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RABBUNI’, CHE IO VEDA DI NUOVO

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Wassilij Iwanowitsch Surikow
La guarigione del cieco nato

Vasilij Ivanovič Surikov (1848-1916)

 

XXIX TEMPO ORDINARIO – 18 ottobre 2015

Mc 10, 46-52
[In quel tempo], mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

Commento al Vangelo (pdf) di:

> p. José María Castillo

> don Gennaro Lamuro

> p. Alberto Maggi

> sommario Commento al Vangelo 2015