Quaresima 2020: prima settimana

Il nutrimento: un dono di Dio, un dono sul quale dobbiamo riflettere

Quaresima 2020: prima settimana
 

Caro amico, mia cara, per queste settimane della quaresima 2020 vorrei riflettere con te su un argomento che ci interpella e ci occupa ogni giorno: il nutrimento.
E, per questa prima settimana, penso alla prima pagina della Bibbia: il racconto della creazione in sei giorni, sei giorni seguiti, il settimo, dal riposo di Dio (Genesi 1,1-2,4a). Qui non voglio entrare nei dettagli. Globalmente, il narratore intende mostrare – nella parola di Dio – il fondamento dell’universo, di tutto ciò che esiste e anche dell’avvenire che si prepara già ora nel presente. E questo sguardo verso l’avvenire è sottolineato, a livello del vocabolario, dal verbo «seminare» e dalla parola «seme». Ecco una traduzione di una piccola sezione di questo racconto:
11 E Dio disse: « Che faccia verdeggiare, la terra, verdure, erbe che seminano seme, alberi da frutto che facciano – sulla terra – frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie! ». E così avvenne. 12 E la terra fece uscire verdure, erbe che seminano seme – ciascuna secondo la propria specie – e alberi che fanno frutti e che hanno, in loro, il loro seme, secondo la propria specie. E vide, Dio, che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno (Genesi 1,11-13).

Più avanti, dopo la narrazione di Dio che crea la coppia umana a sua somiglianza, il narratore scrive:
29 E disse, Dio, (alla coppia): « Ecco, per voi do ogni erba che semina seme e che è su tutta la (superficie della) terra, e ogni albero che ha in lui un frutto che semina seme: saranno – per voi – nutrimento » (Genesi 1,29).

Il messaggio è chiaro: attraverso la natura che semina semi, Dio si prende cura dell’umanità e della realtà, quotidiana, del nutrimento. E questa cura e queste attenzioni di Dio sono sottolineate attraverso la formulazione « per voi » che leggiamo all’inizio e alla fine della frase. Noi dobbiamo dunque riflettere: ogni volta che mangiamo un frutto o qualcosa

d’altro, dobbiamo pensare a Dio che ci manifesta, così, il suo amore

Con parole diverse, un messaggio simile lo leggo nel Corano, più precisamente nella sura XVI, intitolata « an-Nahl », cioè : « Le api »[1]. Qui il Corano ci presenta Dio che vuole guidare gli umani nella moderazione[2]:
10 E’ Dio che dal cielo fa scendere l’acqua della quale avete una bevanda per voi e grazie alla quale (crescono) le piante fra le quali conducete al pascolo le vostre greggi.

11 Grazie all’acqua, (Dio) fa crescere per voi cereali, ulivi e palme, viti e (alberi che) danno frutti di ogni specie. In questo c’è davvero un segno per persone che riflettono (Sura 16,10-11).

Questa sura, in questi versi e anche altrove, evoca i numerosi doni di Dio: già le api e il loro miele sono un segno della bontà di Dio (vv. 68-69). Ma, fin dai primi versi, la sura menziona innanzitutto la creazione dell’essere umano e, poi, delle greggi. Queste greggi ci permettono di disporre di abiti caldi, ci danno del cibo e ci aiutano nei nostri spostamenti. Ma, nei versi 10 e 11, l’accento è sull’acqua: essa è una bevanda per noi e per le piante, piante che ci donano frutti. E in tutto ciò, ci dice il verso 11, noi abbiamo un segno, « aya » in arabo, un segno nel quale possiamo scoprire una manifestazione divina[3].
La pagina della Genesi e quella del Corano saranno – per me e per voi, amiche e amici – un’occasione per riflettere, scoprire e riconoscere le misteriose connessioni tra tutti gli esseri viventi: tutto diventa una referenza al lavoro continuo del Creatore[4].


[1] Per il parallelo tra il racconto della Bibbia e quello della sura 16, cf. J.-D. Thyen, Bibel und Koran. Eine Synopse gemeinsamer Überlieferungen, Böhlau, Köln – Weimar – Wien 1993, p. 4.
[2] Per questa idea di « moderazione », che si trova anche in altri testi del Corano, cf. Le Coran. Texte arabe et traduction française, par ordre chronologique selon l’Azhaar, avec renvoi aux variantes, aux abrogations et aux écrits juifs et chrétiens, par S. A. Aldeeb Abu-Sahlieh, L’Aire, Vevey 2009, p. 307, nota 9.
[3] Cf. M. Chebel, Dictionnaire encyclopédique du Coran, Fayard, Paris 2009, p. 419.
[4] Ainsi J.-D. Thyen, Bibel und Koran, p. 4.

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