo volumetto aiuteranno lettrici e lettori a riflettere seriamente attorno a questi temi, guardano al mondo del carcere con uno sguardo pi\u00f9 realmente umano, forse sar\u00f2 davvero meglio per tutti. Lo dico a partire anche da alcune esperienze formative a contatto con vari detenuti, dal 2021 ad oggi, che mi spingono a dire che occorre parlare e far parlare della realt\u00e4 \u201ccarcere\u201d in ogni occasione possibile, perch\u00e9 anche in questo contesto difficile e complesso, ogni disumanit\u00e0 \u00e8 inaccettabile, chiunque la viva, e a nessuno u\u0308 necessariasmente impossibile non poter cambiare vita per il bene suo e altrui\u2026<\/p> <p><strong>Ernesto Borghi<\/strong><sup>4<\/sup><\/p> <p>\u00a0<\/p> <h4>Note<\/h4> <ol style=\"font-size: 0.92em; line-height: 1.55; color: #555; padding-left: 22px;\"> <li>Una delle esperienze di perdono pi\u00f9 recenti arrivata all\u2019onore delle cronache \u00e8 quella di Davide Simone Cavallo, un giovane universitario di 22 anni, che il 22 ottobre 2025 a Milano \u00e8 stato aggredito da un gruppo di cinque ragazzi che gli volevano rubare 50 euro e poi accoltellato riportando lesioni gravi che gli avrebbero potuto compromettere l\u2019uso delle gambe, condizione da cui egli sta uscendo con grande fatica. Aver abbracciato i suoi assalitori durante il processo e aver perdonato quanto gli hanno fatto (cfr. la lettera scritta da lui - https:\/\/www.icnavebrescia.edu.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/lettera.pdf) dimostrano quello che un essere umano \u00e8 capace di fare al di l\u00e0 del male subito, sempre nella considerazione che anche tali scelte di apertura interiore possano essere compiute solo e soltanto a partire dalla volont\u00e0 libera e responsabile delle vittime.<\/li> <li>E nessuno pu\u00f2 dimenticarsi, al di fuori di qualsiasi forma di buonismo, quanto la cosiddetta \u201cgiustizia umana\u201d possa essere tutt\u2019altro che giustizia. Tra i moltissimi casi verificatisi da un capo all\u2019altro del Pianeta di persone processate e incarcerate da innocenti, ricordo, per quanto concerne l\u2019Italia, il caso del presentatore televisivo Enzo Tortora e le pi\u00f9 recenti vicende del pastore sardo Beniamino Zuncheddu (33 anni di prigione per un errore giudiziario) e del giovane libico Alaa Faraj (dieci anni di carcere per essere stato ingiustamente processato come scafista).<\/li> <li>Michele Ravetta, frate cappuccino, dal 2010 cappellano delle strutture carcerarie del Canton Ticino, si esprime cos\u00ec: \u00abCi sono detenuti pi\u00f9 liberi interiormente che non chi vive al di l\u00e0 del muro di cinta del Penitenziario. Uomini e donne con una tale forza dentro di s\u00e9 che riescono ancora a far leva sulla propria intelligenza, spiritualit\u00e0 e religiosit\u00e0 cos\u00ec da rimettersi in piedi, fasciarsi le ferite e riprendere il cammino. A fare da maestra in ambito carcerario deve per\u00f2 essere l\u2019umilt\u00e0: solo toccando la terra (sporcarsi con essa) si potr\u00e0 spiccare il volo. Va detto che i presbiteri impegnati nella pastorale carceraria non sono dei supereroi, ma abbiamo la consapevolezza che noi siamo i parroci del carcere, quella \u00e8 la comunit\u00e0 che la Diocesi ci ha affidato e noi dobbiamo essere grati perch\u00e9 si tratta di un privilegio, infatti di parroci attivi nelle parrocchie ce ne sono molti in un territorio diocesano, il cappellano cattolico del carcere, per esempio, a Lugano, \u00e8 uno solo (ndr: un pastore evangelico, da qualche anno Daniele Campoli, si occupa dei detenuti di religione protestante). Le analogie sono presto dette: siamo confrontati con persone che camminano in salita nella vita, sbagliano, chiedono perdono e misericordia, vivono la dimensione della fede non come qualcosa che \u201cserve-utile a\u2026\u201d ma che vive in loro e li fortifica\u00bb.