Vangelo continuazione 6.4.2014

tutto. Sì, si risuscita l’ultimo giorno, ma non è certo una speranza. E qui ci sono tre verbi imperativi che Gesù comanda alla sua comunità e sono “togliere”, “sciogliere” e “lasciare”.

Il primo “togliete la pietra”. Siete voi che avete messo questa pietra che impedisce la comunicazione tra i morti e i vivi.

E gli rispose Marta, la sorella del morto”. E’ strano che l’evangelista ci ricordi che Marta è la sorella del morto e non di Lazzaro, perché è l’idea della morte che domina questa comunità. «Signore, manda già cattivo odore»”. La morte si considerava reale, definitiva al terzo giorno, quando iniziava ormai irreversibile la decomposizione de cadavere.

 Quindi nel quarto giorno il cadavere era già in putrefazione e l’effetto della morte è la puzza. “«E’ lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”. Ma Gesù quando aveva chiesto a Marta se credeva le aveva chiesto “credi che chi vive e crede non muore?” Adesso invece Gesù dice: “Se credi vedrai la gloria di Dio”.

 Cosa vuole indicare? Che con la vita indistruttibile, capace di superare la morte, si manifesta la gloria di Dio. La gloria di Dio è una vita capace di superare la morte.

Tolsero dunque la pietra” – e il termine “pietra” appare per la terza volta – “e Gesù gridò a gran voce …” – lui si rivolge ad un vivo – “«Lazzaro, vieni fuori!»perché il regno dei morti non è il luogo per un discepolo di Gesù. Chi ha dato adesione a Gesù, ha lo spirito, e lo spirito è vita. E là dove c’è la vita, non ci può essere la morte.

Ma, stranamente, mentre Gesù ha chiamato Lazzaro, scrive l’evangelista, “il morto uscì”.

Allora qui c’è un problema. Se è morto non può uscire, se è vivo non è più morto. Perché l’evangelista dice che il morto uscì? E addirittura dice “i piedi e le mani legati con bende”?

Una delle immagini per indicare la morte, e la troviamo nel salmo 116,3 “mi stringevano le funi di morte”. È la comunità che deve cambiare l’immagine della morte e della risurrezione. Per loro Lazzaro è morto e questo morto che deve uscire dal sepolcro per permettere poi a Lazzaro di essere presente nella comunità.

Sono loro che lo hanno legato nelle funi della morte, considerando la morte come un fatto irreversibile. Ed ecco allora il comando di Gesù: «Scioglietelo»”, sciogliendo il morto è la comunità che si scioglie dalla paura della morte. E l’ultimo strano comando di Gesù, non dice “andiamogli incontro, accogliamolo, facciamolo venire”. Tra l’altro Lazzaro poi scompare e non dice neanche una parola né a Gesù, né alle sue sorelle. «Lasciatelo andare»”.

Ma dove deve andare Lazzaro? O meglio, dove deve andare il morto? Deve continuare il cammino verso il Padre. Il verbo ‘andare’ (u`pa,gw) nel vangelo di Giovanni è usato per Gesù per indicare il suo itinerario verso il Padre.

Allora cosa vuol dire l’evangelista attraverso queste immagini?

Che è la comunità che deve liberarsi dall’idea della morte come fine della persona perché, fintanto che si piange una persona come morta, non la si può sperimentare come vivente. Allora bisogna sciogliere il morto, lasciarlo andare verso il Padre, dove Lazzaro già è vivo, vivente più che mai.

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