Associazione Biblica della Svizzera Italiana | SE QUALCUNO VUOLE VENIRE DIETRO A ME, RINNEGHI SE STESSO_cont.
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perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà»”.

Chi vive per gli altri realizza pienamente la propria esistenza, chi vive centrato esclusivamente sui propri bisogni, sulle proprie necessità, la distrugge. Quindi questa è l’alternativa che Gesù offre. Vivere per gli altri, dare, non è perdere, ma guadagnare. Significa realizzare pienamente se stessi.

E Gesù commenta: «Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?»A che serve guadagnare tanto, conquistare tanto e poi smarrire se stesso? Questo è il significato. E’ una critica che Gesù fa alle persone di potere, qualunque potere. Le persone che hanno conquistato il potere, divorati dalla loro ambizione, sono persone che hanno tanto, ma non hanno nulla perché hanno completamente smarrito se stesse.

Sono persone alla deriva dalla vita, alla deriva dalla felicità. «Perché il Figlio dell’Uomo»”, Figlio dell’uomo indica Gesù nella pienezza della condizione divina, «Sta per venire nella gloria del Padre suo»”. Gesù contrappone al massimo disonore, la pena di morte alla quale è stato condannato dal sinedrio, quindi il massimo disonore dell’istituzione religiosa, il massimo onore da parte di Dio.

Quindi “«nella gloria del Padre suo con i suoi angeli»”. E qui Gesù cita il libro dei Proverbi, capitolo 24, versetto 12, «e renderà a ciascuno secondo le sue azioni»”, letteralmente “la prassi” (th.n pr£a,xin) . L’uomo è valutato per la vita che ha praticato, per le opere che ha fatto, e non per le idee o le dottrine religiose che ha professato. E’ quello che si fa per gli altri che determina la propria esistenza.

C’è un’altra parte che non è presente nella versione liturgica, ma è importante. Gesù annunzia che “I presenti non moriranno prima di aver visto arrivare il Figlio dell’uomo con il suo regno”. Infatti annunzia l’episodio che poi seguirà che è quello della trasfigurazione, in cui Gesù dimostra che la morte non distrugge la persona, ma la potenzia pienamente.

 

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scena dal film “The life of Jesus Christ”