<\/li> <li>Nato a Milano nel 1964, sposato e padre di due figli, e\u0300 laureato in lettere classiche (Universita\u0300 degli Studi di Milano - 1988), licenziato in scienze religiose (Universita\u0300 di Fribourg - 1993), dottore in teologia (Universita\u0300 di Fribourg - 1996), baccelliere in Sacra Scrittura (Pontificia Commissione Biblica - 2012). E\u0300 biblista professionista a livello universitario dal 1992. Insegna attualmente Introduzione alla Sacra Scrittura presso l\u2019ISSR \u201cRomano Guardini\u201d di Trento e Sacra Scrittura presso la Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale (Sez. San Tommaso d\u2019Aquino) di Napoli e l\u2019ISSR\/FTTR di Padova. Dal 2003 presiede l\u2019Associazione Biblica della Svizzera Italiana e coordina la formazione biblica nella Diocesi di Lugano. Tra i suoi libri pi\u00f9 recenti: Verso la verit\u00e0 della Chiesa. Leggere gli Atti degli Apostoli oggi, ETS, Milano 2024; (a cura di), <em>Per amore. Anzitutto per amore<\/em>, Cittadella, Assisi (PG) 2025; (a cura di), <em>Paolo di Tarso uomo di tre culture<\/em>, Il Segno dei Gabrielli, San Pietro in Cariano (VR) 2025; <em>Il Discorso della montagna. Giustizia e libert\u00e0<\/em>, Claudiana, Torino 2026.<\/li> <\/ol> <p>\u00a0<\/p> <h4>SULLA GIUSTIZIA RIPARATIVA<\/h4>\n<p>Nel corso delle prossime pagine ricorrer\u00e0 ripetutamente la locuzione giustizia riparativa. Essa include ogni processo che consente alle persone che subiscono pregiudizio a seguito di un reato e a quelle responsabili di tale pregiudizio, se vi acconsentono liberamente, di partecipare attivamente alla risoluzione delle questioni derivanti dall\u2019illecito, attraverso l\u2019aiuto di un soggetto terzo formato e imparziale (da qui in avanti \u201cfacilitatore\u201d).<\/p> <p>La giustizia riparativa prende sovente la forma di un dialogo (diretto o indiretto) tra la vittima e l\u2019autore dell\u2019illecito, e pu\u00f2 anche includere, eventualmente, altre persone direttamente o indirettamente toccate da un reato. Ci\u00f2 pu\u00f2 comprendere persone che sostengono le vittime o gli autori dell\u2019illecito, operatori interessati e membri o rappresentanti delle comunit\u00e0 colpite. Di qui in avanti, i partecipanti a percorsi di giustizia riparativa saranno indicati, ai fini di questa raccomandazione, con la locuzione \u201cle parti\u201d.<\/p> <p>I programmi di giustizia riparativa tendono a promuovere il riconoscimento della vittima del reato, la responsabilizzazione della persona indicata come autore dell\u2019offesa e la ricostituzione dei legami con la comunit\u00e0. A differenza della sanzione detentiva che alimenta la segregazione dalla societ\u00e0 e lo stigma sociale, la giustizia riparativa, in quanto giustizia dialogica e relazionale, \u00e8 funzionale al riavvicinamento delle parti (giustizia inclusiva vs segregante). Per il testo di questo box ringraziamo Elena Mattevi e Antonia Menghini, giuriste dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, relatrici, nell\u2019aprile 2026, di uno dei moduli del corso ABSI online \u201cIdentit\u00e0 ed inclusione\u201d (I anno).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; estratto Monografia no. 45 (pdf)<\/em><\/a><\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/elenco-delle-rivsite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>&gt; elenco delle pubblicazioni<\/em><\/a><\/p> <p><a href=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto_Pagina_01.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><br \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/estratto_Pagina_01.jpg\" alt=\"Monografia 45 - Colpa, pena e riconciliazione\" width=\"600\" \/><br \/><\/a><\/p> <p>\u00a0<\/p> <h3>Ordina libro<\/h3> <p>Richiedi informazioni o ordina il libro compilando questo formulario<\/p> <p>[contact-form-7 id=\"14504\" title=\"Ordina Pubblicazione\"]<\/p> <p>\u00a0<\/p>","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20299"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20299\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20313,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20299\/revisions\/20313"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/absi.ch\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}